SARONNO / GERENZANO – Si è svolto lo scorso fine settimana a Saronno, in vista della ventiduesima giornata mondiale dell’Alzheimer, il convegno “L’Alzheimer nella rete” organizzato dal Villaggio amico di Gerenzano. Al centro del confronto, il ruolo dei medici di famiglia, che sono la prima interfaccia con la malattia, i bisogni e le richieste della famiglia dei pazienti e i servizi innovativi che l’Asl e la Regione Lombardia hanno messo a disposizione dei pazienti con demenza di Alzheimer. Si è parlato principalmente di “Rsa aperta” (la Residenza sanitaria assistenziale in passato veniva più spesso chiamata casa di riposo) e di evoluzione del sistema assistenziale che la Regione Lombardia sta attuando per un supporto più efficace alle persone fragili e alle loro famiglie (o caregiver).

La Rsa aperta è uno degli strumenti più innovativi per il sostegno economico, gestionale e psicologico delle famiglie, in una logica di multiservizio. Si tratta di un provvedimento, attuato a pieno regime in Lombardia da aprile 2014, che prescrive interventi flessibili erogabili dalle Rsa e dagli enti di assistenza domiciliare, come Villaggio amico, a sostegno di una progettazione articolata tra domicilio e struttura assistenziale per la durata massima di un anno, in base al progetto individuale definito per il paziente della Asl.

“L’Alzheimer, che purtroppo è sempre più diffuso e ha un impatto economico spaventoso, è una patologia che passa attraverso la persona, il suo carattere, i parenti più vicini, il contesto in cui si vive. E’ indispensabile capire tutti questi elementi per affrontare al meglio la malattia. Perciò una rete sociale di assistenza e la conoscenza delle opportunità oggi messe a disposizione da enti e strutture sanitarie è fondamentale” ha affermato la dottoressa Paola Chiambretto, neuropsicologa e psicoterapeuta responsabile del Centro Alzheimer di Villaggio amico che dal 2014 svolge anche la funzione di Rsa aperta e ha gestito 60 pazienti, di cui 47 con interventi domiciliari e 13 interventi misti (domiciliari e semi residenziali). Chiambretto ha aggiunto che “in Italia la quasi totalità degli anziani, compresi quelli colpiti da demenza, vive in famiglia e richiede il sostegno della Rsa”.

“La Rsa aperta è uno dei due pilastri del welfare lombardo rappresentati dalla rete di strutture accreditate e, appunto, dal fondo a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili. La Rsa valuta le necessità del paziente attraverso una equipe medica ed elabora un piano individuale, cioè una scheda sintetica dei bisogni e degli obiettivi da raggiungere con un livello di gravità di ogni persona alla quale viene assegnato un voucher, che il caregiver presenterà alla struttura assistenziale”, ha detto nel suo intervento la dottoressa Ester Poncato, direttore dipartimento Assi (Attività socio sanitarie integrate), Asl Varese. Il paziente può così usufruire di prestazioni a domicilio infermieristiche, assistenza alla famiglia, riattivazione psicofisica, assistenza personale, e così via che sono economicamente sostenute dalla Asl. In Lombardia le Rsa sono circa 650 per un totale di 57.608 posti a contratto. Ne è presente almeno una per ogni distretto socio sanitario e una ogni tre Comuni. In media ogni cento anziani over 75 anni, si contano sei posti Rsa a contratto.

Serena Passoni, psicologa dell’ospedale di Niguarda di Milano è intervenuta sul tema “Il caregiver a contatto con il centro Uva”, affermando:”La demenza non colpisce solo il paziente ma tutta la sua famiglia che è gravata da un enorme carico assistenziale ed emotivo. In Italia l’80 per cento dei pazienti con Ad (Alzheimer disease) è assistito a domicilio. Il compito assistenziale del caregiver, il familiare che assiste il malato, è molto oneroso con effetti negativi anche sulla sua salute psicofisica. Per questo sono stati istituiti centri di supporto quali punti di riferimento per le famiglie, come le Unità di valutazione Alzheimer (Uva) dal 2000, e in particolare nel capoluogo milanese la linea verde Alzheimer Milano, i Centri di psicologia per l’anziano e per l’Alzheimer, l’Alzheimer café”. Un altro esempio di integrazione territoriale è lo Sportello Alzheimer, uno sportello informativo e di ascolto per i caregiver di pazienti affetti da malattie neurodegenerative o da pazienti al primo stadio della patologia. Condotto da uno psicologo e neuropsicologo, ha l’obiettivo di fornire un luogo di accoglienza e ascolto, informare i familiari circa la malattia e le strategie di gestione, offrire un servizio informativo sulla rete di servizi disponibili sul territorio, un supporto pratico per sbrigare le pratiche amministrative.

Durante il convegno – nella sala congressi del Grand Milan di via Varese – si è parlato inoltre della Linea verde Alzheimer (800679679). Un servizio gratuito nazionale creato dall’Associazione italiana malattia di Alzheimer (Aima) che è diventiato un punto di riferimento importante per famiglie ma anche per operatori sociali e sanitari che possono rivolgersi a personale qualificato e opportunamente formato per mettere a disposizione di tutti uno strumento efficace e tempestivo di intervento con funzione informativa, nell’area di Milano.

(foto: alcuni momenti del convegno)

22092015