pierluigi gilli  (2)SARONNO – Pubblichiamo integralmente la lunga nota firmata dall’ex sindaco ed ora capogruppo di Unione italiana Pierluigi Gilli sul consiglio comunale di martedì 22 dicembre.

Ultimo Consiglio Comunale dell’anno, con finale da cui astenersi.
Una seduta di per sé inutile, con un paio di atti dovuti (la forza propositiva della green Administration sta ancora riscaldandosi, come un primitivo motore diesel) e – pietra dello scandalo – una mozione di Forza Italia per intitolare una via o un altro luogo pubblico alla memoria di Valeria Solesin, la giovane ricercatrice italiana perita nel recente attentato a Parigi. Valeria Solesin, come spiegato dal presentatore consigliere De Marco, quale simbolo della gioventù d’Europa, della generazione Erasmus, della prima generazione europea, delle vittime innocenti del terrorismo. 
Credo di averne bene inteso lo spirito: ricordare, nella ragazza italiana, un simbolo di portata generale, di totale, solidale, umanissimo rispetto per tutte le vittime, un mònito a non dimenticare le stragi che affliggono il nostro tempo, in cui stiamo vivendo, secondo le parole del Papa, una terza guerra mondiale non dichiarata.
Ho ascoltato con crescente disagio ed imbarazzo i distinguo dei vari oratori susseguitisi, tutti – a parole – commossi e preoccupati per gli effetti del terrorismo, ma con sfumature irrinunciabili, che impedivano loro di approvare una consimile mozione.
Dalle obiezioni formali (“è contro la legge intitolare una strada a chi sia deceduto da meno di dieci anni” – vera, ma aggirabile con l’intitolazione di altro luogo pubblico), a quelle sostanziali: “non si combatte il terrorismo con il ricorso alle armi, ma col dialogo e con la diplomazia”; “ci sono stati molti altri episodi di terrorismo, di cui non parla più nessuno; non ci si può limitare a questo”; “non si deve usare l’immagine di questa ragazza, ma ricordare tutte le vittime del terrorismo, senza fotografie”; “questa è solo l’ultima strage, se ne accadono altre non possiamo trasformare le strade in un cimitero per ricordare tutti: meglio essere generici”.
Neppure una sospensione della seduta per permettere ai capigruppo di trovare un accordo è stata sufficiente: si è passati alla votazione, con un esito surreale: tutti astenuti, dalla Lega triumphans, al SAC, al PD, a [email protected], ai Pentastellati; a favore, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Unione Italiana.
Ho l’impressione che cinici calcoli pseudopolitici e rivendicazioni della propria preponderanza abbiano fatto perdere la bussola e segnato irrimediabilmente l’immagine del Consiglio Comunale [“la Lega assicura che garantisce l’unanimità del Consiglio su un argomento come questo” ha tuonato il suo Segretario cittadino della Lega: inquietante che l’unanimità debba essere garantita (???) da un partito; se i suoi alleati sono trattati da comparse, l’opposizione è libera di comportarsi come meglio crede, anche con posizioni differenziate].
Ho tentato invano di ricordare quale sia il valore dei simboli; dietro il volto di una giovane italiana tragicamente scomparsa non potremmo che leggere il dolore, la tragedia, lo strazio di tutte le vittime del terrorismo, così come dietro il tricolore riconosciamo l’Italia, dietro lo stemma municipale riconosciamo il Comune di Saronno, la comunità saronnese, dietro il ritratto del Capo dello Stato riconosciamo l’unità italiana, dietro il Partenone l’idea di democrazia.
Viviamo in un mondo di simboli, di esempi: il Milite Ignoto assomma in sé le centinaia di migliaia di caduti per la Patria; una stella di Davide su un’uniforme da carcerato rappresenta sei milioni di Ebrei periti nell’Olocausto; la Croce rappresenta il sacrificio salvifico per i cristiani e una bimillenaria cultura anche per i non credenti; e così via….
Per un simbolo (dal greco sumbállō “metto insieme” o súmboulos “volere insieme, consigliere”) ci sono state guerre: la lotta per le investiture, l’iconoclastia…. Perché il simbolo rappresenta un concetto tramite un’immagine, un gesto per tutti comprensibile e riconoscibile, quasi come un ideogramma.
Valeria Solesin – in questo momento e in futuro – può rappresentare bene e in modo unanime tutte le vittime del terrorismo della nostra epoca, innocenti ed incolpevoli, in quanto tradite da un fato imprevedibile e casuale, frutto dell’odio inesausto di qualcuno violento: un simbolo, appunto, non culto della persona.
Del terrorismo, sottolineo; ma anche questo non è un concetto (un disvalore) univoco; il sostantivo, da solo, non basta; occorre un aggettivo che lo qualifichi; quanti tipi di terrorismo, diversamente originati, diversamente orientati, si sono manifestati nella storia? Tribale, etnico, religioso, politico, militare, chimico, finanziario, psicologico, interno, internazionale, sociale, rivoluzionario, reazionario…..
Oggi, nel nostro tempo, patiamo il terrorismo di origine islamica, una deformazione regressiva di un culto. 
Da esso, le tragedie degli attentati a tradimento, che ormai è quasi impossibile enumerare; ed anche la tragedia di una guerra mostruosa, che getta appunto nel terrore migliaia di persone, costrette a sradicarsi dalle proprie terre, a perdere il focolare, la propria identità, la propria storia, i propri beni ed a percorrere le strade incerte e difficili dell’esilio.
I due lati della medaglia, morti innocenti e popolazioni ridotte alla fuga, che simbolicamente si sarebbero riuniti, con particolare significato per noi Italiani, nel ricordo di una giovane vita, generosa e incline alla compassione, spezzata dalla stessa forza brutale e cieca che ruba l’identità ad interi popoli inermi.
Con l’astensione strabordante, che – con variegati mal di pancia – ha unito la maggioranza formale leghista (Lega e SAC) alla minoranza (PD, [email protected], Movimento Cinque Stelle) contro la solitaria eccezione di Forza Italia, Unione Italiana (opposizione) e Fratelli d’Italia (maggioranza), tre in tutto contro ventuno, hanno vinto l’ignavia e le gelosie pseudopolitiche. 
Peccato; un Consiglio Comunale serio non si sarebbe perso in tatticismi, che hanno preso il posto del coraggio. Ha prevalso il politichese di chi (la Lega) ha temuto di vedersi scippare un argomento-cavallo di battaglia da un partito portatore di voti tradito e concorrente; da chi ha esordito con retorico pacifismo-irenismo; da chi non ha rinunciato alla propria istintiva pretesa di essere più solidale, più etico, più sensibile degli altri (pretesa che riaffiora istintiva come un corpo separato non appena si toccano argomenti di cui si suppone di avere il monopolio e la primogenitura); di chi si è rinchiuso in sterili e contorti bizantinismi defatiganti, con tratti iconoclastici.
Una brutta pagina, scritta nell’ormai abituale mutismo di un Sindaco, di cui non si conosce il pensiero, ma solo il silenzio.
Che sia comunque un buon Natale, di pace, di consolazione e di misericordia anche per chi è nel lutto dovuto al terrorismo dei nostri tempi. 
Ci penseremo privatamente, anche senza pubblici simboli. Anche a costo di fare la figura del grillo parlante (quello di Collodi, l’originale, beninteso, senza riferimenti ad odierne improbabili omonimie).  

12 Commenti

  1. non è stata scritta una brutta pagina. la mozione presentata era ingiustificata e i tre favorevoli se ne facciano una ragione. non mi risulta che a saronno esista una via dedicata a mons. ugo ronchi (il palazzetto è un’opera parrocchiale)

  2. Come direbbe qualcuno…
    CHEFFIGURADIMMERDA
    per maggioranza e opposizioni che si sono astenute ovviamente…le stesse che votano la medesima mozione tal quale in regione ma che faticano a votarla in un consiglio comunale perchè la propone una opposizione scomoda…

  3. ridimensionato a produrre noiosi e lunghi esercizi retorici.
    Grandi i leghisti,!per anni si sono presi dei paesanotti ignoranti ed ora si rivelano fini strateghi che parlano il politichese.

    Sarà un Natale felice e spassoso.

  4. Augurando Buon Natale a tutti:

    Solesin: Maroni, intitolero’ sala palazzo Regione a Valeria
    martedì 24 novembre 2015

    ZCZC
    AGI0108 3 CRO 0 R01 /

    (AGI) – Milano, 24 nov. – “Ho deciso di intitolare una sala del
    palazzo della Regione a Valeria il prossimo 13 dicembre, a un mese
    dagli attentati”. A dirlo e’ il presidente della Regione Lombardia
    Roberto Maroni, nell’aula del Consiglio regionale, durante la
    commemorazione delle vittime degli attentati di Parigi in cui ha
    perso la vita anche la giovane italiana Valeria Solesin. “Il suo
    esempio deve restare vivo in tutti noi”, ha aggiunto il governatore.
    (AGI)
    Mi4
    241114 NOV 15

    A cui replicava la famiglia Solesin.

    Milano, 13 dic. (AdnKronos) – I familiari di Valeria Solesin ringraziano il presidente lombardo Roberto Maroni e la Regione Lombardia che hanno deciso di intitolare una sala della Regione a Valeria Solesin, l’unica vittima italiana degli attentati terroristici di Parigi. Cerimonia di intitolazione avvenuta questa mattina, a Palazzo Lombardia, a cui la famiglia della giovane ricercatrice ha voluto partecipare inviando un messaggio.

    “Siamo commossi ed onorati – si legge – di questa iniziativa in ricordo di nostra figlia e delle altre vittime di quella terribile giornata. Il nostro pensiero si rivolge ai genitori ed ai congiunti di tutte quelle donne e di quegli uomini la cui vita è stata crudelmente spezzata. Ci accomuna un grande dolore che vorremmo nessuno dovesse più provare. Ringraziamo la Regione Lombardia e il presidente Maroni per la partecipazione e la comunanza che ci manifestano. Con sincera gratitudine Luciana Milani e famiglia”.

    A SARONNO ABBIAMO I LEGHISTI AL CONTRARIO
    O FORSE I LEGHISTI DELLA REGIONE SON DIVERSI DA QUELLI SARONNESI

    • O forse Maroni è il presidente della Regione e non è il consiglio regionale.
      Forse il Sindaco potrebbe decidere una intitolazione senza coinvolgere il consiglio comunale in lunghe e infruttuose discussioni.
      Forse.
      O forse tra un anno nessuno più si ricorderà di Valeria.

      • In effetti, non avendo altro da fare, il sindaco potrebbe.
        É un sindaco a tempo pieno, giusto?
        E non per scelta volontaria.

        Proprio a ricordare serve intitolare qualcosa a qualcuno, spesso lo si fa per benemerenza, alcun volte per far si che sia un monito…

  5. Ma per una volta, una volta sola potete lasciare tranquilli i morti innocenti? Solesin non era una martire, non un’eroina da eleggere a simbolo come voi volete. Si parla di una ragazza morta innocente mentre voleva vivere la propria vita. Tutto qui. La retorica delle dediche facili è così asfissiante da togliere respiro a chi, in nome della sobrietà e della misura, non le condivide.
    E’ solo un’altra operazione ideologica, come quella della dedica della Biblioteca Civica alla (pur brava giornalista) Oriana Fallaci. Intanto il compianto prof. Nino Villa attende ancora che, tra una Biblioteca Oriana Fallaci e una Via Josè Maria Escriva Balaguer, la sua città si ricordi di lui.

  6. Il problema di questa mozione è la primogenitura… Essendo stata proposta da quei cattivoni di Forza Italia (quel partito portatore di voti tradito e concorrente) non poteva passare liscia e serena.
    Così i baldanzosi Bravi legaioli l’hanno fatta pagare per l’ennesima volta, desiderosi di quel riscatto (sociale?) di cui tanto sentono il bisogno…
    Io quel che ho ascoltato è stato un susseguirsi di motivazioni tristi e scialbe, davanti alla morte non si deve fare alcun distinguo.

  7. PASTICCIONI e DEMAGOGHI
    Intanto: NON “avvenuto a Parigi venerdì 12 novembre” ma corretto a mano “… Parigi venerdì 13 novembre”
    https://ilsaronno.it/2015/11/18/mozione-forza-italia-intitoliamo-una-via-o-una-piazza-a-valeria-solesin/
    continuando a leggere il documento protocollato in Comune alla fine si legge ( e NON può essere che Saronno decida per Varese): “dedicare un Giardino, una Piazza o un luogo di cultura della Città di Varese” invece di “della Città di Saronno” , questo per quanto riguarda i pasticci di copia ed incolla e la poca memoria di un fatto accaduto solo un mese fa il 13 nov, da parte del partito proponente.
    Demagoghi invece quando vogliono sfruttare il nome della povera Soresin, una bravissima ragazza ma forse non ancora come si legge alla fine “simbolo della cultura italiana all’estero e di solidarietà sociale” visto che era ad un concerto Rock col fidanzato dove bere qualche birra con gli amici e divertirsi, nulla più. Poi inserire sfruttando la povera vittima la chiamata alle armi ed alla guerra santa (che aborra anche il Papa) con quel passaggio: “che sia ormai di estrema necessità e urgenza un intervento sia Europeo sia di tutta la comunità internazionale per aumentare il tasso di sicurezza dei nostri Paesi e per risolvere alla fonte il problema del terrorismo internazionale;”, passo col quale sappiamo annche Gilli è daccordo visto il suo blog subito dopo l’attentato di parigi “armiamoci e partite”; “che il terrorismo internazionale debba essere combattuto anche sul piano sociale e culturale oltre che con azioni internazionali militari” sembra proprio un becero sfruttamento della tragedia a scopo politico.

  8. Anonimo, sei stato smascherato, Ritirati con rassegnazione e fai penitenza, non continuare a blatterare per niente. O forse e’ il tuo miglior passatempo!!!!!

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