luca saibeneUBOLDO – “Durante la seduta del consiglio comunale che ha approvato il regolamento e la determinazione delle aliquote per la Tasi, Progetto Per Uboldo-Centrosinistra Unito, in consiglio comunale rappresentato da Luca Saibene, insieme agli altri gruppi di opposizione, aveva avanzato delle perplessità sul fatto che il regolamento non prevedesse delle esenzioni e che l’Amministrazione comunale indicasse per regolamento la quota di imposta Tasi a carico degli inquilini pari al 30 per cento, il massimo consentito dalla legge.

A tal fine avevamo anche proposto degli emendamenti che sono, però, stati respinti dalla maggioranza” riepiloga il gruppo di opposizione.

Che prosegue

Nel corso del dibattito consiliare l’Amministrazione ha anche avuto modo di precisare che a Uboldo solamente l’abitazione principale avrebbe pagato la Tasi e che, pertanto, era inutile e si era solo perso del tempo a discutere sulla determinazione della percentuale da richiedere agli inquilini. In realtà nelle scorse settimane abbiamo avuto la prova che le preoccupazioni di Progetto Per Uboldo-Centrosinistra Unito e delle altre forze di opposizione non erano per nulla infondate. Infatti, i nostri concittadini che risiedono nelle case Aler si sono visti recapitare la comunicazione con la quale veniva richiesto loro di pagare il 30 per cento della Tasi. Ma perché se ad Uboldo gli inquilini, secondo, l’Amministrazione comunale, non dovevano pagare la Tasi, gli assegnatari di un alloggio sociale devono invece versare l’imposta? Semplicemente perché in base alla legge sono assimilate all’abitazione principale le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; i fabbricati destinati ad alloggi sociali; la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; l’unico immobile iscritto o iscrivibile in catasto urbano come unica unità immobiliare, posseduto, non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle forze armate e alle forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale dei vigili del fuoco. Ecco, quindi, che applicando il regolamento voluto dalla maggioranza di Uboldo al Centro e dall’Amministrazione Guzzetti abbiamo avuto ancora una volta l’applicazione alla rovescia dell’articolo 3 della Costituzione Repubblicana andando così ad ampliare le differenze sociali anziché cercare di ridurle. A Uboldo, quindi, un inquilino che prende in locazione un immobile da adibire a propria abitazione sul normale mercato immobiliare non paga nulla, mentre il cittadino assegnatario di una casa popolare e con, salvo il caso di qualche furbetto, evidenti problemi economici e reddituali deve pagare il 30 per cento della Tasi.

Per Progetto per Uboldo,”l’Amministrazione comunale era conscia di ciò mentre varava i propri provvedimenti? Secondo noi no così come non lo era sulla necessità di prevedere espressamente in delibera che le seconde case non sono soggette alla Tasi, integrazione fatta inserire dal nostro consigliere comunale nella delibera Imu.
Questa certezza ci deriva proprio dal fatto che il nostro emendamento sia stato respinto, infatti, se l’ente locale avesse accettato la nostra proposta di inserire nel regolamento la possibilità di modulare la quota di Tasi a carico degli inquilini o, visto che voleva renderne esente il pagamento, avesse fissato nella misura del 10 per cento, anziché del 30 per cento, tale percentuale anche gli inquilini delle case Aler non avrebbero pagato nulla poiché, con tutta probabilità, sarebbero tutti rimasti al di sotto dell’imposta minima di 12 euro. Sull’argomento il nostro gruppo ha presentato una interrogazione che verrà discussa al prossimo consiglio”.

21112014