SARONNO – GERENZANO Quando i carabinieri l’hanno trovato aveva alcuni abiti di fortuna, diverse bruciature di sigaretta ed una ferita alla coscia provocata probabilmente da un cacciavite: ha passato 24 ore di terrore il tunisino 45enne salvato dai militari della compagnia di Saronno. Inoltre guidati dal capitano Giuseppe Regina, in meno di una giornata, i carabinieri hanno trovato i due sequestratori già portati al carcere circondariale di Busto Arsizio.

Tutto è iniziato venerdì sera quando i carabinieri hanno ricevuto una chiamata per schiamazzi tra Saronno e Gerenzano nella zona di via Clerici. I militari hanno effettuato alcuni sopralluoghi durante i quali sono stati raggiunti da uno straniero in difficoltà.

L’uomo vestito con poco capi malmessi ha spiegato di essere stato sequestrato e malmenato. I carabinieri l’hanno subito soccorso accompagnandolo all’ospedale cittadino per le cure del caso. La vittima ha spiegato di essere stato rapito per strada tra venerdì e sabato sera. I suoi rapitori l’hanno per prima cosa rapinato portandogli via 160 euro, il portafoglio, i vestiti a partire da un paio di pantaloni mimetici e due telefoni cellulari.
E’ stato portato prima in un’area boschiva e legato con una cintura ad un albero dove è rimasto fino nel tardo pomeriggio di sabato quando è stato trasferito in una casa abbandonata tra Gerenzano e Saronno. Qui sono iniziati i maltrattamenti. Effettivamente il personale sanitario gli ha curato e medicato diverse bruciature di sigarette ed un profondo taglio alla coscia provocato probabilmente con un cacciavite. Tutte ferite giudicate guaribili in 10 giorni di prognosi.

Dalla dettagliata descrizione dei propri aggressori fatta dalla vittima i militari son risaliti a due tunisini. Domenica sera si sono recati in un appartamento in cui hanno trovato i due stranieri, classe 1986 e 1984, che avevano con sé i due telefonini della vittima. Anzi uno dei due indossava persino i pantaloni mimetici sottratti al 45enne. Lui, il tunisino sequestrato, ha subito riconosciuto nei due fermati i propri aggressori, entrambi con precedenti per droga. Per loro, con l’accusa di sequestro di persona e rapina in concorso, si sono aperte le porte del carcere di Busto Arsizio.

I carabinieri hanno fatto anche un sopralluogo nella casa dismessa dove è stato tenuto segregato il 45enne dove hanno trovato alcuni mozziconi di sigaretta e la cintura usata per legarlo.

11082015

7 Commenti

  1. Questa è la triste realtá dell’accoglienza e della tanta vituperata integrazione. Salvini e Grillo per una causa comune: rimandiamoli tutti a casa loro

  2. Fagioli, siamo a 70 giorni. Te ne do ancora 30….poi qualche dovrai darmi sicurezza….altrimenti mi roccherà spostarmi più a destra e sostenere il Siligo… lui si che avrebbe fatto rinascere Saronno!!!

  3. sono una “risorsa” secondo chi ci governa… e in fondo sono i “vicini” che ci meritiamo.

  4. non illudiamoci..ce ne manderanno sempre di piu’…E’ un serio problema che hanno sottovalutato quasi tutti..e ora i vescovi dicono…:avanti tutti….!! Pazzesco

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