SARONNO – “Nessuno è troppo grande per un abbraccio. Tutti vogliono un abbraccio. Tutti hanno bisogno di un abbraccio”. E’ questa una delle frasi più intense tra quelle inserite nell’installazione realizzata da quasi una settimana in piazza Aviatori d’Italia nell’ambito del progetto “Dress it!”

A metà marzo il gruppo attivo in città che si propone di “vestire” la città con colori e materiali di riciclo ha posizionato dei “caldi abbracci” sugli alberi della piazza. Ogni abbraccio è accompagnato da un pensiero ed ovviamente da un cartello che spiega il progetto. Un’iniziativa che ha conquisto i bimbi del vicino asilo nido ma anche i tanti residenti e passanti.

Il gruppo ha già realizzato un’installazione in piazza Riconoscenza in occasione della Festa della donna ed un aquilone in corso Italia per coprire per graffito.

Dell’iniziativa, parte di un ricco calendario che proseguirà fino a giugno, si è parlato molto sui social network dove sono arrivati molti apprezzamenti ed anche qualche critica.

 

Cos’è “Dress it! – Vesti la città”
L’invito a rivestire trae spunto da una forma d’arte urbana ormai molto diffusa: quella dello Yarn Bombing . Pur facendo riferimento ad essa e pur volendo includere i filati e la tecnica del lavoro a maglia ed a uncinetto, si vuole però estendere la scelta del materiale a tutti quelli possibili, purché di riciclo, e all’uso di qualsiasi tecnica purché usata con massima libertà. A questa iniziativa sono chiamati a partecipare tutti i cittadini. Con essa si vorrebbe evidenziare, rivestendoli, alcuni elementi o arredi urbani, monumenti o particolari angoli della città; si andrà cioè a rivestire tutto ciò che secondo i cittadini necessita o merita più attenzione. La motivazione può essere altamente negativa o positiva: si va a rivestire ciò che è brutto, in disuso, degradato, pericoloso oppure ciò che dovrebbe essere più valorizzato per ragioni storiche, sociali, culturali, ambientali.
Vorremmo che questa si connotasse come un’esperienza di arte urbana nella convinzione che queste esperienze possono avere molti punti di forza, possono incidere da più punti di vista nella vita della comunità.
Se il primo scopo è certo quello della partecipazione, socializzazione ed inclusione sociale; il secondo sarà quello dell’attenzione all’ambiente, sia naturale che sociale; il terzo quello dello sviluppo di una particolare creatività che nasce dal limite auto-imposto dell’uso del solo materiale di riciclo o di materiali poveri e da tecniche femminili svalutate.

24032015