21112015 occupazione telos via Milano via Varese (1)SARONNO – “La catastrofe si avvicina. La catastrofe è già qui. La catastrofe è già nell’impossibilità di riuscire ad immaginare un mondo altro”

Inizia così la nota con cui i ragazzi del centro sociale Telos spiegano la nuova occupazione della storica palazzina di via Milano. Sull pagina Facebook del gruppo, infatti, è stata diffusa una lunga nota con le motivazioni dei ragazzi.

“La catastrofe è nel moto perpetuo uniforme che ci guida dall’alba al tramonto in impieghi e svaghi prestabiliti: avanti con le code in macchina, con le resse nei supermercati, con lo svago consentito nelle discoteche più o meno underground. Un moto perpetuo uniforme di una vita che non abbiamo scelto in una società che non abbiamo voluto.
Anche i moti di spirito ci vengono ordinati: je suis questo, je suis quello. Tutti uniti, in fila per due, a marciare col nemico alla nostra testa. Il nemico è sempre alla nostra testa.

Le nostre città assomigliano sempre più a villaggi turistici: al posto dei braccialetti colorati ci sono i documenti, al posto delle attività ricreative ci sono gli aperitivi e le discoteche, tutta la nostra vita in cambio della sicurezza di una vita noiosa, grigia e prestabilita. Tutto deve fruttare il maggior guadagno possibile, è per questo che le nostre città cambiano in funzione del denaro. La città deve essere confortevole solo nella misura in cui ciò serva ad una maggior produttività.

Siamo talmente ciechi e sordi da non sentire le grida di aiuto di chi a pochi metri da noi decide di togliersi la vita, di chi rifiuta questa realtà e trova rifugio dove riesce, in una sostanza o nella propria testa. Il rumore delle bombe e dei caricatori si fa più vicino, ma sono decenni che il nostro produttivo quieto vivere esporta morte e sofferenza.

Disertare questo triste spettacolo significa cercare di bloccare gli ingranaggi su cui questa società si fonda. Partire dai nostri bisogni e desideri, per cercare di disegnare altre prospettive, per provare a percorrere nuovi sentieri.

La necessità di un tetto sopra la testa e l’occupazione come pratica diretta a soddisfare questo bisogno portano a legami e prospettive nuove: non sono più il denaro o la legge a dettare i rapporti, ma bisogni e desideri comuni. Un annetto fa a Saronno durante una fredda notte di presidio fuori da una casa occupata una signora condivise del the caldo e dei biscotti. Dove loro ci vorrebbero divisi e rinchiusi nelle nostre celle addobbate noi condividiamo il calore di un fuoco, della solidarietà e della complicità.

Uno sfratto, la disoccupazione, il dover pensare a dove recuperare il pasto, la solitudine non dovrebbero essere problemi individuali, ma situazioni da condividere e affrontare insieme.

Come scrisse giustamente Scutenaire la disoccupazione è spiacevole perché non è completamente generalizzata. Oggi occupiamo uno spazio abbandonato per poter sviluppare questi intrecci e questi rapporti, per coltivare e condividere il nostro rifiuto verso ciò che ci circonda, convinti che sia questo il primo passo verso un significativo miglioramento delle nostre vite.
Siamo consapevoli della precarietà di un’occupazione, siamo altrettanto consapevoli che la qualità di un’occupazione non si misuri con il cronometro alla mano ma dall’intensità dei battiti.
E se vi sgomberano? Di spazi abbandonati a Saronno ce ne sono parecchi, i rifugi dei ribelli sono precari per natura.
Ma la gente non capisce! La gente è una categoria astratta, noi negli anni abbiamo conosciuto diversi individui con cui abbiamo condiviso un pezzo del sentiero che abbiamo intrapreso. E’ nella condivisione e nel vivere attivamente la propria vita che abbiamo superato steccati, pregiudizi e ostacoli.
Quindi siete tornati? No, non ce ne siamo mai andati.
TeLOS
nuovamente in via Milano 17- era ora no?

10 Commenti

  1. pensate a quanto spazio c’è su Marte, superate le scie cosmiche, autogestite gli spazi e autoproducete un nuovo mondo… la vostra patria!
    Abbandonate Saronno questa triste gabbia in cui vi costringono a vivere ma dalla quale non ve ne andate mai.

  2. Spazio nel deserto ce n’è in abbondanza….
    Se volete vi diamo anche il permesso di battezzarla SARONNO 2 o NEW SARONNO o SARONNO ALTERNATIVA……
    Ma per favore fuori dalla nostra SARONNO
    NON VI VOGLIAMO!!!!!!
    Vogliamo vivere tranquilli in una Saronno senza manifestazioni blindate solo per tenere a bada 4 povere persone viziate e fancazziste.

  3. Voi imbrattate muri secolari, chiese e santuari antichi, palazzi pubblici e quindi nostri. Voi rendete così la città degradata e brutta.
    La umiliate nel suo desiderio di Bellezza e civiltà.
    Come gli speculatori, come i cementificatori, come certi palazzinari.
    Non c’è differenza tra voi e questi, tranne che nel fine ultimo, loro il profitto senza se e senza ma, voi l’imposizione a tutti noi della vostra filosofia fondamentalista e jihadista, ma siete, voi e loro, uniti nel Partito della Bruttezza e del Degrado.

  4. Perché continuate a censurare commenti che non contengono parolaccie ma solo idee? Mettete un regolamento sui commenti in modo che vi si possa contestare la non pubblicazione. Qua i commenti escono solo A VOSTRO PIACERE.

  5. Proteste andare a ripulire le scritte con le quali avete imbrattato la casetta dell’acqua in piazza del mercato(piazza rossa): Visto che il comune non provvede e a me fanno schifo!

  6. Noi siamo tornati?!? … il problema è che non ve andate mai!
    Del resto staccarsi dai soldini di papà è dura eh…

  7. Ma almeno non potreste reclutare tra le vostre file di invasati qualche writer di talento? I disegni che fate sono veramente orrendi

  8. Uhm … Interessante la proposta di GentileFA

    Abito a Saronno da 3 anni circa, e mi sono sempre chiesto il motivo per cui il Comune (le istituzioni) non avessero ancora preso una decisione in merito sull’abbattimento di quello SCEMPIO di struttura fronte Cimitero, che deturpa la Città.

    PERSONALMENTE non condivido la troppa libertà (di pensiero e di parola e di azione) che NON segue delle regole.
    La Vita NON è Gardaland, bisogna sottostare a delle regole per convivere e coesistere, regole scritte e regole non scritte.

    Io se fossi stato “il gran visir di Saronno” avrei optato per un raduno di RUSPE in zona TELOS, ed avrei fatto abbattere l’intera struttura in una sola notte, giusto per far capire chi comanda e chi invece deve stare al suo posto.

    Diciamo che più il tempo passa e più le cose non sembrano cambiare. A questo punto converrebbe scendere a compromessi e prendere una decisione comune.

    UN’IDEA POTREBBE ESSERE :
    I ragazzi del centro Sociale si impegnano a ripulire l’intera città e a mantenerla pulita a Vita, il comune si organizza per donare uno spazio LIMITATO ai ragazzi del TELOS, che naturalmente dovranno pagare l’affitto…

    🙂

    • meglio tu torni in Liguria…e come la metti con al proprietà privata di quell’area??

    • Sei un genio: dovrebbero pagare l’affitto di una struttura comunale e in più tenere l’intera città pulita (i i netturbini quindi li licenziamo a questo punto) ovviamente lavorando GRATIS. Fanno prima ad affittare un locale privato, almeno risparmiano di fare gli spazzini aggratis.

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