SARONNO – Un esposto allla Procura di Busto Arsizio nei confronti dell’Amministrazione comunale e in particolare dell’assessore alla viabilità Roberto Barin è stato presentato ieri alla caserma dei carabinieri di Saronno dal leader del movimento Onda italiana, Michele Castelli. Oggetto del provvedimento, che chiede di “verificare se ci siano i presupposti di un illecito o di un abuso con responsabilità penale”, alcune novità viabilistiche introdotte dal Comune in via Doberdò e in via Varese.
Per quanto concerne via Doberdò Castelli contesta la scelta di rendere la piccolissima arteria la principale via di accesso alla zona di via Filippo Reina da via Don Monza con un sensibile aumento del traffico e dei rischi per i residenti. Non ritenendo il limite a 15 chilometri orari posto dall’Amministrazione un rimedio sufficiente l’esponente politico chiede il ritorno alla situazione presistente soprattutto per tutelare la sicurezza dei residenti. Castelli critica anche la decisione del Comune di non accogliere le richieste degli abitanti della piccola arteria che hanno organizzato anche una raccolta firme.

Nell’esposto il numero uno di Onda italiana, movimento che ha già annunciato di non volersi presentare alle prossime elezioni chiede di verificare anche “se ci siano stati illeciti o abusivi di rilevanza penale” nella realizzazione della pista ciclabile di via Varese all’altezza delle Poste dove il percorso per le biciclette passa rasente agli ingressi di negozi e palazzi mettendo a rischio “l’incolumità dei pedoni soprattutto disabili e mamme con carrozzine”.

7 Commenti

  1. Be’, Castelli faccia un po’ come crede, comunque – per la cronaca – prima che ci fosse la ciclopedonale (e non ciclabile, come erroneamente scritto nell’articolo), i disabili in carrozzina su quel marciapiede lì non ci potevano nemmeno passare.

    Ah, sempre per informazione, a Saronno ci sono almeno altri 15 esempi di percorsi analoghi.

    • CARO NON VEDO IL TUO DIRE ,SEI A FAVORE O CONTRARIO ,DI QUESTE REALTA’ , CHE POI L’ABBIA FATTO IO O UN’ALTRA PERSONA POCO DEVE IMPORTARE ,L’ESSENZIALE E’ TROVARE LE GIUSTE AZZIONI, E NON AD OGNI COSTO SULLA TESTA DEI CITTADINI , QUESTO E’ IL MIO MODESTO PENSIERO DA ASCOLTATORE DEL TERRITORIO , MI SCUSO PER IL SOPRA ARTICOLO LANCIATO INVOLONTARIAMENTE , CIAO DA MICHELE CASTELLI .

    • Il fatto che il marciapiede sia più largo è positivo, il problema è che ci passano i ciclisti che sono pericolosi sia per i pedoni che per i disabili.

  2. Caro Ale Galli e’ perfettamente inutile continuare a difendere l’indifendibile. Il tuo amico Dott Barin in questi anni ha veramente esagerato. Ti faccio presente che l’Amministrazione nella persona del Vicesindaco ha dovuto ammettere di aver speso oltre 10.000 per la modifica della viabilita’ in via Carso. Soldi buttati al vento. visto che la sperimentazione non e’ andata a buon fine. Purtroppo l’Assessore non si era resoconto che il flusso di traffico pedonale è verso la via Carso e non verso via Varese a causa della presenza degli istituti scolastici. Ma vah !!!!! Ma il Dott Barin dove ha fatto le scuole e dove vive ? Saranno almeno 50 anni che le scuole sono in Via Carso !!!!!
    Circa Via Doberdo ti faccio presente che la stessa via e’ sempre stata con accesso riservato ai residenti e Via San Michele a doppio senso. Non ci sono MAI stati incidenti e non ci sono mai stati problemi. Bastava lasciare tutto come era !
    Per quanto riguarda Via Varese la pista ciclopedonale e’ assolutamente inutile. Al limite bastava revocare il permesso al bar di mettere fuori i tavolini per poter lasciare libero spazio alle carrozzine dei disabili.
    (A proposito Non e’ belle affermare che ci sono almeno altri 15 esempi di percorsi analoghi in Saronno…..meglio non dirlo !)
    Ti ricordo anche la paradossale vicenda di Via Ungaretti dove vige tuttora il divieto di sosta e di fermata. Solo una mente diabolica poteva prevedere il divieto di fermata. Vorrei capire dal tuo amico Assessore come devono fare i residenti a entrare nelle proprie abitazioni visto che non ci si puo’ fermare ( a norma di codice della strada essendoci il divieto di fermata ) per attendere l’apertura dei cancelli..Comunque attendiamo fiduciosi il volantino con le istruzioni per entrare in casa !!!Una persona normale avrebbe messe solo il divieto di sosta ma…..
    Per nostra fortuna il Dott Barin fra poco più di un mese tornerà a vita privata ( magari le nuova Amministrazione gli mettesse sotto casa il limite dei 15 km /h e una postazione fissa di autovelox….il Comune potrebbe rifarsi almeno in parte dei costi inutili sostenuti per causa sua ).
    Auguro alla città che nei prossimi cinque anni si riesca a tornare alla normalità e si cancellino gli scempi perpetrati dalla maggioranza di cui tu fai parte.

    ps ci sono almeno altri 15 esempi di castronerie viabilistiche messe in atto dal Dott Barin in questi anni.

    ps2 Una curiosità: Ma tu come ti muovi solo in bicicletta ? con qualsiasi condizione di tempo e di temperatura ? Molto bravo….spiega come fai anche al Dott Barin visto che gira in SUV !

  3. La soluzione di tutti i mali per via doberdo’ è quella di far tornare a doppio senso via San Michele, resa a doppio senso per guadagnare 10 posti auto dove prima i maleducati sopratutto alla sera parcheggiavano in divieto e la municipale voltava lo sguardo dall’altra parte….piu volte segnalato su questo sito.
    Se lasciamo via San Michele a senso unico invertendo il senso come la prima “sperimentazione” scontentiamo tutta via Filippo Reina e sopratutto rendiamo disagevole il passaggio dei mezzi di soccorso quali Autoambulanze e autopompe dei pompieri, che sarebbero costrette a passare sotto il ponticello x uscire da Via Filippo Reina….

  4. che la pista ciclopedonale sia un’assurdità senza senso, costosa e per di più pericolosa, insomma, la solita barinata, è un fatto, ma anche l’esposto è privo di senso giuridico. Castelli dovrebbe dirigere le sua iniziative in modo da non sprecare le sue risorse

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