SARONNO – “Questa cittadinanza italiana simbolica rappresenta non solo un riconoscimento ma anche la richiesta di un impegno ai bimbi e all’intera città a lavorare tutti insieme, a prescindere dalla provenienza, dal colore della pelle e della religione, per un’integrazione sempre più reale e concreta”.

Sono le parole del presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi quelle più adatte a riassumere il significato della cerimonia che si è tenuta stamattina con il conferimento della cittadinanza italiana simbolica a 75 bimbi nati in Italia da cittadini stranieri regolarmente residenti a Saronno.

La mattinata, che si è svolta in una sala Vanelli gremita da decine di famiglie, si è aperta, come tutte le sedute di consiglio comunale, con l’inno nazionale cantato da gran parte dei piccoli saronnesi presenti.

Dopo il discorso del presidente Airoldi, ricco di contenuti ma decisamente a misura di bimbo, è stata la volta della presidente della sezione cittadina dell’Unicef, Rosanna Moneta, che ha consegnato al primo cittadino Luciano Porro una pergamena per ricordare a Saronno l’impegno preso con Unicef per rendere la città a misura di bimbo.

A prendere la parola sono stati quindi gli studenti delle scuole Leonardo da Vinci e Pizzigoni, che hanno presentato, con slide e cartelloni, il risultato dei propri lavori di ricerca sulla situazione dei proprie coetanei nel mondo. C’è chi ha raccontato la storia dei bimbi soldato, chi ha lavorato sui diritti dell’infanzia e chi su Malala Yousafzai studentessa e attivista pakistana vincitrice del Premio Nobel per la pace.

Terminati i contributi dei ragazzi ha preso la parola il sindaco Luciano Porro che ha presentato la scelta dell’Amministrazione, condivisa dal consiglio comunale poco meno di un anno fa, di conferire la cittadinanza simbolica:”Sono oltre 690 i minori in Italia da cittadini stranieri e regolarmente residenti nella nostra città – ha esordito Porro – per la cerimonia di oggi ne abbiamo contatti 280 e ne sono arrivati oltre un’ottantina”. Il sindaco ha poi proseguito leggendo la lettera di una 13enne che chiede di “essere chiamata “italoaraba” perchè essendo nata a Reggio Emilia non si sente straniera”

E’ quindi arrivato il momento della cerimonia molto semplice ma immortalata da decine di flash di mamme e papà: i piccoli sono stati chiamati al centro della sala dall’assessore alle Culture Cecilia Cavaterra, il sindaco Luciano Porro ha consegnato loro la pergamena e il consigliere comunale Oriella Stamerra ha appuntato loro una coccardina tricolore.

Al termine della cerimonia non è mancata una foto di gruppo con tutti i piccoli, tra i quali molti fratelli e sorelle, che hanno ricevuto il riconoscimento. Hanno partecipato alla cerimonia 75 minorenni i più piccoli di 6 anni e la più grande di 17. Decisamente variegata la provenienza delle famiglie originarie di Pakistan, Perù, Ecuador, Filippine, Egitto, Libano, Marocco, Tunisia, Ucraina, India, Romania, Bangladesh, Senegal, Albania, Palestina e Russia.

22112014

3 Commenti

  1. Mai vista una pantomima, anzi una buffonata, di regime come questa.
    Nemmeno il Duce arrivò a tanto probabilmente.

  2. Che buffonata Sindaco e Assessore non avete niente di meglio da fare? pensate alla città!

  3. NON STRUMENTALIZZIAMO. ma quanto ci costa? a cosa serve? tutto ciò è legale? campagna elettorale? che valore ha? ho troppi interrogativi da porre e come al solito nessuna risposta!
    assessore alle culture… abbiamo davvero toccato il fondo …”culture” con la “u” ci sta pure è la “e” finale che mi dà davvero grosse perplessità!!! cultura, cultura,cultura…ciò che i cittadini saronnesi non hanno da almeno 5 anni! Abbiamo troppe “colture” con la “o” è questo ciò che palesemente danneggia la “cultura”….. di Saronno.
    Abbiamo bisogno di CULTURA; non di culture!

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