Alfonso_Indelicato (FILEminimizer)SARONNO – “Giorno del ricordo, così non va!” A sollevare il “caso” è Alfonso Indelicato, referente della sezione saronnese di Fratelli d’Italia.

“Nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno del ricordo” dedicato agli italiani uccisi a migliaia nelle foibe carsiche tra il ’43 e il ’45 e oltre, alla sala Nevera di Casa Morandi è prevista la mostra dal titolo “Fascismo, foibe, esodo”, dall’11 al 19 febbraio, che sarà preceduta dall’intervento di un relatore membro del Comitato scientifico dell’Istituto pedagogico della Resistenza. Ognuno è libero di ricordare quello che vuole come gli sembra giusto, ma vorremo fare notare che la mostra, organizzata dalla fondazione “Memoria della deportazione”, possiede contenuti consolidati e replicati da anni in diversi contesti, la cui obbiettività è discutibile. La sua tesi di fondo è che la tragedia delle foibe è stata nient’altro che una conseguenza della politica antislava operata dal Fascismo negli anni precedenti” fa notare l’esponente di Fdi.

Prosegue Indelicato

Alcuni passaggi testuali presenti sugli espositori risultano inoltre oscuri: ad esempio l’uccisione a Porzus dei partigiani “bianchi” della Brigata Osoppo viene attribuita a “fanatici garibaldini”, espressione quanto meno ambigua e scarsamente decifrabile, oggi, da parte di persona di media cultura, la quale attribuirebbe facilmente all'”eroe dei due mondi” l’eccidio, e non, come effettivamente avvenne, a partigiani comunisti. Inoltre la sezione della mostra dedicata all’esodo dalle terre giuliano-dalmate parla genericamente di “amara accoglienza” riservata agli italiani che, sottoposti a violenze e derubati dai loro averi, cercavano rifugio nel territorio italiano libero. Non spiega, cioè, che tale accoglienza, lungi dall’essere prodotto di mera inefficienza organizzativa, fu spesso deliberatamente orchestrata dal Pci e dalla Cgil. Non si comprende, infine, perché chi organizza una manifestazione in ricordo di questa tragedia non coinvolga rappresentanti delle diverse associazioni degli esuli giuliano-dalmati operanti nel nostro Paese così come all’estero. Forse il timore è che costoro non raccontino una verità di comodo, ma la verità intrisa di lacrime e sangue vissuta dai loro padri e dai loro nonni. Non è chiaro se l’Amministrazione comunale di Saronno abbia concesso il patrocinio od altre forme di vicinanza a questa iniziativa. Se ciò è avvenuto, è auspicabile che essa si faccia parte diligente o proponente anche in favore di altra manifestazione che rappresenti il punto di vista di coloro che hanno davvero vissuto quella tragica storia. Speriamo inoltre che, qualora la medesima iniziativa venisse replicata in qualche istituto scolastico saronnese, i dirigenti scolastici e gli altri organi scolastici applichino saggiamente il principio del contraddittorio, invitando a parlare sull’argomento anche un esponente delle citate associazioni, in modo da permettere agli studenti una visione non unilaterale di quei sanguinosi eventi.

07022015

13 Commenti

  1. Quindi il ricordo delle foibe non va inquadrato storicamente e criticamente ma semplicemente deve essere “controaltare” alla lotta di resistenza, alla nostra Costituzione e possibile propaganda e apologia fascista ? Fratelli d’Italia: il lupo perde il pelo ma non il vizio.

  2. Concordo pienamente e aggiungo anche, visto che l’anno scorso Indelicato non si occupava ancora della vita politica cittadina, che nel 2014 si proietto’ un documentario nell’aula magna dell’Aldo Moro in cui in vari passaggi, oltre a presentare le foibe come normale reazione al fascismo, si elogiava la figura di Tito. Penso che siamo ll’unica città italiana in cui il giorno del ricordo viene ricordato al contrario. Meglio allora non farlo proprio forse. ..

  3. sicuramente le foibe non sono altro che il risentimento delle popolazioni slave sugli eccidi fascisti perpetrati negi anni della occupazione. basta studiare la storia seriamente

  4. Caro Lentiacontatto, nessuno nega che il fenomeno debba essere inquadrato “storicamente e criticamente”, ma questo non significa ribaltare i termini della questione, oppure semplicemente offuscarli. Hai letto il testo cui faccio riferimento nel comunicato? E’ storicamente onesto, secondo te, affermare che la strage della brigata Osoppo fu dovuta a “fanatici garibaldini”? Ammesso che il lettore capisca che “garibaldino” in quel contesto stia per “partigiano comunista”, sembra che l’eccidio sia dovuto all’azione isolata ed estemporanea di pochi pazzi. Invece la strage ha delle premesse ben note che consistono negli accordi del PCI con i dirigenti comunisti slavi consistenti nel consegnare tutti i territori italiani circostanti l’alto Adriatico (compresa Trieste) al IX corpus titino. Siccome i partigiani della Osoppo non erano comunisti e non volevano regalare terre della nostra patria, furono sterminati. L’ordine non partì da un tizio che aveva perso il senno, ma da un dirigente del PC di Udine, e fu eseguito da un gruppo di circa 100 partigiani. Fra gli uccisi fra gli altri un certo Francesco De Gregori e un certo Guido Pasolini, parenti rispettivamente del cantante omonimo e del poeta e polemista Pier Paolo.
    Era solo un esempio. Un saluto

    A. I.

  5. a fronte di un eccidio che in certa maniera si può inquadrare in un atto di guerra, vogliamo ricordare le azioni delle squadre speciali in Albania e Grecia, di cui ha fatto parte anche qualche saronnese?? giusto per ricordare….

  6. da nipote di profugo istriano a chi non conosce i fatti consiglio di restare in silenzio (chi commenta con apologia al fascismo meglio che studi invece di dire cazzate) detto questo le mani che infoibarono furono slave e italiane i “partigiani rossi” sostennero militarmente ed economicamente Tito, ricordo che un illustre Sandro Pertini fu tra i promotori e sostenitori di questi eccidi (documenti storici lo provano basta una semplice ricerca anche con google) detto questo il negazionismo delle foibe é da stolti e viscidi ignoranti collaborazionisti di chi uccise italiani anche dopo il 45 con la scusa che erano tutti fascisti (il triangolo rosso in Emilia, eccidi nel Novarese e Biellese, ecc ecc ecc) solo la XMas e alcuni gruppi di partigiani bianchi cercarono di proteggere TRISTE e Istriani dalla furia comunista slava
    il #nazicomunismo vi vuole stolti e contro la patria e con voi trova terreno florido.

    Davide

    • da nipote di incarcerato dal regime fascista perchè si burlava di mussolini penso che dei fascisti se ne debba fare a meno.di tutte le balle sulle patrie si possa tacere in nome di tutti gli innocenti che le subiscono per colpa dei nazionalismi .ne ho abbastanza dei fascisti e dei loro lacchè,ne ho abbastanza come lo ebbero i miei nonni. marco c

  7. Già il solo fatto che utilizzi una nozione come “nazicomunismo” ti esclude dalle persone pensanti. Il resto è quella apologia di cui appunto parlavo… Dire che Sandro Pertini fu promotore di “questi eccidi” dovrebbe solo farti vergognare… Berne ha fatto il comune dio Saronno a non lasciare in mano a queste persone la giornata del ricordo.

  8. I link che lei indica sono significativi appunto di quella “canea reazionaria” che avreste voluto scatenare sulle foibe… Ignobile quello che definisce il Presidente Pertini “un arzillo vecchietto che fumava la pipa e giocava a carte con Berzot”… Peggio il video di Pirina… Altro che storico ! Per chi non lo sapesse è stato più volte condannato dalla magistratura e più volte imputato di apologia del fascismo:
    – LA CORTE DI CASSAZIONE HA CONDANNATO MARCO PIRINA A RISARCIRE TRE PARTIGIANI.
    Nel lontano 1996 la redazione di questo giornale pubblicò un breve studio dal titolo “Antipirina. Contro la febbre del nazionalismo”, nel quale evidenziavamo come il libro “Genocidio…” di Marco Pirina fosse del tutto inattendibile dal punto di vista storico (presentava il 64% di errori). Dopo anni ed anni di battaglie la scarsa attendibilità delle “ricerche” storiche condotte da Marco Pirina è stata sancita, più di dieci anni dopo le nostre prime pubblicazioni dalla sentenza 706 della Prima sezione civile della Cassazione, che ha confermato la condanna al risarcimento dei danni da diffamazione a carico di Pirina e della moglie Annamaria D’Antonio proprio per quanto pubblicato nel libro “Genocidio…” nei confronti di tre ex partigiani Mario Sdraulig,Giuseppe Osgnach e Francesco Pregelj).
    Nelle motivazioni della sentenza leggiamo che in “Genocidio…” le tre persone erano indicate come \”responsabili di deportazioni e/o collaborazionisti del IX corpus e delle armate titine\” senza che per nessuno di loro fosse indicato il “reato specificamente commesso” e senza l’indicazione di una specifica documentazione storica che potesse suffragare l’accusa di coinvolgimento nella scomparsa di civili italiani…
    Leggendo il resto della sentenza della Suprema Corte, infine, appare che con il loro operato i coniugi Pirina non solo hanno diffamato gli ex partigiani, ma sono anche stati controproducenti per i loro stessi fini, perché “la scelta operativa degli autori non solo ha impedito ogni approfondimento circa l’effettiva esistenza dei fatti e delle condotte in base alle quali” i partigiani erano stati “indicati come responsabili di collaborazionismo o di deportazioni …
    Quanto alla liquidazione dei danni, dato che Pirina ha per anni usufruito di fondi erogati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, l’Anpi di Udine informa che il pignoramento del contributo regionale ha consentito di recuperare il risarcimento dei danni alle parti civili.
    C’è un vecchio adagio che recita “i mulini del Signore macinano lentamente”…
    febbraio 2010 –

    Solo per chiarire la qualità delle fonti storiche che cita!

  9. Caro Lentiacontatto, che ne pensii? è più grave il comportamento di chi definì Pertini “un arzillo vecchietto ecc. ecc.” oppure quello di Pertini che partecipando al funerale di Tito ne baciò la bara? Baciò la bara dell’assassino di migliaia di suoi compatrioti. Ma già, “compatriota” viene dalla parola “patria” …
    Quanto alla condanna di Pirina, ti faccio notare che quello che tu stesso dici chiarisce assai bene i termini della questione, ma in direzione diversa da quella che tu vorresti (forse non te ne sei accorto). La sentenza non costituisce un giudizio storico, ma accerta il reato di calunnia. Il quale reato si configura per la genericità dell’affermazione. In parole povere: se tu dici a X “sei responsabile di deportazioni” lo stai calunniando. Se dici “sei responsabile di deportazioni perché il tal giorno hai fatto deportare Tizio” allora la tua non ù generica, ma circostanziata, e allora la calunnia non c’è. Questo per consolidata giurisprudenza, cui evidentemente la sentenza che citi si è appoggiata.
    Ma stiamo, in fondo, divagando. Qui la cosa incredibile è che si celebra un evento terribile e non si invitano a parlare coloro che sono più legittimati a farlo.
    E’ cambiata la tattica. Tanti anni fa semplicemente si negava che le uccisioni fossero mai esistite (ricordi? le foibe erano “fenomeni carsici). Ora non si può più negare questa vicenda, e allora ci si appropria di essa.

  10. “Foibe” erano definite anche folclore slavo
    Da ricordare sono anche i fatti avvenuti su suolo italiano un esempio: alla stazione di bologna i partigiani rovesciarono sulle rotaie della stazione tutto il latte e i viveri destinati ai convogli di profughi istriani provenienti da Pola

    http://it.wikipedia.org/wiki/Treno_della_vergogna

    anche questo è un falso storico?

    Diviene complesso, a parer mio, far ammettere a un compagno che i suoi paladini sbagliarono e compirono nefandezze, sulle note di bella ciao hanno insabbiato tutto, nella migliore delle ipotesi non sanno neppure che a Gorizia il muro cadde dopo quello di Berlino (si anche noi abbiamo avuto il ns. muro che divideva Gorizia in due Gorizia italiana e Nuova Gorizia Slovena)

    http://it.wikipedia.org/wiki/Muro_di_Gorizia

    altro falso storico vero?

    Sulla sentenza di cui si parla nei post precedenti la Magistratura è Democratica e democraticamente ha definito calunnia (ma non ha negato i fatti realmente accaduti)

    Su Pertini (mandante) ho ancora l’immagine del bambino di via Rasella che morì per la bomba partigiana che scatenò poi le Ardeatine (inutilmente messa visto che i tedeschi si stavano ritirando frettolosamente da Roma), quel bambino fu fatto morire volutamente, unica sua colpa l’esser li (magari era un piccolo balilla e per quello meritava di esser ammazzato dall’esplosione).

    Fatto sta che 350 mila italiani dovettero scappare dalla furia nazicomunista titina e ne morirono un numero indefinito visto che furono distrutti tutti gli archivi anagrafici come primo atto della pulizia etnica e quindi è complesso risalire al numero esatto delle vittime (tra 15 e 30 mila circa)

    Termine “NAZICOMUNISTA”

    “nazicomunista (nazi-comunista), s. m. e f. e agg. Chi aderisce o si ispira a regimi totalitari e repressivi come il nazismo e il comunismo; che richiama regimi nazisti e comunisti”
    tratto dalla “La Treccani ”

    http://www.treccani.it/vocabolario/nazicomunista_%28Neologismi%29/

    a chi ritiene il termine improprio anche qui consiglio di “leggere la storia”, Hitler e Stalin si stimavano l’un l’altro lo stesso Gobbels definiva Stalin secondo solo a Hitler e la politica Sovieta di esempio, nazismo è abbrevio di Nazional Socialismo, il nazional socialismo/comunismo ebbe inizio nella unione sovietica dopo la rivoluzione d’ottobre e ispirò il 3 reich , nel 1939 l’invasione della Polonia fu fatta congiuntamente da Hitler a ovest e da Stalin a est e si diedero supporto logistico l’un l’altro.

    Inutile che mi dilunghi sarebbe come parlare al vento.

    Davide

  11. solo dopo 70 anni ricordarsi dell’infame massacro di quasi 25000 italiani, tra fascisti, comunisti ed intere famiglie di vecchi, donne e bambini, che vennero infoibati durante la guerra e continuarono per oltre 2 o 3 anni ben dopo la fine della guerra da criminali iugoslavi. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA

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