alberto paleardi a milanoSARONNO – Non sono mancati i richiami in chiave locale, da parte del saronnese Alberto Paleardi, nel corso del suo intervento alla convention del Partito democratico che si tiene in questo fine settimana a Milano.

E’ lui stesso che ne riferisce dal capoluogo meneghino.

Durante il mese di agosto via mail sono stato invitato dal Dipartimento formazione politica Pd nazionale di Roma a partecipare ad una serie di incontri alla festa nazionale del Pd che si sta svolgendo a Milano. Vi erano una serie di tavoli tematici tra cui liberamente scegliere. Io ho deciso di aderire al tavolo numero 7 che trattava il seguente argomento:”Gli strumenti della partecipazione: circoli, primarie, la rete”. A coordinare il tavolo l’onorevole Lorenza Bonaccorsi della segreteria nazionale del Pd. L’intervento di Lorenza è stato molto interessante ed una sua definizione mi ha stuzzicato: i selettori della classe dirigente del Pd. E proprio da tale affermazione ho preso spunto per il mio intervento nel quale ho ribadito che parlare di selettori della classe dirigente del Pd significa affermare ancora una volta quello che sta nel dna del Pd, cioè che la scelta dei dirigenti del partito passa dalle primarie, primarie aperte.

Purtroppo le primarie aperte non valgono a tutti i livelli, poiché ancora oggi i rinnovi delle segreterie provinciali e cittadine sono un affare dei soli tesserati. Ed è proprio questa differenza con la scelta aperta a tutti del segretario nazionale e regionale che stride. Io personalmente sono per abolire tale differenza perché i veri “padroni” del partito sono gli elettori e quindi ho proposto una modifica dello statuto del Pd al fine di avere anche per il livello provinciale e locale rinnovi mediante primarie aperte ai cittadini. Anche perché solo così in quelle sezioni, dove esiste un nocciolo duro di nostalgici tesserati, è possibile un vero rinnovamento un vero nuovo patto con i cittadini elettori. E se non si rinnova e comandano i padroni delle tessere difficilmente il Pd vince le elezioni comunali. Alla fine, a giudicare dai calorosi applausi, penso che gli astanti abbiano condiviso il mio intervento. Dentro di me mi sono detto: Nemo profeta in patria!

06092015

15 Commenti

  1. Forse non è questa la sede per questo dibattito, ma la proposta di Paleardi, per quanto stimolante, non mi convince… Gli elettori non sono i “padroni” dei partiti, ma, volendo “i consumatori” che scelgono il “prodotto” in base all’attrattività ed alla convenienza del momento è proprio per questo possono essere, come i consumatori, volubili. Diverso deve essere il processo di selezione della classe dirigente di ogni partito, la mia è un’idea generale, non riguarda solo il PD, dove invece la scelta dev’essere effettuata sulla base di opzioni più radicatamente politiche, che i partecipanti/militanti elaborano e condividono anche confrontandosi, ma basandosi su un sentire comune che l’adesione di più lungo termine (iscrizione su base annuale) garantisce maggiormente. La preoccupazione, legittima, di Paleardi sul controllo di “pacchetti” di tessere viene ahimè bilanciata da quanto dimostrabilmente accaduto in alcuni caso di “inquinamento” di primarie aperte a gruppi mai visti nella vita di organizzazioni/partiti e formatisi solo con lo scopo di condizionarne una fase. Persino i 5stelle, che almeno a parole fondano sulla assoluta democraticità la formazione delle loro decisioni, riservano alcune di queste ad una platea più ristretta ed identificata a priori.
    Ben venga maggiore democrazia, trasparenza del dibattito e degli schieramenti, ma lasciamo i partiti a chi ne ha a cuore i programmi e non ai “passanti”…

  2. Paleardi è imbarazzante. Lui che parla di signori delle tessere e di giochini? Uno che arriva dalla DC può andare a dire ad altri che devono farsi da parte? Ben inteso, nulla contro la Dc, ma il soggetto in questione è sulla scena politica da 20 anni (senza conseguire mai alcun tipo di risultato)!

  3. attaccando la persona non ascoltate il messaggio.. ha ragione sulle primarie! il pd non avrebbe presentato un candidato “raggelandeee”

    • E’ del tutto evidente che lei non sa minimente di cosa sta parlando ..! Il PD ha presentato il candidato migliore che aveva, il quale non ha perso sicuramente per causa sua!
      Chi doveva presentare, Paleardi?
      Dice di leggere meglio quanto scrive il suddetto, lei ha letto che sta parlando delle cariche locali interne del PD?
      “Raggelande” è il suo commento! Piuttosto che tacere, qualsiasi cosa?

      • caro amico migliore forse dal tuo punto di vista ad esempio attardo con la sua preparazione ed esperienza sarebbe stato migliore .. poi forse il commento di paleardi andava interpretato e non letto per il solo significato letterale ma questo comportava una profondità maggiore. vedi tu critichi chi commenta e non sei aperto alle critiche proprio come il pd di saronno che non ha fatto le primarie interne o di coalizione per il candidato.
        un caloroso abbraccio

        • Signor Bossi, ma lei conosce Licata ed Attardo? Non me ne voglia, ma io da esterno seguo le vicende del PD e conosco entrambi i ragazzi. Lei però ha un nome del tutto sconosciuto, mi spiega come fa ad affermare quello che afferma?

          Un caloroso abbraccio anche a lei

          Marco

    • Suvvia Bossi, ancora con le primarie? Ma tra chi avrebbero dovuto fare le primarie? Paleardi ci sarà rimasto male per essere stato trombato, ma conoscendo il soggetto è forse l’unica cosa sensata che ha fatto il PD..

  4. Non condivido, per glli stessi motivi di Filippo quanto scrive Paleardi.
    Molto realisticamente però mi rendo conto che questa è l’idea di “partito” più conseguente e coerente con il PD Renziano, che ha cambiato segretario, premier e indirizzo del governo attraverso primarie aperte ma senza nessuna verifica elettorale… Parlamentari e Senatori eletti sul programma Italia Bene Comune stanno invece così realizzando i programmi opposti della destra e di confindustria…
    E accettare di buon grado poi il 45% dei cittadini che non va più a votare… Questa è un’idea di democrazia malata.
    La democrazia per realizzarsi realmente ha bisogno non di partiti della nazione, di logiche maggioritarie spinte all’eccesso ma di partecipazione e confronto chiaro, limpido (e rispettoso del mandato degli elettori) tra progetti e programmi diversi. L’idea di partito piglia tutto di Renzi è un male per la democrazia.

    • esatto. un male per la democrazia e per il PD stesso.
      In ogni caso la “verifica elettorale” arriverà, inesorabile, a ripristinare “la legittimità popolare” di cui questo governo è oggi privo… aldilà della sua legittimità costituzionale.

      • bb (ah, questo vizio dell’anonimato…) si salva in corner… L’unica legittimità deriva dalla costituzione che attribuisce al parlamento (eletto dal popolo) l’investitura popolare al governo. Punto. Tertium non datur…

        • premesso che bb è anonimo quanto Filippo (nome molto comune e che personalmente gradisco), mi aspettavo la sua risposta e semplicemente le mando un saluto.

  5. C’è chi dice si………ma nascondetevi e autorottamatevi, ma non tornate più…….

  6. @Filippo. La democrazia non è “solo” rispetto formale ma anche sostanza dei rapporti. E’ assolutamente vero che i governi vengono eletti in Parlamaento ma un “rapporto di responsabilità ” dovrebbe legare ogni parlamentare eletto al proprio elettorato attraverso il programma, il progetto presentato agli elettori per essere eletto… La delega non è una delega in bianco… E per altro anche questo è scritto nella Costituzione dove viene descritta la funzione dei partiti…

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