20150708_181510SARONNO – Ieri durante la presentazione della nuova stagione del teatro Pasta, con relativa querelle sul futuro del teatro, c’erano anche diversi esponenti politici a partire dall’ex vicesindaco Valeria Valioni che in un breve intervento di saluto ha ringraziato il cda per il lavoro svolto ed ha sottolineato i grandi traguardi ottenuti che hanno portato la sala ad essere uno dei punti di riferimento non solo a livello locale ma anche regionale.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’intervento del capogruppo Pd Francesco Licata : “La programmazione mi sembra molto valida, sicuramente andrò con mia moglie a vedere lo spettacolo di Filippo Timi. Anche l’assessore Castelli nel suo breve intervento ha posto l’accento sulla qualità dell’offerta del teatro spero quindi che la linea dettata dalla nuova amministrazione rispetto ad un taglio del contributo pubblico venga rivista. In tutta Italia i teatri funzionano con contributi pubblici eliminarli significa far chiudere. Diverso è cercare una forma di compartecipazione delle spese con altri comuni o enti che è l linea preferibile. Il lancio della programmazione teatrale è un momento tra i più importanti nella vita culturale della città, è stato importante prenderne parte”.

Chiaro il riferimento all’assenza del primo cittadino, evidenziata anche dal presidente del Pasta Domenico Mecca e da diversi cittadini presenti che si sarebbero aspettati la presenza di Alessandro Fagioli dopo le dichiarazioni in consiglio comunale in cui annunciava la necessità che il teatro si mantenga con la sola vendita dei biglietti, senza cioè il contributo annuale dell’Amministrazione comunale.

09072015

10 Commenti

  1. quando finisce il tempo della propaganda ? verrà il tempo della resa dei conti ovvero di far capire chiaramente ai cittadini con numeri alla mano ( ciò che la precedente amministrazione ha sempre ostinatamente e ciecamente rifiutato di fare ) la situazione e le prospettive del teatro di Saronno ? può la città permettersi il lusso di un teatro così com’è divora risorse pubbliche ? cercare una forma di razionalizzazione delle spese e una eventuale compartecipazione delle spese con altri comuni o enti non è stata mai una priorità delle precedenti amministrazioni preoccupate più della appropriazione politica degli incarichi nella gestione del teatro che del riportare il bilancio in condizioni economicamente corrette ma l’invito al gioco al massacro continua . Bene il nuovo sindaco e la sua giunta se fatto un punto corretto sulla situazione, accessibile ai cittadini e senza consunti proclami pseudoculturali esprimeranno il loro parere ed illustreranno chiaramente , numeri alla mano , le loro proposte.Sinora il teatro a Saronno è stato solo quello della politica, speriamo un futuro migliore.

  2. Qualcuno dubita della qualità del teatro?
    Qualcuno dubita dell’utilità del teatro?
    Ogni saronnese paga 8 euro per far divertire due ore a sera 500 persone, molte delle quali nemmeno saronnesi.
    E quando un gruppo di saronnesi chiede di usare il teatro per finalità benefiche deve pagare l’affitto della sala.

    • Ben felice di pagare 8 euro per far divertire 500 persone, meglio che farsele fregare dall’affarista di turno.

    • Tutti a fare i commenti idioti da bar sport….chiedetevi allora quanto
      Costa la biblioteca …molto più del teatro, allora??chiudiamo la biblioteca? Coi soldi risparmiati compreremo un po di catrame …

    • I soliti commenti da bar sport….ma lo sai ad esempio che la biblioteca costa molto di più del teatro??? E allora? Chiudi la biblioteca e teatro per comprare qualche metro cubo di catrame….

  3. Se il Sindaco è rimasto in Comune a verificare e controllare i conti del Teatro per capire come mai sono in rosso , per me va benone

  4. La cultura non può essere soltanto la notte bianca o le bancarelle in piazza. Basta andare una sera qualunque a teatro per scoprire che di giovani ce ne sono veramente pochi. E’ un preciso dovere delle istituzioni proporre iniziative culturali per i giovani ma non sarà mai possibile se si tagliano i fondi.

  5. I giovani e la cultura, in generale, sembra siano incompatibili, bisogna aumentare l’offerta di eventi, non tagliare i fondi. E’ un preciso dovere delle istituzioni. Oppure bisogna arrendersi al fatto che la cultura pubblica sia costituita solo dalla notte bianca?

  6. Tanti sono i precisi doveri delle istituzioni pubbliche ma dire che senza teatro non c’è cultura non impedisce di guardare alla realtà di una istituzione che da anni dimostra tutti i suoi difetti ( lo hanno detto tutte le amministrazioni che si sono succedute ). Se teatro è cultura per tutti, non saronnesi inclusi, tutti, non saronnesi inclusi, se ne facciano carico. Sinora nessuno ha bussato alle porte dei comuni intorno a Saronno per chiedere di sostenere insieme il teatro e verificare se questa richiesta possa avere una risposta coerente o un furbesco SI alla cultura , NO alla partecipazione alle spese. Molti giovani, studenti in particolare, sono assidui frequentatori della biblioteca di Saronno come luogo di studio e cultura. Sarebbe interessante conoscere quanti sono, se smaniano per più cultura e serate teatrali o per avere un futuro nel mondo del lavoro. Anche questa è conoscenza della realtà e trasparenza . Aspettiamo la pubblicazione del bilancio del teatro e diamo il dovuto risalto al ruolo della biblioteca.

Comments are closed.