SARONNO – “La peste di una volta, grazie a Dio, non c’è più. Ma ben altre pesti sono arrivate a portare alla “morte” molti. Forse la peste più mortifera è l’ateismo pratico, l’indifferenza di molti la cui fede si è assopita o spenta del tutto. La grazia grande da chiedere alla “Madonna dei Miracoli” oggi è sicuramente quella di riaccendere la fede nelle nostre famiglie e di riportare speranza dove pare sia sceso un fitto buio”.

E’ questo il messaggio di don Emilio Giavini che attualizzata l’antica tradizione della festa del Voto che si rinnoverà oggi pomeriggio in Santuario.

“Quest’anno la Festa del Voto viene celebrata per la 438ª volta – ha esordito il religioso – nonostante i tempi così fortemente cambiati, la tradizione continua. E vogliamo che questa tradizione continui perché la promessa va mantenuta seriamente. Tocca a noi con fede profonda e convinta saperla trasmettere alle nuove generazioni. Magari non si digiuna più come una volta, magari la cera offerta è solo un piccolo simbolo, ma la devozione dei Saronnesi alla “loro” Madonna e al “loro” Santuario deve rimanere, deve continuare e ravvivarsi sempre più rinnovando di anno in anno il proposito di una vita autenticamente cristiana”.

La centenaria tradizione risale al 1577 quando dopo una lunga carestia scoppiò a Saronno, un borgo già all’epoca molto noto che contava oltre 540 famiglie, la peste. Oltre alle vittime del contagio la città patì anche un brusco rallentamento di tutte le attività che si aggiunsero ai problemi della carestia. Stremati i saronnesi decisero di ricorrere alla  Madonna dei Miracoli, alla quale aveva già dedicato il Santuario (fu edificato nel 1498) per chiedere la grazia della cessazione del terribile morbo. Il 23 maggio 1577 i rappresentanti della popolazione si riunirono nella cappella di S. Rocco nella antica chiesa parrocchiale e fecero voto solenne e perpetuo di digiunare la vigilia della Annunciazione e, nel giorno della festa, 25 marzo, di recarsi in processione al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli per offrire le candele e celebrare la messa solenne di riconoscenza. Dal giorno del Voto la pestilenza cessò, non si ebbe più alcun contagiato.

Da allora ogni anno i fedeli rinnovano il proprio Voto: oggi il sindaco Luciano Porro, con il presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi, consegnerà a nome della città le candele durante la messa che inizierà in Santuario alle 15,30. Il rito vedrà la presenza di tutti i religiosi della città e sarà presieduta dall’ex prevosto Angelo Centemeri. Prima alle 15 partirà la processione da piazza San Francesco. Confermato al termine dell’omelia il tradizionale concerto del corpo bandistico cittadino nel cortile interno del Santuario.

Ecco alcune immagini dell’edizione 2014

Edizione 2013

21032015

5 Commenti

  1. La peste non c’e’ piu’? Con questa immigrazione, io non ne sarei tanto sicuro. Anzi………..

  2. “La peste non c’ce’ piu’?”. Con questa immigrazione, io non ne sarei tanto sicuro. Anzi………….

  3. Si la peste esiste ancora: si chiama corruzione, malversazione, concussione, evasione fiscale, riciclaggio

  4. Ci sono alcuni immigrati malati di tubercolosi, segnalati dagli ospedali quando arrivano al pronto soccorso per motivi vari e non abbiamo i mezzi e le strutture per metterli in quarantena e curarli.
    Sono tranquillamente in giro, basta uno starnuto per contagiare chiunque sia vicino, e non so se i giovani di oggi vengono sempre vaccinati contro la tubercolosi e le malattie in generale che pensavamo totalmente debellate.

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