luca saibeneUBOLDO – “La decisione annunciata dall’amministrazione comunale di staccare, in occasione del rifacimento dell’illuminazione pubblica, i punti luce situati nelle vie private sta suscitando discussione e preoccupazione tra i cittadini residenti in tali vie”.

Lo afferma la lista civica d’opposizione “Progetto per Uboldo Centrosinistra Unito”, rappresentata in consiglio comunale da Luca Saibene.

La nostra lista sta ricevendo segnalazioni, richieste di chiarimenti in merito e, soprattutto, richieste da parte dei cittadini affinché anche il nostro gruppo si faccia promotore presso l’amministrazione comunale di iniziative volte ad individuare una soluzione al problema.

E’ bene precisare che tutte le decisioni riguardanti l’illuminazione pubblica, a partire da quella di riscattare l’impianto esistente da Enel sino a quella di affidare in gestione il suo totale rifacimento, sono state assunte dalla giunta comunale in epoca precedente all’ingresso del nostro gruppo politico nel consiglio comunale, pertanto sulla problematica in oggetto Progetto per Uboldo Centrosinistra Unito non ha mai espresso alcun voto o posizione.
Solo oggi, così come tutti i cittadini, abbiamo appreso, dal foglio informativo “Uboldo informa”, la notizia del distacco dei lampioni posti nelle vie private. Il nostro gruppo si è immediatamente attivato per cercare di capire se quanto comunicato fosse effettivamente lecito e, allo scopo di meglio chiarire il quadro, ha richiesto tutta la documentazione all’amministrazione comunale.

Non appena ci verrà consegnata la documentazione cercheremo di capire il problema e formulare le nostre valutazioni e i nostri suggerimenti. Per il momento ci limitiamo solo ad osservare che la problematica che si sta verificando oggi ad Uboldo è già stata affrontata in altre realtà comunali dove, però, a differenza di Uboldo, l’amministrazione comunale ha ritenuto di convocare preventivamente un’assemblea con tutti i cittadini interessati dal distacco dell’illuminazione al fine di individuare insieme delle soluzioni. A Uboldo, invece, si è lasciata la comunicazione ad un semplice opuscolo, stampato a cose decise e a pochi giorni dall’inizio dei lavori.

Osserviamo poi, oltre al fatto – come già rilevato da un’altra forza politica dell’opposizione – che alcune delle strade “private” in questione sono state dichiarate pubbliche con una deliberazione del consiglio comunale nel lontano 1984 e successivamente denominate nel 1994, che in alcune di queste vie vengono anche erogati altri servizi a spese della collettività motivo per il quale non ha alcun senso rimuovere l’illuminazione pubblica. In conclusione Progetto per Uboldo Centrosinistra Unito, e questa è per ora la nostra posizione, è convinta che vi debba necessariamente essere uno spazio di compromesso che possa tenere insieme le due esigenze in gioco: il rispetto della legge, che impedisce ai comuni di collocare a spese delle comunità l’illuminazione pubblica su di un’area privata, e il diritto del cittadino a poter disporre dell’illuminazione pubblica (senza dovere, per assurdo, ricorrere alla nomina di un amministratore di condominio per gestire il contatore) perché, seppur residente in una via privata, paga tasse e imposte comunali (e abbiamo visto quante di più a partire dal 2014 rispetto al passato). Questo spazio è quello che deve riempire l’amministrazione comunale che non può limitarsi al ruolo di mediatore tra il cittadino e l’azienda incaricata della riqualificazione dell’illuminazione pubblica.

03072015