Alex Maggio SARONNO – Sono state rese note negli ultimi giorni le motivazioni con cui la corte d’assise d’appello aveva ridotto dall’ergastolo a trent’anni la condanna a carico di Alex Maggio il disoccupato che il 3 agosto 2013 ha ucciso a calci e pugni Maria Angela Granomelli 63enne commerciante nel suo negozio in corso Italia.

Il giudice estensore Barbara Bellerio ha spiegato come la corte d’assise d’appello abbia accettato l’impianto accusatorio del pubblico ministero Nadia Calcaterra a partire dalla grande lucidità dimostrata dall’uomo subito dopo il delitto tanto da “prendere i monili, lavarsi le mani e le braccia dal sangue, vendere i gioielli al comproro, noleggiare l’auto e partire per le vacanze in Puglia”.

Insomma l’atteggiamento dell’uomo “falso e manipolatorio in grado di far credere alle persone che aveva accanto cose non vere e dimostrando una certa abilità nella menzogna” hanno convinto la corte a scartare l’ipotesi sostenuta dall’accusa ossia di trovarsi davanti ad un delitto preterintenzionale nato come un raptus durante un tentativo di furto.

Nonostante questo la corte ha scartato, per una questione tecnica, l’ergastolo come pena condannandolo Maggio ad una pena detentiva di trent’anni. In sostanza un diverso conteggio per la pena della rapina oltre alla scelta dell’imputato di avvalersi del rito abbreviato hanno evitato al 35enne l’ergastolo. Nodo cruciale la mancanza di requisiti per la recidiva, invece indicata in primo grado, visto che i reati commessi in precedenza dall’uomo, appropriazione indebitata e uso improprio di carta di credito non avevano nulla a che fare con l’omicidio.

29072015

4 Commenti

  1. chi uccide deve avere la pena dell’ergastolo senza sconti e senza ma………paolo bocedi

  2. ma perché non cambiate mestiere e fate la carriera in magistratura??? capisco che c’è qualche selezione da passare, ma non si sa mai

Comments are closed.