sportelli pezzellaSARONNO – “E’ l’ora delle primarie per il centro-sinistra saronnese. E’ la strada maestra per condividere con i cittadini la candidatura migliore, considerato che fra non molto saremo chiamati tutti a votare alle elezioni comunali della nostra città”

Inizia così la nota inviata dai consiglieri comunali di Italia dei Valori, Stefano Sportelli e Bruno Pezzella, per annunciare la formare richiesta delle primarie di coalizione dopo la scelta, non ancora ufficializzata ma nota in città, di Francesco Licata come candidato sindaco per il Pd. 

“Preso atto della candidatura di Licata da parte del PD, adesso si può aprire a nuovi candidati sindaci del centro-sinistra e avviare così il percorso delle primarie di coalizione che metteranno a confronto i candidati di liste civiche e dei partiti di centro-sinistra che vorranno stringersi in una coalizione di governo. Le primarie saranno il vero campo di confronto in cui diversi programmi e candidati potranno essere giudicati dai cittadini.

Ora bisogna accelerare, perché si corre il rischio di arrivare sotto elezioni, ancora una volta, con nomi calati dall’alto e come Italia dei Valori e un’idea che rifiutiamo. Chiediamo che si avvii seriamente l’organizzazione delle primarie e auspichiamo che si rivelino un’esaltazione di correnti di pensiero pronte al confronto per permettere una vera scelta ai saronnesi. Per arrivare rinforzati da tale percorso non si può attendere oltre e ogni settimana che passa, si rivela una settimana di lavoro in meno per permettere di far arrivare le nostre idee e progetti ai cittadini.

Le primarie sono parte integrante nello Statuto del PD e quindi diamo per scontato che a breve ci sarà l’ufficializzazione di tale scelta da parte loro, come anche dagli altri partiti di centro-sinistra.

La macchina delle primarie di coalizione è pronta, ora basta avviarla e realizzare una bellissima occasione di partecipazione e democrazia.

Stefano Sportelli
Bruno Pezzella

15 Commenti

    • In effetti è quello che ho pensato anch’io al leggere… ma quel che meno capisco è dove sarebbero gli altri candidati: idv sono due persone, suppongo nessuno in grado di fare da contraltare vero.
      Quindi queste famoso primarie sarebbero relegate a semplice prassi? A meno che il Pd abbia diversi candidati (seri e probabili, non di facciata) da portare.
      Bah.

      • Finalmente una proposta seria.
        La serietà dei candidati non deriva dal fatto che sia iscritto o meno ad un partito di massa. Ci sono anche le liste civiche e i piccoli partiti composti sempre da saronnesi e cittadini validi.

  1. ridicola richiesta, se arrivano all’1% è un successo: e vogliono fare le primarie?? Non si è capito che il partito più grande propone il proprio candidato e se vogliono gli altri si adeguino.Ma quale è il loro valore aggiunto??

    • Stessa idea con i socialisti, che hanno un pugno di voti e un assessore con millemila deleghe? E con la [email protected] come la mettiamo? Anche loro non contano un bip?

      • al momento non mi pare che i socialisti o [email protected] abbia proposto le primarie di coalizione…o mi sbaglio?? Per la cronaca gli assessori sono scelti dal Sindaco indipendentemente dai voti , stupito di questa notizia??

  2. sarebbe bello invece che ognuno corresse da solo e poi fare apparentamenti. anche perchè si è visto che poi gli apparentati una volta eletti ti accoltellano alle spalle

  3. Nel 2005 si svolsero le primarie di coalizione del centrosinistra per il candidato per le elezioni politiche. Come era previsto stravinse il candidato dell’Ulivo Romano Prodi con il 74% e tuttavia altri sei candidati accettarono la competizione, fra i quali Di Pietro per l’IDV’ , per dare la possibilità ai cittadini che si riconoscevano in quella coalizione, di esercitare il diritto democratico di scelta. Di fatto Prodi, forte del risultato ottenuto, risultò, anche a chi non partecipò alla consultazione, il candidato premier molto più credibile che se fosse stato semplicemente imposto dall’Ulivo in quanto partito di maggioranza.
    Donato Abbagnale

    • Quindi sta dicendo che fare le primarie è solo questione di marketing e non di democrazia. Allora siamo perfettamente d’accordo.
      Il partito grosso (quello che prende più voti) mette il suo candidato, lo stesso lo fanno i piccoli partiti: chi vincerà? Quello che piglia più voti: sorpresa è il candidato del partito più grosso. Però è più credibile. Però esce economicamente più forte visto che ha spillato 2€ a coloro che hanno votato a primarie con risultato già scontato.
      Marketing, appunto.
      La vergogna sta nel far passare il marketing per democrazia.

  4. Trilly, resto dell’idea che le primarie sono un’occasione di partecipazione dei cittadini alla politica attiva, anche se quella volta, a fine consultazione, noi dell’IDV, pur avendo partecipato attivamente alla raccolta delle firme, non ci fu riconosciuto nulla dei contributi raccolti; i soldi e gli elenchi dei votanti sparirono immediatamente, il che ci lasciò un pò di amaro in bocca.
    Donato

  5. Le primarie hanno senso se l’orizonte valoriale e politico è condiviso, non sono questione di marketing ( Trilly lei ha una idea primitiva della democrazia, se non fastidio per la stessa, non a caso visto le sue simpatie politiche). In questo caso il centro sinistra ha condiviso molte cose ed è giusto che il confronto sui programmi e sui candidati sia vagliato democraticamente coinvolgendo tutto l’elettorato di centro sinistra… Se la democrazia fosse solo questione di voti e di delegare il più “forte” sarebbe ben poca cosa. Una buona democrazia dovrebbe permettere il confronto tra idee diverse, per farle migliorare, dovrebbe permettere la partecipazione attiva dei cittadiunio e favorire gli spazi per la mediazione politica tra soggetti diversi… Oggi Berlusconi prima Renzi adesso ci stanno abituando alla democrazia dell’ “asso piglia tutto”… Che come si sa è un gioco da bettoole e neanche troppo intelligente.

    • le primarie all’italiana sono ridicole, solo gli iscritti ai partiti devono parteciparvi, altrimenti vediamo le cose assurde che abbiamo visto, gente di destra che va a votare o gente che per un pugno di lenticchie ha votato, tant’è che sono state poco rappresentative: o si adeguano al sistema americano che però è bipartitico o è meglio il vecchio sistema, ogni partito grande o piccolo che sia sceglie il proprio candidato e l’elettore sceglie (più primarie di così non capisco, tanto più alle elezioni comunali dove conta molto il candidato). La democrazia non è delegare il più forte ma neppure concedere il potere di veto a gente che rappresenta il 3% dei voti quando va bene: allora alziamo la soglia di sbarramento al 10%, così forse qualcosa torna a funzionare, o alziamo il premio di maggioranza

    • Lentiacontatto, chi erano i boxer protagonisti dell’incontro tenutosi nelle aule parlamentari qualche giorno fa? Quella è democrazia? La democrazia del pugno? Chi sarebbe il primitivo? Ma per favore!
      Trovo oltremodo incredibile che lei pensi di essere l’unico democratico esistente (insieme ai suoi compagni, ovvio). La democrazia non si fa con gli accordi e la politica, ma prima di tutto si fa coi numeri: se non hai numeri (cioè se le tue idee non sono condivise da una maggioranza di cittadini) quello più grosso (quindi più titolato) non viene a trattare con te. E non lo fa perchè è ‘fascista’, ma semplicemente perchè rappresenta più cittadini. Chi è seriamente democratico sa bene che non si può essere ostaggi di minoranze nè si è ‘fascisti’ perchè si sostiene questo.

  6. L’IdV di Di Pietro, per fortuna, non esiste più come, per fortuna, non esiste più lÚDC di Mastella : IdV nel 2008 si é presentata agli elettori unita col PD, ma dopo il voto, hanno subito fatto il loro gruppetto in parlamento.

  7. Be’, se saranno primarie o meno le vedremo.

    Senz’altro tra i vantaggi c’è anche quello di far conoscere i candidati alla città all’interno di un dibattito di coalizione (dal quale possono venire anche spunti per il programma) prima che vengano gettati nei confronti al fosforo bianco della campagna elettorale.

    Incontrare le persone, vedere come si pongono, cosa pensano, come reagiscono alle domande senza filtro dei cittadini.

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