SARONNO – Seguendo il segnale di un antifurto satellitare i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Saronno hanno trovato in un capannone ad Introini, frazione solarese all’estrema periferia sud della città, una vera e propria centrale per il riciclaggio di auto rubate.

Il blitz è stato realizzato lunedì pomeriggio quando seguendo il segnale di una Opel Corsa, rubata in via Palubio venerdì, si sono ritrovati in una azienda di rottamazione. Con sopralluoghi e accertamenti i militari hanno trovato l’utilitaria rubata al saronnese ma anche le scocche di una Fiat Evo (rubata il 13 gennaio a Cinisello Balsamo ad un marocchino), una Ford Fiesta (rubata il 11 gennaio ad un 65enne saronnese), un’Opel Corsa (rubata il 16 gennaio al quartiere Prealpi a Saronno), un’Opel Meriva (rubata l’11 gennaio ad una 50enne di Cesate) e mezza Fiat Cinquecento.
Nel capannone c’erano anche i libretti di circolazione e le assicurazioni di una Fiat Brava (rubata a Cinisello Balsamo il 19 dicembre), Nissan Micra (rubata a Garbagnate il 19 dicembre), Opel Corsa (rubata a Cesate il 11 dicembre), Ford Fiesta (rubata il 15 dicembre a Solaro). I carabinieri sono ancora all’opera per risalire ai proprietari di alcune centraline, sedili ed altri componenti rinvenuti nel capannone.

Oltre alla refurtiva a confermare la sistematicità con cui le vetture rubate veniva fatte a pezzi anche il ritrovamento di tutti i ferri del mestiere e di un jammer uno strumento utilizzato per impedire ai telefoni cellulari e ai sistemi Gps inviare e ricevere messaggi. I carabinieri sono riusciti a trovare il capannone seguendo il segnale della vettura rubata al saronnese perchè il dispositivo aveva la batteria scarica.

Così sono scattate le manette ai polsi del titolare dell’attività, un 48enne residente a Varedo subito trasferito al carcere di Monza. Per lui l’accusa è quella di riciclaggio di autovetture. Lo stesso reato è stato contestato anche ai suoi aiutanti un 20enne di origine polacca residente a Varedo, ed un 17enne di Cinisello Balsamo che se la sono cavata con una denuncia a piede libero.

Secondo una prima ricostruzione i fermati si occupavano solo di smontare le auto e non dei furti ma le indagini dei militari sono ancora in corso proprio per chiarire i contorni dell’intera vicenda e cercare di identificare eventuali altri membri della banda.

 

22012015

 

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