tsipras saronno sedeSARONNO – Ecco le risposte del Comitato Tsipras alle domande dello speciale de IlSaronno.

Abbiamo fatto tre domande, semplici e molto aperte, a tutti i gruppi politici cittadini per fare un bilancio dell’anno appena passato e iniziare a guardare a quello che arriverà.

1. bilancio dell’anno appena trascorso e degli ultimi 5 anni di Amministrazione ed opposizione
2. identikit del candidato sindaco ideale
3. le tre priorità della città di Saronno

1.Il Comitato Saronnese Tsipras nasce, a Saronno, nella scorsa primavera dall’esigenza, sentita da molte persone, di sostenere i candidati italiani al Parlamento Europeo a fianco di Alexis Tsipras, allora candidato alla presidenza della Commissione Europea ed oggi il più accreditato tra i candidati alla presidenza nelle elezioni che si svolgeranno in Grecia a fine gennaio. Terminata l’esperienza elettorale europea con l’elezione di tre parlamentari a Strasburgo e quasi il 5% di voti raccolti a Saronno, le persone del Comitato hanno provato ad ipotizzare un percorso per continuare a fare politica in città, traducendo in un documento politico locale (“Vincono le persone”, che alleghiamo) i contenuti dei “dieci punti” di Tsipras in Europa, riassunti dallo slogan “Prima le persone”.

La prima cosa che abbiamo notato è che l’esperienza di governo cittadino del centrosinistra (oggi privo della sinistra) degli ultimi 5 anni non corrisponde alla nostra visione della città e del mondo.

Men che meno vi corrispondono i contenuti e le (scarsissime) proposte delle opposizioni di centro e destra, che infatti citeremo pochissimo nelle nostre risposte.

Cominciamo dall’esperienza dell’Amministrazione Porro.

L’ultimo anno non è altro che lo specchio di un’intera “consigliatura”. Vediamo perché.

SARONNO, CITTA’ INIQUA

Nel settembre di quest’anno l’amministrazione comunale deve registrare ulteriori mancati trasferimenti dallo Stato per circa 900.000 euro, per effetto delle politiche di austerità pedissequamente applicate da Renzi, nonostante i suoi proclami. Si dice sempre che “i soldi non ci sono”, ma non una voce di protesta si leva dagli enti locali, né singoli, né organizzati: forse perché sia il Comune sia l’Anci sono guidati dallo stesso partito del (mai eletto) Presidente del Consiglio? E le tariffe dei servizi pubblici locali, del cui mantenimento tanto si vanta l’amministrazione, continuano a salire: si pensi all’aumento del “buono pasto scolastico” negli ultimi 5 anni, solo per fare un esempio.

Saronno continua ad essere “paradiso fiscale”: la promessa di avere finalmente un’anagrafe completa degli immobili della città, per tassarne correttamente i proprietari, è ancora disattesa. Così abbiamo certezza che paghino le tasse locali (in gran parte basate su questi dati, come la TARI e la TASI) solo i cittadini che hanno regolarmente registrato le loro proprietà immobiliari.

Saronno continua a portare all’estero la ricchezza prodotta sul territorio, come dimostrano recenti indagini della magistratura su professionisti con sede in città. Tuttavia, per assecondare i peggiori istinti suscitati dalle destre, si firmano “patti di legalità” un tempo dichiarati eccessivi dai nostri stessi governanti locali, perché identificavano nell’immigrazione la principale fonte di criminalità nella città.

Saronno vanta un numero elevatissimo di appartamenti sfitti, di molto superiori alle circa 600 famiglie con problemi di alloggio. Ma nemmeno questo si sa di preciso (vedi punto b): e allora come si fa a chiedere ai proprietari dello sfitto di metterlo sul mercato se nemmeno sappiamo con precisione chi sono?

C’è dunque un primo, fondamentale tema che la maggioranza guidata da Porro non ha saputo risolvere e per il quale le opposizioni non hanno formulato proposte: l’iniqua distribuzione delle risorse (non solo il denaro, come si vede) e del carico fiscale su di esse.

PGT: ALTRO CHE STOP AL CONSUMO DI SUOLO, ALTRO CHE “IMPRONTA ECOLOGICA”!

Il 2014 è stato anche l’anno in cui si è cominciato ad applicare il PGT (Piano di Governo del Territorio) approvato da questa maggioranza e non fieramente avversato da certa opposizione, se non per proporne versioni ulteriormente peggiorative sul versante ambientale o più favorevoli a talune proprietà immobiliari che storicamente rappresentano in città.

Un PGT che prevede l’edificazione di nuove migliaia di vani, in totale spregio all’evidente e già ricordata presenza di sfitto. Al solo scopo di favorire la speculazione finanziaria su terreni ex industriali di cui si fece a suo tempo aumentare il valore, o di fare eventualmente cassa su nuove costruzioni, senza aggredire alla radice la causa del “perché non ci sono soldi”.

Un PGT che non modifica la destinazione d’uso delle aree industriali dismesse, perpetuando la formula di “mix funzionale” che ne ha sancito l’utilizzo speculativo negli ultimi 18 anni e senza prevederne anche soltanto formule di “riuso temporaneo”, come il Comitato Saronnese Tsipras recentemente proposto ai cittadini, trovando un tale consenso da far partire prossimamente un laboratorio cittadino basato sulla partecipazione diretta di chi ha a cuore il futuro di queste aree.

Per non parlare dell’area ex-Cantoni, dove solo la vigile presenza dei cittadini dentro le commissioni e premendo su di esse si è riusciti ad evitare che la proprietà “sottovalutasse” un grave caso di inquinamento di terreno e falda acquifera dovuto alle produzioni industriali di 40 anni fa. Stiamo tuttora vigilando, ma ci chiediamo: dove sarebbe l’impronta ecologica di un PGT peraltro mai davvero partecipato dai cittadini, come si diceva nel programma elettorale del sindaco Porro?

BENI COMUNI: L’ACQUA NON SI RIPUBBLICIZZA, NONOSTANTE IL REFERENDUM

Ma il 2014 è stato anche l’anno in cui sono venuti al pettine i nodi di una battaglia che la maggioranza (non fosse che perché vi appartengono partiti che avevano sostenuto il SI’ al referendum del 2011) aveva inizialmente “sposato”: la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato, cioè dell’acqua, come richiesto anche dalla maggioranza dei saronnesi nel giugno 2011.

Costretta dalle firme di oltre 300 cittadini a convocare sul tema un consiglio comunale aperto, la maggioranza approva nell’aprile 2012 una mozione che individuava un preciso percorso verso il ritorno alla gestione comunale (con Azienda Speciale Consortile) del SII.

Mentre questi pronunciamenti troveranno fino a qualche tempo fa una coerente applicazione in provincia, dove si respinge l’opzione di Lega Nord e Centrodestra per una gestione di tipo privatistico (Srl a totale capitale pubblico), in città il percorso di trasformazione del servizio locale non partirà mai. E quando timidamente comincerà a muovere i primi passi (fine 2014), ci avrà pensato il decreto “SbloccaItalia” di Renzi a seppellire quasi definitivamente la possibilità di far tornare pubblica l’acqua in città. Dove la gestione è affidata a due enti, uno dei quali (Saronno Servizi SpA) è “controllato “ quasi al 100% dal Comune, ma ultimamente non ha dato prova di efficienza nel settore, con interruzioni di fornitura senza preavviso e presenze di inquinanti non segnalate. Nel frattempo anche in Provincia il nuovo presidente di centrosinistra prosegue senza discontinuità l’operato del Centrodestra, senza opposizione del consigliere saronnese presente.

SOLIDARIETA’ SOCIALE: TROPPO SPAZIO ALLE DESTRE

Inutile dire che l’altra faccia della “crisi”, che non si vuole aggredire recuperando ricchezze e salvaguardando ambiente, beni comuni e servizi, è rappresentata dalla crescente intolleranza sociale. Il cittadino che non vede salvaguardati i propri diritti pensa che escludendo altre persone da questi possa stare meglio: è questo a cui punta, da sempre l’estrema destra in Italia, nelle sue due componenti, quella fascista e quella leghista.

Di fronte a questa situazione, sarebbe necessario un atteggiamento di fermissimo contrasto al’esternazione e alla pratica di questi contenuti da parte di un’amministrazione comunale che metta “prima le persone”.

E invece il 2014 è stato – anche su questo fronte – annus horribilis dell’amministrazione saronnese.

E’ ormai considerata “normale” la presenza di formazioni chiaramente ispirate a valori fascisti, nazisti e discriminatori sul territorio cittadino, con iniziative di diffusione alla popolazione di contenuti apertamente anticostituzionali, se non di vera e propria discriminazione. Al punto che il Comune rilascia tranquillamente autorizzazioni allo svolgimento di manifestazioni di dubbia legalità (banchetti, vere e proprie ronde, sfilate nel centro cittadino, raccolte di viveri “per soli italiani”).

Al nostro Comitato venne addirittura impedito, nella campagna elettorale delle europee, di tenere un banchetto di raccolta firme (diritto costituzionalmente garantito) in piazza Libertà, in nome della presunta (e mai avvenuta) presenza di formazioni “avverse” (cioè di estrema destra) nello stesso luogo. Alle nostre proteste seguì un vergognoso rimpallo di responsabilità tra Comune e Questura.

Per non parlare delle botte agli antifascisti il 25 aprile: non si combatte così in difesa della Costituzione, quando parla dell’uguaglianza senza discriminazioni di tutte le persone.

2. Per rispondere a questa domanda, ci piace citare ampi stralci di un bello scritto recente di Marco Bersani, già candidato sindaco a Saronno alla fine degli Anni Novanta, quando ricevette oltre il 13% dei consensi.

Lettera ad ogni candidato Sindaco di ogni tempo in ogni luogo

Fra poco più di un mese tappezzerai con la tua faccia ammiccante i muri della città. Non farlo.

Mandaci piuttosto una registrazione audio con i battiti del tuo cuore, l’attività del tuo cervello e i brontolii del tuo stomaco.

Dirai che sarai sobrio. Non farlo.

Lo consideriamo un pre-requisito, a patto che non chiami sobrietà la glaciale, cinica e feroce esecuzione della volontà dei mercati contro i diritti delle persone (Monti, Letta, Renzi insegnano).

Dicci piuttosto se ami la vita.

Dirai che ti vuoi mettere al servizio della città. Non farlo.

Dicci piuttosto se al termine del tuo mandato tornerai al tuo lavoro o ti infilerai in qualsivoglia Consiglio di Amministrazione di qualsivoglia SpA.

Dirai che sarai il sindaco di tutti. Non farlo.

Perché non siamo tutti uguali. Le città e i territori sono oggi ostaggio dei poteri forti della proprietà fondiaria e immobiliare, delle banche e della finanza e i cittadini ne subiscono le conseguenze.

Dicci piuttosto da che parte stai.

Dirai che l’acqua è un bene comune. Non farlo.

Dicci piuttosto entro quanto tempo rispetterai il voto referendario della maggioranza assoluta dei cittadini.

Dirai che cambierà la politica del territorio, dei rifiuti, dell’energia e dei trasporti. Non farlo.

Dicci piuttosto quando, dove, come e in quanti prenderemo le decisioni al riguardo.

Dirai che realizzerai grandi opere per dare impulso all’economia, ma che saranno compatibili con l’ambiente. Non farlo.

L’unica compatibilità con l’ambiente è non fare le grandi opere.

Dicci piuttosto se per te è vero che l’economia è la cura della “casa” e la “casa” ha bisogno di manutenzione costante del territorio e delle reti, di prevenzione idrogeologica, di restauro dei centri storici, di servizi di qualità, tutti interventi che producono lavoro fisso e non noioso.

Dirai che darai impulso ai servizi e ne realizzerai di nuovi. Non farlo.

Chiedici piuttosto di cosa abbiamo bisogno e come pensiamo debba essere progettato e realizzato.

Dirai che lavorerai per garantire sicurezza. Non farlo.

Dicci piuttosto se per sicurezza intendi diritti per tutti o l’ennesimo carnevale di ordinanze sui comportamenti individuali e collettivi.

Farai molte promesse, sapendo già che una volta eletto non potrai rispettarle, perché il Comune è indebitato e le casse sono vuote. Non farle.

Dicci piuttosto che passerai l’intero tuo mandato a non pagare il debito illegittimo, a lottare per l’uscita dal patto di stabilità di tutte le spese per i servizi pubblici locali e per il welfare comunale, a chiedere una nuova fiscalità generale e la ripubblicizzazione della Cassa Depositi e Prestiti.

Dirai che promuoverai la partecipazione. Non farlo.

Dicci piuttosto se quando arriveremo troveremo le porte aperte o protette dalle guardie.

3. Rispondiamo a quest’ultima domanda con una citazione da “Vincono le persone”, il documento politico del Comitato Saronnese Tsipras, che pare scritta apposta per questo quesito: “Ambiente (recupero di suolo, qualità dell’acqua e dell’aria e mobilità) come nel caso del Comitato per l’Acqua Bene Comune, oltre che la solidarietà sociale insita nella salvaguardia dei servizi pubblici essenziali, come pare indicare la recente vertenza sulla scuola pubblica, sono i temi che – insieme al sempre più impellente argomento dell’abitare – dovrebbero essere al centro di chi si ponga come obiettivo, culturale ancor prima che politico, la riconquista di una città per tutte e tutti, intesa come città giusta ancora prima che città bella”.

06012014

 

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