16062013 botellon antiordinanza piazza libertà aperitivo in centro (1)SARONNO – “Vi invito sotto le stelle per accarezzare un sogno”. Inizia così l’appello del saronnese Valter Robbiani che lancia un suo progetto per il futuro della città degli amaretti. 

Sempre si inizia con chi sono. Su questa foglio bianco vorrei lasciarvi prima di ogni cosa il profumo della bellezza e come nota il battito del sogno.

Sono Valter Robbiati, 52 anni, e nel sociale parlo di natura e amore per la montagna ai soci dello Ski For Fun Saronno.

Da sempre, con distanza, seguo con interesse la vita cittadina. Ho criticato, e pensandoci non é da me, ed ora é tempo di qualcosa di propositivo. Se pensate che il mio scritto sia di stimolo per la città si potrebbe dare un futuro solido alle parole. Sarebbe bello incuriosire ed accendere un dibattito pieno di energia in una città che non va oltre i Telos e la riparazione di piastrelle in porfido.

Vi invito sotto le stelle per accarezzare un sogno.

La sera di venerdì 16 gennaio 2015 mi siederò sulle panchine di piazza Libertà vicino alla fontana e sotto i pennoni con le bandiere, ed aspetterò.

Se resterò solo, guarderò un particolare bello delle piazza e tornerò a casa.

Se qualcuno si aggiungerà, troveremo un tavolo al caldo per una cioccolata con la panna o una birra fresca. Sarà l’inizio di una idea, di un progetto tutto da scrivere, forse si costituirà una lista civica. Chissà …

Il prossimo passo é vostro, lo scritto é qui sotto.

Grazie già da ora

” entro in punta di piedi dopo tanto leggere delle piccole attivitá della giunta Porro al sapore di Nigro. Trovo straordinaria la quantità di energia che la gente utilizza per affrontare i piccoli malesseri transitori. E la facilità che tutti hanno di chiudere gli occhi davanti ai grandi dolori indomabili. Saronno non é solo vuota, sporca, insicura e scialba. Saronno sta appiattendo le buone abitudini, sta togliendo ricchezza ai saronnesi; la gioia di un lavoro, la piacevolezza di alzare una serranda, la serenità del muoversi, la felicità del fare. Saronno sta togliendo la storica ricchezza del risparmio nel mattone e del lavoro. Le fabbriche sono in asfissia per burocrazia, tasse e mancanze di aiuti. I negozi sono sfitti, pensioni autonome di privati svanite. I negozi, gli artigiani chiudono, redditi mancati. Le case sono invendibili, risparmi senza valore. Dolori e frustrazioni.

Saronno esprime sempre una volontà di Saronno esprime sempre una volontà di cambiamento, e questa è la miglior garanzia dell’immutabilità politica. Basta non cambiare mai, di modo che i cittadini possano continuare a esprimere la sua volontà di cambiamento.

Provo a farlo, da qui.

Vorrei veder rinascere Saronno da un progetto concreto. Uno sforzo per muovere il volano “dello star bene veramente” e trascinare tutto.

Vorrei rivedere una città zeppa di vita. Una città vigile e attenta a tutti e non a pochi.

Vorrei lasciare un’idea poggiata alla roccia. Poggiata su ciò che Saronno possiede, che i saronnesi possiedono.

Saronno Factory Stores

Una formula dove le più note aziende internazionali offrono direttamente i loro prodotti a prezzi di fabbrica, con sconti dal 30% al 70%.

I Factory Stores sono il segreto dello shopping intelligente: un’esperienza d’acquisto unica, come quella delle più costose boutique con prezzi significativamente più bassi.

Volpi nuove a Saronno … Oltre il FoxTown.

Saronno Factory Stores

Negozi spenti che si illuminano. Vetrine scintillanti che attraggono. Piccoli proprietari che tornano a sorridere. Giovani che entrano nel lavoro. Imprenditori entusiasti. La sicurezza non percepita ma reale. Nella luce buona le macchie scure spariscono.

Nella luce buona il volano trascina solo il bene. Sempre più bene.

Saronno Factory Stores

La città che cambia volto.

L’associazione dei commercianti, i negozianti che fanno marketing negli uffici dei grandi marchi, che promuovono  e convincono.

L’amministrazione che pulisce ogni muro, ogni colonna. Che cura le aiuole, le colora con fiori nuovi stagione dopo stagione. Che non rappezza selciati ma migliora con bellezza. Che ama la luce e i suoi cittadini.

L’amministrazione che da valore a ciò che ha. Che rende possibile e appetibile il progetto.

Saronno Factory Stores invitante

L’amministrazione che accoglie gli ospiti graditi con saggezza. Un grande parcheggio, un sistema per volare in centro.

Un campo sportivo fatiscente che si trasforma in un grande parcheggio. Prima a raso, poi multi piano con il tempo. La fortuna ci ha regalato due vie. L’uscita Origgio sull’autostrada. La bretella di Ceriano Laghetto e Solaro.

Quella sarà l’ampia e unica porta per entrare in città con l’automobile.

Il futuro di Saronno puoi anche vederlo dall’alto. Perché se la nostra città soffoca di traffico veicolare, se le Zone a traffico limitato e le varie telecamere non hanno portato benefici in termini di circolazione e di smog (anzi, spesso peggiorando le cose), allora una soluzione potrebbe essere l’innovazione, una funivia, per rispondere alle esigenze di mobilità salvaguardando finanze ed ecologia. Gli impianti a fune, infatti, sono sistemi di trasporto pubblico interessanti per le amministrazioni pubbliche che danno particolare importanza all’ecologia. Gli impianti aerei costituiscono la soluzione ideale per collegare le aree ricreative cittadine senza incidere con forza sul territorio: l’automobilista potrebbe parcheggiare la macchina nella zona di sosta del campo sportivo, per poi andarla a riprendere al ritorno. Risparmiando in termini di stress, carburante, traffico, inquinamento atmosferico. Mentre i sostegni dell’impianto sono assai poco invasivi e permettono di preservare le condizioni del territorio lungo tutta la via. Ovviamente, la funivia costituirebbe da sola un’attrattiva. L’architettura potrà esprimersi liberamente nelle stazioni, intervenire nella tipologia di costruzione e nei colori dei sostegni e infine influire sull’aspetto finale delle cabine.

Con un sistema a fune innovativo e architettonicamente all’avanguardia potremmo rivoluzionare il traffico urbano e rendere appetibile un centro vivo e laborioso.

Saronno Factory Stores da ogni direzione

Saronno che torna crocevia della Lombardia con accessi ampi e scorrevoli.

Treni da Milano, Varese, Busto, Como e Monza. Sei subito nel centro della factory Stores a cielo aperto.

Auto da sud, ovest e nord. Arteria di via Parma e primo cartello di parcheggio con indicazione dei posti liberi. Parcheggio di via Milano. Una cattedrale con 300 posti nel deserto che risorge e torna a vivere. Due passi e cadi nella factory Stores profumata e pulita.

Auto dalle autostrade, da est. La bretella Ceriano – Solaro, un pezzetto urbano di via Roma e il parcheggio dell’ex campo sportivo con 1200 posti auto a raso che potrebbero salire a 6000 adeguandosi al successo. Autofinanziamento da una area lasciato al degrado.

Saronno Factory Stores dall’alto.

Una stazione moderna che trasforma l’automobilista in pedone urbano. Nel silenzio e con comodità si vola in centro. Due assi, due scelte.

L’asse più semplice … dal campo sportivo su per via Roma con fermata a villa Gianetti.

L’asse del futuro che guarda lontano … dal campo sportivo su per via Marconi e via caduti della liberazione. Due fermate, la prima davanti al comune e la seconda arroccata nella stazione. Il parcheggio del campo sportivo diventerebbe  polivalente. Per i pendolari e per il commercio. Ogni giorno, ogni ora con percentuali diverse. Quattro minuti di volo per raggiungere la stazione. Quattro minuti di volo per chi vuole raggiungere dal Matteotti, dal Santuario e dal centro la piscina, il paladozio, l’ex-bo Claudio Bonaiti. Valore aggiunto all’investimento. Sfruttamento dell’investimento.

Stazione degli autobus diretti verso Como, Monza e limitrofi spostata alla periferia del parcheggio. Interscambio e allontanamento dell’inquinamento dal centro della città.

Saronno Factory Stores attraente 

Torna la luce nel commercio, nell’indotto. Torna la luce sui piccoli proprietari. Torna il valore sui risparmi faticati. Torna la distribuzione della ricchezza sui tanti e non sui pochi. Torna e ritorna sicuramente non in parti uguali ma torna nella misura dell’impegno.

Torna la speranza della luce per gli investitori. Le aeree dismesse diventeranno spazi appetibili a chi vede una città pulita, viva e sicura.

Saronno Factory Stores volano

Il volano trascinerà la ricchezza verso il futuro. Gli investitori bonificheranno le aree dismesse, daranno forme e colori nuovi. Verseranno tasse e ricche opere di urbanizzazione al comune.

L ‘amministrazione diventerà solidale, attenta ed efficiente verso i suoi cittadini.

L’amministrazione rivernicerà le scuole , riprenderà a fare le manutenzioni programmate, costruirà gli asili e le scuole che servono, ricostruirà lo stadio nella forma che serve, dará lustro a Palazzo Visconti, amplierà il teatro per togliere le perdite di ogni anno per una capienza insufficiente, darà spazi ed idee per i giovani.

L’amministrazione non tamponerà ma risolverà i problemi. Risolverà i piccoli prima che diventano grandi.

Saronno Factory Stores ribelle

Saronno ribelle alla burocrazia che rallenta e blocca. Saronno ribelle al potere dei pochi. Saronno ribelle alla sciatteria.

Saronno che guarda solo progetti che portano bellezza e vivibilità.

Saronno che ama la natura e la protegge.

Saronno che crede nella tecnologia per non inquinare crescendo.

Saronno che darà via libera a chi dalle aree dismesse saprà  bruciare solo ciò da cui poi nascerà erba nuova, ecco la vera ribellione.

Saronno Factory Stores sognatrice

Saronno deve sognare di fare grandi cose, ed essere unica e cercare di diventare speciale agli occhi di chi la sceglierà, ma ci sarà sempre il momento in cui gli servirà l’aiuto di qualcuno.

Negli ultimi decenni ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee realizzate.

La funivia urbana é un progetto innovativo finanziabile dall’Europa.

La Saronno Factory Stores é finanziabile con l’aiuto degli investitori.

Le scuole, l’università, i teatri, i palazzi dei visconti, il campo sportivo di calcio e atletica, le piste ciclabili, il verde, le manutenzioni non sono finanziabili se Saronno non diventerà padrona della sua bellezza.

I partiti di oggi incendiano di parole ovunque, ma è un fuoco sterile, che cancella e impoverisce. È un fuoco che odia ciò che lo genera, è cenere senza storia.

I politici di oggi sono i pesci morti che vanno con la corrente.

Saronno chiede aiuto per sognare e muovere il volano “dello star bene veramente” e trascinare tutto.

10012015

26 Commenti

    • Grazie. Un outlet di peppa pig all’interno di un factory store farebbe felice molto bimbi. Ancor di più se integrati con momenti educativi.
      Grazie del contributo

    • Grazie per lo spunto.
      Non ho nulla, come potrei ricostruire? Insieme si potrá scegliere luogo e dimensioni. Edificare o ampliare uno spazio che sia conforme alle norme e alle aspettative delle societá sportive che aiutano a crescere i nostri ragazzi.

  1. il solo nome di Factory Stores scusate se lo dico….ma mi fa davvero vomitare….sembra quasi dal nome che tutto debba ruotare intorno allo shopping in centro.

    • Grazie, le parole sono importanti.
      Factory Stores sono le fondamenta. Solida realtà possibile su cui costruire.
      Le fondamenta di quella casa dove noi abitiamo. Parti nascoste che ci dimentichiamo appena le abbiamo viste gettate ed interrate.
      Subito dopo si pensa alla bellezza dell’involucro ma é solo nel momento in cui si abiterà nascerà la magia. Gli affetti, gli amici, la condivisione, la solidarietà.
      Sta a noi, con l’aiuto di tutti, costruire l’armonia sopra le fondamenta.
      Esistono case dove, con o senza fondamenta, si respira la violenza domestica, l’indifferenza, il sopruso, l’arroganza.
      I suoi pensieri sono ancora nella puzza del vomito o già sta pensando a come rendere gradevole la casa di tutti? La aspetto, se vorrà …

    • Le idee all’interno di qualsiasi spazio limitato da pareti si rimpiccioliscono. L’appuntamento é in piazza, uno spazio aperto di tutti.
      Grazie del suo tempo

  2. Come portavoce di ‘Saronno al Centro’ posso solo definire valida la proposta dell’outlet (non la trovo accomunabile a qualche parco tematico sulla scia della moda del momento) tanto che da tempo noi stessi stiamo valutando un piano in tal senso, ma prima di poterla inserire appieno nel programma è necessario un incontro con i Commercianti, veri protagonisti di questa proposta.

    • Grazie Sig. Banfi. Le idee nascono e crescono nutrendole. I commercianti sono invitati a nutrire un terreno fertile. Saranno una delle essenze che porteranno profumo all’idea.
      Buona crescita

  3. Giuro che alla storia della funivia ho pensato alla puntata dei Simpson della monorotaia.

    • Grazie Paolo, mi ha incuriosito ed ho cercato la puntata.
      Ecco la trama:
      “Il signor Burns viene condannato a pagare 3 milioni di dollari alla città per aver depositato rifiuti tossici a Springfield. Viene indetta un’assemblea cittadina, dove Marge propone di utilizzarli per riparare la strada principale della città; la sua proposta viene accolta, finché un imbroglione di nome Lyle Lanley arriva all’assemblea proponendo di costruire una monorotaia e tutti accettano, accantonando la proposta di Marge. In breve tempo viene costruita la monorotaia e Homer viene scelto come primo conducente.
      Marge è l’unica a non fidarsi di Lanley e così si reca in una città che in precedenza aveva costruito una monorotaia e lì scopre che Lanley aveva utilizzato materiali scadenti che avevano provocato la distruzione del treno. Intanto viene organizzata l’inaugurazione della monorotaia e Lanley scappa via da Springfield prima che venga effettuato il primo giro del mezzo.
      A causa di un guasto il treno inizia a correre a velocità elevatissima finché Homer non riesce a trovare un’ancora per fermarlo e riesce così a salvare i passeggeri. Intanto il volo di Lanley è costretto a fermarsi in una città dove aveva venduto una monorotaia e in aeroporto lo attende una folla inferocita.”

      Sig. Paolo potrebbe vigilare Lei la costruzione. Ci penserá?

  4. Saronno Factory Store: dove tutti i venditori si impegnano a praticare dei prezzi NON superiori a quelli del 2001 in Lire aumentati solo dell’inflazione programmata dal Governo Italiano o certificata dall’ISTAT (vale anche per Assicurazioni, commissioni o spese bancarie e per i prezzi di appartamenti e case). Guadagneranno un po’ meno, ma attireranno clienti dalla Svizzera alla Sicilia ed ex Iugoslavia.
    P.S. ricordo che 1 Euro NON è 1000 Lire, ma 1936,27 Lire.
    Quindi un appartamento che costava 100 milioni (esistevano veramente ed erano molti di circa 100 mq) dovrebbe costare rivalutato circa 55000 Euro e non 100.000 o più.
    Saluti

    • Grazie Ivano, é così. Le statistiche confermano il suo pensiero ma la realtà va oltre.
      A Saronno un immobile ha un prezzo ma se hai bisogno di capitalizzare non ha valore. É un peso, grande e grosso. Se possiedi le mura di un negozio la rendita diventa un miraggio e quando sei fortunato copri tasse e spese di mantenimento.
      La realtà é sempre un passo avanti.
      Sig Ivano il suo prossimo passo?

  5. Importante e provarci .Apprezzo chi ha coraggio di buttarsi in progetto. Sono invitati anche i non Saronnesi?

    • Grazie Rosa. Le idee sono come gli amori. Ci si innamora in qualsiasi paese. Lei é innamorata della voglia di fare?

  6. Nel lontano 1995 l’allora presidente del Saronno, Enrico Preziosi, propose al comune di costruire a sue spese un nuovo stadio tra il viale lombardia e la stazione di Saronno sud, con bowling, casa per i calciatori, ristoranti e giocheria annessa, .l’intento era quello di portare lo stadio in periferia. Oggi siamo senza squadra, senza stadio o meglio uno stadio da rifare e una struttura ormai troppo in centro…………….
    I cattocomunisti di allora ( ciechi come oggi) hanno preferito invece mettere in condizione un imprenditore di andarsene, far fallire la squadra e lasciare una struttura dismessa che costa a tutti noi cittadini, visto che nessuno ( o meglio afffidato a una squadradi amatori ) ci gioca può gestire lo stadio…. quindi viva i miraggi e viva le funivie

  7. Pensavo che la pubblicazione di un commento puramente indicativo di un pensiero, giusto o sbagliato che sia, MA ASSOLUTAMENTE NON OFFENSIVO O VOLGARE fosse cosa normale.
    Mi accorgo invece che qualsiasi voce non in accordo con questa pubblicazione viene censurata e gli interventi cassati:
    continuate pure, gentile signora Giudici e compagnia che caccia il grano, avete perso solo un interlocutore per avere un confronto; probabilmente per voi è più comodo così……

    • I commenti eliminati sono sempre quelli offensivi, denigratori o eccessivi e direi che è decisamente evidente che se si rispettano queste regole vengono inseriti tutti i commenti e anche tutti gli articoli che ci vengono inviati. Se vuole la motivazione specifica per cui il suo commento è stato eliminato può scrivere a [email protected] e saremo lieti di spiegarle la scelta della redazione. Saluti Sara Giudici

  8. Premesso che sono d’accordo con Lei circa la necessità di rilanciare il commercio , visto che è l’unica risorsa rimasta a Saronno( le aziende produttive non esistono quasi più…) ,penso basterebbe un parcheggio nell’ area dismessa dietro la Stazione identico a Molino Dorino ( per struttura e prezzi ) per risolvere numerosi problemi. Strade libere dalle macchine parcheggiate , pendolari non depredati dalle attuali aree a pagamento e una accoglienza “umana” per chi sceglie Saronno come base per spostarsi o divertirsi o fare acquisti.

    • Grazie Marina, ogni tessera se ben incastrata diventa preziosa e fondamentale per costruire il puzzle. A presto, se vorrá

  9. c’è già anche il parcheggio sotterraneo di via Milano, , basterebbe collegare la via dello star Hotel che è a fondo cieco con il parcheggio e si creerebbe una specie di tangenziale esterna al di la della ferrovia, senza dover passare dal sottopassaggio … cosa ci vuole a fare 100 metri di strada

    • Grazie Beppe, le idee sono contagiose come i sorrisi.
      Un sorriso a te, reale se ci vedremo questa sera nella piazza di tutti

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