rinnovamento per l'italiaSARONNO – “Si va verso il consiglio di stato”: con questo breve post sulla propria pagina Facebook Paola Vallelunga, presidente di Rinnovamento per l’Italia il partito che era intenzionato a partecipare alle elezioni amministrative saronnese con il ciclista Claudio Chiappucci come candidato sindaco annuncia la sua presenza odierna a Roma.

“Ci hanno convocato per le 17 ma ancora non sappiamo quando avremo la risposta definitiva. Per è importante esserci per denunciare ancora una volta quando accaduto in questa tornata elettorale a Saronno”.

La vicenda è nota: la lista ha inizialmente presentato un esposto per non essere stata autorizzata ad esporre i propri gazebi per raccogliere le firme il weekend del 25 aprile e poi ha presentato una richiesta di proroga per riuscire a completare la raccolta firme sabato 2 maggio termine ultimo per la consegna del materiale. La proroga non è stata concessa e la lista è stata ricusata e così è arrivato l’esposto al Tar. Anche se il tribunale non l’ha accolto Rinnovamento per l’Italia ha deciso di rivolgersi al consiglio di stato.

“Nella sua sentenza il Tar chiosa “In definitiva il ricorso va respinto, non senza però stigmatizzare la condotta dell’amministrazione comunale, che indebitamente ha negato l’autorizzazione al collocamento dei banchetti elettorali per la raccolta delle firme il giorno 25 aprile, invece di favorire la raccolta delle stesse durante il periodo elettorale, come richiesto dalla legge, accampando vie più motivazioni di ordine pubblico che non le competono”. Pertanto è chiaro che con queste pesanti parole verso l’amministrazione Porro, il Tar ci ha dato pienamente ragion dividendo la fase di preparazione delle liste all’atto della consegna delle liste elettorali, con questa sentenza però ha creato un grave precedente lesivo secondo noi delle pari opportunità, dei valori democratici e dell’equo rispetto delle dignità, in quanto in futuro in base a questa sentenza si ipotizza che un sindaco potrebbe favorire palesemente chi vuole e ostacolare chi gli pare nella raccolta firme facendosi scudo di questa sentenza “divisoria “che ad un’eventuale ricorso al Tar della ipotetica lista discriminata futura al massimo l’eventuale Sindaco pagherebbe solo con una tirata d’orecchie dal Tar ma intanto agevolando e discriminato chi vuole. Noi del partito politico Rinnovamento per l’Italia non potevamo consentire in un periodo in cui la democrazia e la sovranità del popolo viene sempre più calpestata che passi il messaggio trasmesso dal Tar Lombardia e per questo motivo, per difendere i ben più alti interessi democratici e valori morali quali non discriminazione ed eque possibilità, abbiamo fatto ricorso in appello al Consiglio di Stato che ora dovrà esprimersi in merito. Questo potrebbe rimettere in discussione la data delle elezioni o le elezioni stesse, secondo noi è probabile che sia tutto da rifare!”

15052015