simone mangiafico lokomotiv saronnoSARONNO – “Sono uno che ama parlare ed esprimere ciò che ha dentro, permettetemi due parole in chiusura di un anno di Loksar da incorniciare, volevo farlo alla cena di Natale ma non è stato possibile, lo faccio ora”.

Inizia così Simone Mangiafico il suo bilancio di fine anno del team Lokomotiv Saronno condiviso sui social network e con ilSaronno.

“Voglio ringraziare tutti voi, staff, dirigenti, giocatori e tifosi per avermi voluto come dirigente, per avermi accettato come mulo trainante e per avermi sopportato (cosa non facile). Il mio grazie è sincero, è un grazie vero e di cuore. Di quelli che non si sprecano invano. Molti di voi sanno che a giugno ero vicino alle dimissioni, all’abbandono del mio incarico perché lo ritenevo troppo pesante, troppo invasivo, lo ritenevo dopo 4 anni “troppo”.

Forse perché appagato di aver raggiunto l’obbiettivo che ci eravamo fissati? La promozione in B è stato frutto di sacrificio di tutti voi, non ci ha regalato niente nessuno. Forse questo mi faceva credere che il mio “lavoro” alla ‪‎LokSar‬ fosse finito. Ma la vostra gratitudine nei miei confronti assieme alla vostra delusione per le mie parole mi ha convinto che forse non tutto era finito. Forse c’era ancora molto da fare. E così è stato. Sono arrivati in ordine cronologico un nuovo mister, molto preparato, per tentare la scalata in serie B, la scalata di chi non si accontenta della “salvezza”.

È arrivata la Robur del Presidente Mario Busnelli e la partnership con il suoi team che ci ha esposto a media e giornali grazie a Silvia Galli e Sara Giudici, sono arrivati rinforzi di qualità, un organigramma più completo con la professionalità di Renato Manicone e un nuovo centro sportivo, Il Prealpi Saronno. Insomma avevate ragione, la Loksar è ancora un piccolo sogno nel cassetto, che di giorno in giorno prende vita grazie al lavoro di tutti voi. Se mi guardo indietro ancora non ci credo.

Ma come abbiamo fatto a creare tutto ciò? Come abbiamo fatto a passare da una squadretta del sabato pomeriggio al parco “Pippo Reina” ad una realtà del calcio saronnese? Perche diciamoci la verità, in noi di amatoriale c’è solo la categoria, tutto il resto è di un altro livello. Più volte sento dire che la Lokomotiv è una famiglia, un posto dove tutto resta fuori, entra solo amore e passione, amicizia e fratellanza, rispetto e coesione. I numeri lo dimostrano, le statistiche anche. Un nuovo anno è alle porte!!! Spero di condurre la Lokomotiv Saronno ancora più in alto di quanto abbia già fatto. Ma tutto ciò che ho conquistato, l’ho conquistato sempre grazie a dei guerrieri che scendono in campo a difendere questo nome, questi colori, questa città. Il merito di tutto ciò che la Loksar è diventata è solo vostro!!! Grazie ragazzi e Buon 2015. Andiamo a prenderci la Serie A. Arditi e fieri!!”. 

02012014

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