12032015 casa residenzialità leggera psichiatria saronnoSARONNO – Con una piccola cerimonia lunedì pomeriggio è stato inaugurato il secondo appartamento distrettuale dedicato alla “residenzialità leggera” per pazienti psichiatrici che possono arrivare all’autonomia.

In sostanza il Comune ha messo a disposizione dell’azienda ospedaliera un’abitazione (è stato chiesto di tenere riservata la location) per portare avanti il progetto che cofinanziato dai sei comuni del Distretto e gestito dal dipartimento di salute mentale dell’azienda ospedaliera di Busto.

In sostanza l’Amministrazione ha messo a disposizione per alloggio per 4 persone che è stato arredato con i fondi del distretto che verrà abitato da altrettanti pazienti (3 uomini ed una donna) che con l’aiuto di un team di operatori saranno accompagnati verso la totale autonomia.

E’ il secondo alloggio di questo tipo che viene creato in città dopo quello inaugurato nel 2010.
“Con i tempi che corrano è difficile che si riesca a dare un nuovo servizio ma oggi siamo qui a celebrare proprio questa conquista” ha esordito il vicesindaco Valeria Valioni presente all’inaugurazione insieme al sindaco Luciano Porro, al primario dell’unità di psichiatria dell’ospedale saronnese Marco Goglio, al capo dipartimento di psichiatria dell’azienda ospedaliera Franca Molteni, al team di volontari Asvap4 e agli operatori che si seguiranno i nuovi inquilini.

“Vorrei sottolineare – ha continuato il vicesindaco ed assessore ai Servizi sociali – che non si tratta di un appartamento sottratto alla residenza, in quanto prima era utilizzato per offrire ospitalità temporanea ai rifugiati”. Dopo i ringraziamenti del caso Moltreni ha rimarcato come l’apertura del secondo appartamento sia “una nuova grande conquista che va nella direzione di una sempre maggiore apertura del territorio alla psichiatria”.

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4 Commenti

  1. “Vorrei sottolineare – ha continuato il vicesindaco ed assessore ai Servizi sociali – che non si tratta di un appartamento sottratto alla residenza, in quanto prima era utilizzato per offrire ospitalità temporanea ai rifugiati”.

    pensi che io vorrei sottolineare come in questo momento di emergenza abitativa si sarebbe potuto destinare questo appartamento proprio alla residenza (una famiglia, camere per mamme e figli… cose così, insomma) e probabilmente anche a costi inferiori per la collettività.

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