SARONNO – Tanti striscioni, qualche coro ma nessuna tensione così è possibile riassumere il 25 aprile della città degli amaretti.
Gli unici fuoriprogramma sono stati gli striscioni comparsi nella notte a Villa Gianetti (con lo slogan “Non sarà il vostro odio” e poi “a fermare il nostro amore” scritto con caratteri bianchi su un lenzuolo nero) e in viale Rimembranze (con la frase “le vostre leggi, le vostre frontiere grondano sangue”) entrambi rimossi dalla polizia locale. Del resto la mobilitazione delle forze dell’ordine è stata massiccia con uomini della compagnia dei carabinieri, della polizia di stato e della guardia di finanza.


 

La mattinata si è aperta con la deposizione delle corone di alloro con nastro tricolore in piazza della Repubblica, alla stele ai Lavoratori Isotta Fraschini e al parco di via Porta al monumento a Salvo d’Acquisto. In piazza Libertà è poi arrivato il corpo bandistico cittadino e tutti i delegati dell’associazioni d’Arma che si sono schierati per l’alzabandiera. Assente il sindaco Luciano Porro ad indossare la fascia tricolore è stato il presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi con diversi assessori e consiglieri comunali. In prima linea anche il senatore Stefano Candiani.

E’ seguita la messa celebrata da monsignor Armando Cattaneo che ha ricordo come “la Liberazione sia un bisogno dell’uomo che soddisfa Cristo” e come “quella di settant’anni fa sia solo una delle Liberazioni dal male di cui abbiamo tutti bisogno”.

 

In piazza Libertà il gruppo l’Altra Europa per Tsipras ha distribuito una lettera aperta ai saronnesi mentre l’assemblea antifascista ha volantinato il proprio messaggio e il significato della propria partecipazione al corteo.

Effettivamente il gruppo (con striscioni e cartelli con slogan come “Liberi di resistere”, “Liberiamo Saronno”, “Libertà di dissenso”, “Basta piazze ai fascisti”) si è accodato al corteo ufficiale che ha seguito fino a via Griffanti, con cori come “Il 25 aprile non è una ricorrenza ora e sempre Resistenza” e “il Pd non è qui e autorizza i fasci li anzi no fa di più e ci manda i caschi blu”, dove ha svoltato per proseguire verso piazza dei Mercanti dove sono stati allestisti diversi stand informativi e dopo la giornata è proseguita con assemblee e un pranzo popolare.

Il corteo ufficiale ha proseguito verso piazza Caduti saronnese dove dopo la deposizione della corona d’alloro si sono tenuti i discorsi ufficiali. A presentare la cerimonia è stato Marco Pozzi, Anpi Saronno, molto chiaro nella sua lettura della ricorrenza: “Questa non è come spesso si sente dire una giornata di pacificazione, non è la giornata del “volemose bene”. I partigiani, come indica il nome, ha scelto una parte quelli dei deboli e per questi parte alcuni sono morti”. E’ seguito il discorso di Gennaro Pannozzo delegato regionale Anpi e il presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi che ha ricordato Paride Brunetti, saronnese d’adozione scomparso nel 2011 che fu comandante della Brigata Garibaldina Gramsci e Agostino Vanelli primo sindaco di Saronno, nominato dal CLN dopo la Liberazione.

La cerimonia, nonostante la pioggia intermittente, è continuata con l’omaggio dell’Anpi alle staffette partigiane Aurelio Legnano (detto Gatto), Antonio Monti (detto Lupo), Rosario Liotta, Fernando Brussato, Ivonne Trebbi e Luciano Ferrarello del Seprio.

A concludere la cerimonia le parole di Maria Bastanzetti che ha ricordato il nonno Pietro deportato politico e il padre che ha dedicato la vita a tenere viva la memoria dell’Olocausto nei giovani, quelle del gruppo Scout riprese da un discorso don Giovanni Barbareschi e Sadok Hammami che ha nome del centro culturale islamico ha rimarcato l’importanza “della ricorrenza della Liberazione per tutti gli italiani”.

 

25042015

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