enzo volontè2SARONNO – E’ Enzo Volontè a rispondere alle domande dello speciale de IlSaronno dedicato allo stato dell’arte della politica saronnese.

Abbiamo fatto tre domande, semplici e molto aperte,
1. bilancio dell’anno appena trascorso e degli ultimi 5 anni di Amministrazione ed opposizione
2. identikit del candidato sindaco ideale
3. le tre priorità della città di Saronno
a tutti i gruppi consiliare per fare un bilancio dell’anno appena passato e iniziare a guardare a quello che arriverà.
1) Sarebbe estremamente facile dare un lungo elenco di insoddisfazioni relativamente a cinque anni di amministrazione Porro, ma la situazione è sotto gli occhi di tutti e non ci pare il caso di elencare ciò che i cittadini quotidianamente vedono.

Certamente non possiamo dimenticare che stiamo vivendo un periodo di crisi socio-economica pesantissima, che ha evidentemente influito sui risultati dell’amministrazione Porro, ma non deve assolutamente essere assunta come unica scusa per quanto non è stato fatto o è stato fatto male.
Siamo convinti che l’amministrazione Porro sia composta da persone oneste e stimabili, ma non basta essere onesti per essere competenti e adeguati al ruolo di governo di una città. Questo riteniamo sia la prima grande motivazione di un quinquennio amministrativo assolutamente deludente. Nelle situazioni difficili occorre avere chiari gli obiettivi da raggiungere (nessuno dei dieci punti del programma del Sindaco Porro è stato realizzato, a dimostrazione che l’amministrazione ha operato “a giornata”, senza avere la benché minima certezza di quale era la finalità del proprio agire), e attivarsi per realizzarlo con creatività, coraggio, libertà di pensiero, lungimiranza.

Tutto questo purtroppo non è appartenuto all’Amministrazione Porro, che ha spesso operato solo con visioni strategiche a corto raggio, talvolta condizionate da inutile bagaglio ideologico: il caso dei 30km/h presentato come panacea dell’inquinamento e trasformato poi in salvaguardia dei pedoni, la città ciclabile accompagnata dai disastri compiuti nelle decisioni assunte per la viabilità, il testamento biologico o la cittadinanza onoraria ai nati in Italia e figli di immigrati. Provvedimenti che hanno comportato sicuramente un dispendio di tempo e di energie per plurimi confronti all’interno della maggioranza (e non certo della città che mai veniva interpellata in proposito) ma che non hanno dato nessun miglioramento significativo alla vita della città.
A tutto ciò dobbiamo ancora evidenziare una cronica mancanza di capacità di decisione che ha portato a lungaggini, rifacimenti, approcci approssimativi alla materia. E poi la mancanza di una visione obiettiva ( ricordiamo ancora il problema della sicurezza della città, la cui esistenza è stata più volte negata).
Un’ulteriore negatività è stata la perdurante mancanza di trasparenza, che ha avuto il culmine nella seduta aperta del Consiglio comunale dove si sarebbe dovuto discutere con i cittadini in merito al bilancio annuale senza che il bilancio fosse stato preliminarmente pubblicato…

Circa l’opposizione: ha certamente accusato il colpo della sconfitta elettorale di cinque anni fa e la situazione “confusa” a livello nazionale; peraltro, nell’attuale sistema elettorale, se la maggioranza non è disponibile al confronto preliminare (e così è sempre stata la maggioranza di Porro in questi cinque anni) la funzione dell’opposizione diventa assolutamente insignificante ai fini del risultato. Ma questo è un argomento che vorremmo riprendere nel programma di “Saronno al Centro”: in una situazione socioeconomica tanto difficile, Saronno non ha più bisogno di atteggiamenti pregiudiziali che contrappongono la destra alla sinistra e viceversa. Occorre saper andare oltre le logiche ormai assolutamente inutili del partitismo, per cominciare ad operare con concretezza per il bene della città.

logo_saronno_al_centro2) Il candidato sindaco è colui che più di tutti ‘ci mette la faccia’; per i cittadini è sicuramente ‘figura garante’. Deve avere capacità di mediazione, ma anche la forza di non demordere dalle finalità di principio. Occorrerebbe fosse una persona stimata dalla città, con una esperienza riconosciuta nella gestione delle attività, per essere in grado di gestire l’interesse pubblico. Sarebbe auspicabile avesse già dato dimostrazione di essere attento alla città di Saronno e ai suoi concittadini. Ma non vogliamo cadere nell’errore di pensare ad “un uomo solo’ al comando”: per amministrare bene la città è necessario avere sì un buon Sindaco capace, ma è indispensabile possa essere affiancato da una squadra di persone altrettanto brave e capaci.

Noi puntiamo prima ad essere squadra, a coinvolgere più possibile competenze e sensibilità: il candidato sindaco verrà ‘dopo’, come espressione e riferimento dell’intera squadra.

3) Saronno sta vivendo una situazione di impressionante declino: il particolare momento economico, se non affrontato per tempo e lasciato solo al caso, diventerà un enorme problema per la città. Noi siamo convinti che il tema dell’economia e del lavoro debba avere sicuramente priorità: un uomo senza lavoro rischia di perdere fiducia in se stesso e quindi dignità. Occorre attivare tutte e forme amministrative per facilitare l’apertura della città a nuove attività lavorative, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione di una realtà comunale.

Un altro tema che richiede primaria attenzione è quello della sicurezza: non è più possibile tollerare il permanere di situazioni di pericolo!
La città e i suoi servizi: l’immagine della città nell’ultimo quinquennio è andata progressivamente a deteriorasi. E’ necessario un piano di riqualificazione dell’ambiente, ai suoi diversi livelli: altri Comuni a noi vicini, storicamente comparabili a Saronno, hanno saputo rinnovarsi e incrementare la loro attrattività. Saronno purtroppo no. Il PGT approvato dall’amministrazione Porro non è in grado di programmare la riqualificazione di Saronno.
La sussidiarietà. In considerazione delle limitate risorse disponibili nei bilanci comunali, l’unica opportunità per realizzare qualcosa di importante per la città è legata alla sussidiarietà: il pubblico e il privato devono confrontarsi per trovare occasioni di impegno comune per realizzare opere di reciproco interesse.
La solidarietà. Noi abbiamo la consapevolezza che non è possibile vivere bene se intorno a noi ci sono persone che fanno fatica a vivere. E lo diciamo non soltanto perché riconosciamo il valore della persona e della sua dignità, ma anche perché siamo consapevoli che una vita difficile porta spesso ad atteggiamenti negativi anche per la comunità nella quale vive.
La viabilità e i parcheggi: un piano che abbia il coraggio di scelte importanti per una viabilità che in alcuni orari della giornata è al collasso. Per anni, pur nella consapevolezza della carenza di parcheggi, non è stato fatto nulla per soddisfare una esigenza correlata anche all’economia della città.
Occorre sostenere le Associazioni (solidali, sociali, culturali, sportive) che con il loro operato svolgono funzioni importantissime per la città, funzioni che, altrimenti, l’amministrazione pubblica non riuscirebbe ad attuare.
Un ulteriore esigenza è relativa alla trasparenza della gestione pubblica: va assolutamente migliorato il settore della comunicazione tra istituzione e cittadino. Va ripensato anche il sistema della partecipazione dei cittadini. La città non è di pochi amministratori, per quanto elettoralmente delegati, la città è di tutti i cittadini.
Ci sarebbe molto altro ancora, soprattutto nella concretezza delle attuazioni dei principi sopra esposti,, ma per ora ‘chiudiamo’ qui, augurando ‘il meglio’ ai saronnesi per questo nuovo anno.

27122014

3 Commenti

  1. l’articolo descrive la figura di volontè che di garante non ha propiro nulla visto il suo trascorso politico ondivago

  2. A me pare che sia il primo gruppo politico ad esprimere con precisione e razionalità alcune idee e alcuni principi che sono assolutamente condivisibili.
    I commenti di “anonimo” e di “luca” sono assoldamento polemici e non fanno il bene di nessuno: sono proprio questi atteggiamenti che fanno il male della società.
    Occorre avere idee e capacità di confronto sulle stesse, altrimenti non riusciremo ad uscire da questa crisi.

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