29112015 defibrillatore rubato (1) SARONNO – La polizia locale ha identificato il ladro che nella notte tra sabato e domenica si è impossessato del defibrillatore posizionato nella teca di corso Italia.

I primi indizi sono arrivati dalle telecamere della videosorveglianza che avevano ripreso il blitz in cui si vedeva un giovane aprire la teca ed estrarre il defibrillatore e con quello allontanarsi.

Con una breve indagine la polizia locale ha identificato l’autore del furto che ha subito ammesso le proprie responsabilità. Ha detto di aver preso il defibrillatore per curiosità e di essersi spaventato sentendo l’allarme della teca tanto da gettarlo subito in uno dei cestini di corso Italia. Si tratta di un ragazzo residente in città che non ha mai avuto particolari problemi con la legge.

Purtroppo il dispostivo è irrecuperabile perchè i contenitori dei rifiuti sono stati vuotati da Econord già nella giornata di domenica. Ora la posizione del giovane è al vaglio dell’autorità giudiziaria visto che è stato denunciato dalla polizia locale per il reato di furto.

01122015

13 Commenti

  1. Mi auguro che il deficiente oltre a ripagare il danno venga condannato almeno a frequentare i corsi di primo soccorso e utilizzo del defibrillatore!

  2. Cervello piccolo piccolo..
    Ora lo ricompra e lo obblighiamo a fare il corso di abilitazione, almeno capisce a cosa serve e che stronz..ta ha fatto!!!!

  3. Pur perdendo un po’ di immediatezza (che in questi casi purtroppo spesso è fondamentale), proporrei di collegare telefonicamente la colonnina col 118: in caso d’emergenza, al passante “soccorritore casuale” basterebbe premere un tasto per parlare con un operatore sanitario che, valutata la situazione, potrebbe comandare l’apertura della teca a distanza (a seguire il procedimento è guidato già oggi da una voce registrata sul defibrillatore stesso).
    In questo modo la colonnina sarebbe ancora più utile, in quanto utilizzabile anche per emergenze sanitarie non cardiache (malori, cadute) e lo strumento sarebbe un po’ più al sicuro, in quanto non “prendibile” se l’operatore sanitario non sblocca la chiusura a distanza.

    • Lo scopo dei defibrillatori installati a uso pubblico è garantirne l’immediato utilizzo. La necessità di dover chiamare l’operatore per “aprire” il contenitore purtroppo rallenta molto le necessità immediate che potrebbero esserci. Inoltre, aumenta la possibilità di errori o problemi. Non è così facile mettere un meccanismo di apertura a distanza. Servirebbe magari un codice da digitare e anche in questo caso si potrebbe perdere tempo o potrebbe avere un guasto. Secondo me la soluzione attuale è la migliore, purtroppo viviamo in una società in cui valori come il rispetto degli altri o delle cose comuni è ai minimi storici, anche perché, duole dirlo, non si impone più neppure questo rispetto, si tollera continuamente di tutto.

  4. spero come minimo che gli venga data la pena di ricomprarne uno nuovo… altrimenti siamo proprio un Paese alla frutta!!!

  5. non gli faranno niente…diranno che é un disadattato e quindi lasciato libero. Lo ripagherá? ma va la…l

  6. Quanto costa? Mille euro? Bene, paghi 1000 euro + le spese per il disservizio. A lavorare.

  7. Stiamo pagando purtroppo a caro prezzo il lassismo, il buonismo e
    la continua tolleranza su tutti i fronti. Perfetto ….va bene cosi’ !!

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