no tav in stazione a saronnoSARONNO – Doppio appuntamento “No Tav” nella citta degli amaretti: stasera alle ore 21 in via Maestri del Lavoro alla Casa del Partigiano si terrà l’incontro “No all’accusa di terrorismo per i 4 no tav” con interventi e testimonianze dalla Valsusa e dagli avvocati mentre domenica 20 alle 15 in Piazza Aviatori d’Italiaè previsto un presidio.

La doppia iniziativa è stata presentata su Facebook con una breve nota:

“Dal’11 dicembre sono riprese le udienze del processo di appello per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, i 4 compagni No Tav arrestati e processati per un’azione contro il cantiere TAV di Chiomonte la notte tra il 13 e 14 maggio 2013.

In primo grado i quattro, condannati per il danneggiamento, furono assolti dall’accusa di terrorismo, che i pm avevano gettato loro addosso. La Procura Generale di Torino tuttavia sembra non voler rinunciare all’assurda persecuzione nei loro confronti e, ricorrendo in appello, prova per l’ennesima volta a far condannare Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò per terrorismo. Una vera ossessione, quella della Procura torinese nei confronti dei No Tav, il movimento di lotta più forte oggi in Italia, esempio e simbolo praticamente in tutto il mondo, da tempo oggetto delle attenzioni della magistratura. Questo accanimento, però, non è solo il frutto delle ostinazioni di un singolo giudice o di una singola procura.
Da molto tempo si stanno inasprendo le leggi finalizzate ad annullare ogni forma di conflitto sociale; fogli di via vengono emessi in quantità sempre crescente che vanno a colpire compagni che lottano per il diritto alla casa o solidarizzano con immigrati in fuga da guerre promosse dall’occidente. La facilità con cui lo stato etichetta come atti di terrorismo semplici manifestazioni di dissenso è estremamente preoccupante, ancora di più adesso che la guerra sembra allungare le sue ombre ovunque.

État d’Urgence! È questo il grido di battaglia dei governi. Lo Stato d’emergenza a tempo indeterminato instaurato a Parigi, consente di proibire e reprimere duramente anche una semplice manifestazione di dissenso sulle politiche industriali e le sue ricadute sul clima. Se poi il dissenso diventa, come in Val Susa, resistenza popolare, rivendica le proprie pratiche e afferma un senso di giustizia come qualcosa di più profondo della Legge, allora si esige a gran voce la punizione esemplare, logica conseguenza della pesante accusa.

Se i giudici del processo di primo grado non hanno accolto tale richiesta, rigettando l’accusa di terrorismo, ciò è dipeso anche dalla solidarietà attiva e diffusa manifestata nei confronti dei quattro imputati. Restituiamo al mittente la reiterata accusa di terrorismo, ribadiamo la nostra piena solidarietà ai quattro No Tav, consci del fatto, peraltro, che se i giudici d’appello dovessero condannarli per terrorismo, più forte sarebbe la posizione di coloro (governo, banche e confindustria) che vogliono spazzare via ogni opposizione territoriale e sociale attraverso l’utilizzo di leggi d’emergenza infinite, restringimento delle libertà individuali e collettive, criminalizzazione e polizia.

(foto archivio)

18122015