25042013 corteo Telos (18)SARONNO – Un corteo, un incontro pubblico e un presidio davanti al tribunale di Varese: sono gli appuntamenti del gennaio caldo dei ragazzi del centro sociale Telos che hanno spiegato la loro mobilitazione con una nota pubblicata nelle ultime ore sui social network dal titolo “Sorvegliare è punire”.

A provocare la forza presa di posizione dei ragazzi la sorveglianza speciale proposta dal questore di Varese, Francesco Messina, a carico di un ragazzo saronnese. Ecco come gli attivisti descrivono il provvedimento: “La sorveglianza speciale di pubblica sicurezza è una misura preventiva molto afflittiva – pensata in periodo fascista per colpire soggetti sospettati di vivere dei proventi di una attività criminale – adottata qui per motivi di “pericolosità sociale” in un contesto di conflittualità sociale; la sorveglianza mira a distruggere i rapporti sociali di un individuo impedendone ad esempio i contatti con altri amici e compagni, la partecipazione ad iniziative pubbliche o obbligandolo alla dimora in un luogo: l’intento è di cambiarne la condotta. Questa restrizione è solo l’ennesimo tentativo repressivo nel contesto saronnese e il messaggio sembra piuttosto chiaro: intimidire chi quotidianamente partecipa alle lotte a Saronno, in provincia e nel resto d’talia“. 

Chiare dunque le motivazioni della mobilitazione:”Far passare in silenzio una sorveglianza 27092014 corteo contro sgombero telos sfilata (22)speciale affibbiata per la partecipazione a cortei e presidi, oltre ad occupazioni e altre forme di protesta, sarebbe un precedente pericoloso per chiunque si opponga allo stato di cose presenti, ed è per questo che come avvicinamento al 27 gennaio, giorno in cui si terrà l’udienza di convalida di questa misura, abbiamo organizzato una serie di iniziative sul territorio che in questi anni ci ha visti portare della conflittualità: discussioni, momenti di piazza, occupazioni. Per fermare la conflittualità che si è manifestata a Saronno in questi anni sono disposti a ricorrere alla sorveglianza speciale, tentando di sottrarre ad un nostro compagno un anno della sua vita e i suoi legami, e sottraendo la sua presenza ai futuri scenari di lotta in città; resistere e proseguire in direzione ostinata e contraria ci sembra un obiettivo minimo desiderabile. Essere socialmente pericolosi per una società che esclude, incarcera, affama, sfratta e deprime è qualcosa di cui andremo sempre fieri, al di là delle strampalate ciance di questurini e politici”. 

Ecco il calendario della mobilitazione:

“10/1 – h 18.00 – COX 18 – presentazione de “La Saronno che vorrebbero” e discussione sulla deriva securitaria nella città saronnese

15/1 – h 21.00 – Auditorium scuola media Aldo Moro – Incontro publico sulla sorveglianza speciale, cosa è e perchè viene applicata in un contesto come Saronno. Discussione e interventi di altri compagni che hanno avuto la stessa misura in altre città

24/1 – h15.00 – Corteo per le vie di Saronno. Per portare nelle strade il nostro NO alla sorveglianza speciale, alla deriva securitaria voluta da polizia e politicanti, alla città del controllo e dei consumi.  a seguire – TAZ – continuiamo a ridare vita agli spazi abbandonati della nostra città

27/1 – h 9.00 – tribunale di Varese – Portiamo la nostra solidarietà a chi potrebbe trovarsi privato della propria libertà in ragione della partecipazione alle lotte delgi ultimi anni.

03012014

17 Commenti

  1. Volete che il vostro compagno non perda un anno della sua vita sociale?
    NO PROBLEM
    Vi portiamo tutti su una bella isola MOLTO deserta così potete fare tutto quello che volete…..
    Domanda: come mai il comune di Saronno vi lascia l’auditorium ALDO MORO?
    È questa sarebbe la dissociazione dai TELOS?

  2. Gli danno pure l’auditoriun Aldo Moro poi non venite a dirmi che questa amministrazione non sostiene i Telos.

  3. smettetela di lamentarvi saronnesi, se credete che le elezioni cambino qualcosa siete proprio…

  4. Prima di dare l’auditorium , bene del comune e quindi della cittadinanza tutta perchè non fate ripulire la città dagli imbrattamenti che questi ” bravi ragazzi ” hanno fatto alla città ??
    credo che molti cittadini non abbiano gradito gli imbrattamenti nè tantomeno la concessione dell’auditorium a gente che non rispetta le normali regole del vivere civile e la violazioni delle leggi come cosa del tutto normale . Questa è una responsabilità grave che si prende questa amministrazione

  5. Io questi del Telos non li sopporto ma questa volta li devo difendere. Sono un liberale (quindi politicamente molto lontano da loro…) e non posso accettare che si infligga una pena ad un uomo, con un semplice provvedimento “amministrativo”, anche se valutato da un giudice.
    Si tratta a tutto gli effetti di una pena, perciò dovrebbe essere inflitta solo in presenza di reato accertato con vero e proprio processo. Dall’area del Telos sono stati probabilmente commessi alcuni reati (nessuno grave, per fortuna) ma qui si va a colpire una persona senza processo!
    Non mi meraviglia affatto che tale provvedimento sia di origine fascista, cioè di un periodo in cui le giuste spinte ad uno stato moderno, forte, dominante, soino state portare ridicolamente all’estremo da un regime di baracconai.
    Sì alla giustizia… no ad un regime di giustizieri alla pinochet!

    • Posso anche essere D accordo con lei Marco. Quello che non digerisco è l ennesimo corteo con quattro gatti che paralizzerà la città con sprechi enormi a carico della collettività.

  6. Finalmente, andate un po’ a Varese a rompere le scatole, magari anche sotto la prefettura dal Dott. Zanzi: noi ci liberiamo del Telos e possiamo confermare a Zanzi di non preoccuparsi che la situazione e’ sotto controllo.

  7. Hey saronnesi siste contenti che il vostro giornale preferito è tornato a parlare dei vostri nemici preferiti?

  8. Questi provvedimenti di origine fascista sono un attacco alla libertà di tutti.
    “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.” Bertolt Brecht
    Riflettiamo prima di esprimere superficialmente giudizi assurdi.
    Svegliamoci saronnesi!

  9. Quanta pubblìcità a sti quattro bambocci, svogliati nullafacenti e mantenuti da mammina e papino.. Se avessero veramente da faticare, ma sai quante str…te in meno uscirebbero dalle loro bocche…?

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