27102014 Comi allenza centrodestra varese (4)SARONNO – “La liberazione delle due giovani cooperanti italiane deve essere l’occasione per uno scatto in avanti nella legislazione europea. E’ inutile continuare a rivangare il passato, guardiamo avanti e troviamo soluzioni efficaci. A questo scopo, come europarlamentare, ho presentato un’interrogazione per introdurre norme europee specifiche in materia di proibizione del pagamento del riscatto per la liberazione degli ostaggi. La presa degli ostaggi è proibita dal diritto internazionale umanitario, ma nulla è previsto per vietare il pagamento del riscatto che rischia di costituire una fonte di finanziamento dei gruppi terroristici e di accrescere la probabilità che altre persone vengano rapite, facendo così scattare un circolo vizioso. Il consiglio, nelle sue conclusioni del 23 giugno si era espresso dichiarando di respingere “in modo inequivocabile il pagamento di riscatti e concessioni politiche ai terroristi”. Nonostante ciò, la decisione di pagare o meno il riscatto rimane in capo a ciascun Governo, non sempre condivisa da altri Paesi. Ho quindi chiesto all’Alto rappresentante se non ritenga opportuno adottare una linea condivisa a livello europeo contro il pagamento del riscatto e quali misure e azioni concrete intenda adottare sulla base di quanto dichiarato nelle conclusioni del Consiglio dello scorso 23 giugno. Inoltre ho chiesto di proporre in sede di Nazioni Unite un Protocollo aggiuntivo alla Convenzione del 1979 contro la presa d’ostaggi che disciplini in modo chiaro ed esaustivo la proibizione del pagamento del riscatto”.

Lo dichiara Lara Comi, europarlamentare saronnese di Forza Italia e vicepresidente del gruppo Ppe.

21012015

6 Commenti

  1. Se fosse stata rapita sua figlia sarebbe stata la prima a voler pagare un riscatto !

    • Vero, anzi verissimo!
      Eppoi si arrabatta tanto per i due marò, ma si dimentica di altre persone che sono state detenute ingiustamente per anni nelle carceri indiane ( liberate di recente ), loro si che erano innocenti.
      I marò checchè se ne dica e si faccia un gran casino erano in acque territoriali indiane, quindi, sotto la giurisprudenza indiana e soggetti alle leggi indiane….. Capito Lara Comi???

      • Caro MAZINGA ad oggi per i marò, se pur trattenuti in India da 3 anni, non è stato istruito nessun processo e nessun genere di accusa e stata loro formalmente mossa …quindi sono violati i più elemtnari diritti civili
        Capito Mazinga?

    • Perfettamente d’accordo con Comi :
      -è inutile disquisire sul riscatto delle due ragazze in quanto il governo dice di non essere stato pagato, il Copasir sostiene il contrario.Non ci sono quindi notizie certe su cui disquisire.

      -è assolutamente indispensabile che ci sia una legge di carattere internazionale che blocchi il pagamento di riscatto , principale foraggiamento dei terroristi. Togliere loro il sosotentamento economico è primario ; ne è d’esempio la legge italiana sui sequestri di persona : bloccati i beni delle famiglie dei rapiti .I sequestri si sono fermati

    • BRAVA COMI

      I nostri governi dal 2004 ad oggi si sono guadagnati la fama di “pagatori di riscatti” elargendo milioni di euro di denaro pubblico finanziando così la follia omicida di organizzazioni come l’Isis pronte a usare il denaro per uccidere e torturare, mettendo a repentaglio la sicurezza e la democrazia mondiale.

      Come se ciò non bastasse, questo atteggiamento mette a repentaglio l’incolumità dei nostri connazionali all’estero trasformandoli in “merce preziosa”.

      Non si capisce perché se il sequestro avviene all’estero si finisca sempre col pagare un riscatto milionario (con i soldi dell’erario, cioè i nostri), se avviene in ItaliaI la magistratura blocca i beni del sequestrato.

  2. MARO’
    Al di là dei fatti specifici, e degli errori iniziali e successivi commessi dal comandante della petroliera e dall’allora governo italiano, che alla base delle posizioni adamantine assunte dalle autorità indiane c’era, certamente allora, un forte sentimento di ostilità dell’opinione pubblica contro gli italiani, il popolo della mal sopportata Sonia Gandhi. Alla quale gli indiani hanno rinfacciato di tutto, compresi affari sporchi con amici, nostri connazionali, accusati perfino di traffico d’armi.

    Per capire l’aria che si respirava in quei mesi a New Deli, basterebbe chiedere a quei diplomatici costretti a rimanere chiusi dentro gli alberghi con la guardia armata fuori a proteggerli dalla gente inferocita. Tutto ciò mentre si “combatteva” senza esclusione di colpi la battaglia della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2014, con Rahul Gandhi, figlio di Sonia, contrapposto al nazionalista hindu Narendra Modi, che ha vinto ed è diventato il nuovo primo ministro.

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