08112015 volantino contestazione 4 nov SARONNO – Pubblichiamo il testo integrale del volantino distribuito a firma “Saronno contro le guerre” durante la manifestazione del 4 novembre che Saronno si è tenuta domenica.

“Mancano gli asili nido (promessi da Renzi, ma invisibili nella Legge di stabilità). Le scuole pubbliche cadono a pezzi, gli insegnanti sono presi in giro (la Buona Scuola). L’investimento pubblico nel lavoro porta solo sgravi agli imprenditori e precarietà di vita e maggiore sfruttamento ai lavoratori pubblici e privati (Jobs Act). Le pensioni più basse restano da fame, le prossime generazioni non le vedranno nemmeno e gli esodati sono ancora lì, in attesa di una soluzione (Legge Fornero).
I servizi pubblici locali vengono chiusi per mancanza di trasferimenti statali o si costringono gli enti locali a privatizzarli, garantendo profitti alle multinazionali (DDL Madia). La sanità subisce tagli sempre più pesanti con la nuova Legge di Stabilità. Lo scempio ambientale e la svendita dei beni comuni procedono, incuranti dei referendum votati da più della metà degli italiani (Sblocca Italia, ruolo di Cassa Depositi e Prestiti).

Se chiediamo di finanziare i diritti di tutte le persone, ci dicono che: “Non ci sono soldi per la copertura di queste spese”.

Ma cosa c’entra tutto questo con il 4 novembre?

C’entra. Eccome! Perché i soldi non ci sono per quello che serve per una vita dignitosa, ma ce ne sono in abbondanza per le spese militari: mantenere le nostre forze armate, impegnate a far la guerra (contro la Costituzione, per cui sono forze di difesa) in diversi Paesi del mondo, seminando morte, fuga e distruzione insieme agli alleati della NATO per gli interessi dei fabbricanti di armi e per i profitti dell’economia di guerra.

Le spese militari sono stimate in Italia in 80 milioni di Euro al giorno, cioè 29 miliardi di Euro all’anno, l’importo di una legge di stabilità (…ma quale stabilità?).

Ridateci i nostri soldi! Basta morte, guerre e caserme! Vogliamo scuole e asili, lavoro e pensioni, sanità e ambiente, beni comuni e democrazia!

Cento anni dopo la gigantesca carneficina chiamata “Prima guerra mondiale”, quella voluta anche da Benito Mussolini, non è cambiato nulla. In Italia come in questa città, dove l’Amministrazione Comunale patrocina un’iniziativa dei suoi eredi politici, che fanno arti marziali “per la difesa delle nostre donne”. Proprio come si giustificava quella guerra: “la conquista della preda come versione carnale del tema “ricompensa” proprio della psicologia del guerriero era non solo un omaggio tradizionale alla potenza sessuale del vero uomo, cioè il maschio in armi, ma un aspetto ovvio e speculare della minaccia alle proprie donne da parte del nemico”.
(Marco Mondini, La guerra Italiana, Ed. Il Mulino)

La guerra genera solo altre guerre, sempre!