alfonso indelicato SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Alfonso Indelicato, capogruppo Fdi e Ernesto Credentino referente della sezione cittadina in merito alla giornata della memoria. 
Il prossimo 27 gennaio cade la ricorrenza della commemorazione delle vittime dell’Olocausto. E’ una ricorrenza internazionale ed anche italiana (da noi istituita con la L. 211/2000) giustamente dedicata a una tragedia che ha pochi eguali nella storia dell’umanità.
L’art. 1 della legge 211 correttamente definisce il 27 gennaio “data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz” e non della “liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa”, come oggi si sente spesso affermare. Ciò perché attribuire intenti liberatori all’Armata Rossa è quanto meno azzardato, considerando che lo scopo dell’esercito sovietico altro non era che quello di sostituire una dittatura crudele (quella nazista) con una altrettanto crudele (quella sovietica).
Ciò precisato, e considerate le polemiche saronnesi di questi giorni, si impone una riflessione sul possibile utilizzo della storia per finalità politiche.
Da cosa si può distinguere una manifestazione che celebra un evento per mantenerne viva la memoria  nel tempo e magari cercare di scongiurarne il ripetersi in altra forma, da una che approfitta della ricorrenza per ottenere un tornaconto politico?
Da tante cose.
Per esempio, in questo secondo caso viene quasi sempre a costituirsi  una sorta di casta sacerdotale che presiede ai riti celebrativi, con ripetitività di gesti e parole e relativa indifferenza per i contenuti: si tratta in fondo di una particolare forma di professionismo. Si pensi alla annuale commemorazione dei morti nella strage alla stazione di Bologna: tutti sanno che i due condannati in galera per questo delitto sono innocenti (per quanto colpevoli di altri efferati crimini), eppure la salmodia che si ripete ogni anno li pretende colpevoli, e il rappresentante del governo cui tocca partecipare alla cerimonia viene di volta in volta applaudito oppure insultato a seconda del partito cui appartiene, non di ciò che dice dal palco. 
Ancora per esempio, se la celebrazione prevede un corteo, verosimilmente si grideranno degli slogan. Se questi ultimi tenderanno a trascendere i contenuti della manifestazione allargando il tiro ad altri bersagli, e se vi parteciperanno le sigle più disparate e che poco o nulla hanno a che vedere con l’evento storico sul tappeto, ebbene questi sono solidi indizi che il contenuto della manifestazione è una scusa, un pretesto, al più un’occasione.
Se, inoltre, la tesi che si sostiene durante la manifestazione (viva Tizio! Abbasso Caio!) viene in altra occasione ma dalle medesime persone rovesciata come un guanto (abbasso Tizio! Viva Caio!) anche questo è il segnale che gli intenti dei manifestanti erano altro da quello che questi dichiaravano. Con riferimento al Giorno della Memoria, si rifletta sul fatto che gli ebrei, da povere vittime quando si mette nel mirino l’odiato nazifascista (che sia davvero tale o no), si trasformano a loro volta in sterminatori dai tratti nazistoidi quando scocca l’ora del peana filo palestinese. 
Infine e tutto ciò considerato, poniamo una domanda: se un assessore riceve su appuntamento il rappresentante di un’associazione, e improvvisamente vede il proprio ufficio riempirsi degli inattesi rappresentanti di altre associazioni (fra le quali gli highlanders dell’Anpi), e questi sono colà presenti perché invitati da funzionari compiacenti, e chiedono all’assessore di “collaborare” al proprio pacchetto di iniziative per il Giorno della Memoria senza accettare neppure di discuterne i dettagli, e al diniego opposto (non certo per il merito, ma per il modo) scatenano sulla stampa locale i partiti loro referenti, tutto questo sembra dettato da sincero interesse per la Giornata della Memoria o ha piuttosto l’aspetto di una ben orchestrata trappola politica?
Ai posteri, anzi ai cittadini saronnesi,  la non ardua sentenza. 

01012015

24 Commenti

    • Scusi Sig. Filippo, ma le foibe hanno la loro ricorrenza (“Giorno del ricordo”, 10 febbraio), che va celebrata come quella che ricorda l’Olocausto. Io credo che tutte queste tragedie vadano ricordate senza fare graduatorie o confronti, e soprattutto senza farne l’occasione per una lotta contro questo o quel partito. Questo era il senso del mio intervento. Se poi sono stato un po’ troppo circostanziato, è perché ci tenevo ad esserlo, perché in verità sono stanco di vedere tanti soggetti che non hanno titolo fare la morale col ditino alzato.
      La saluto.

  1. L’ampi ha solo trovato un modo di fare polemica politica e di apparire un po sui media …perfettamente d’accordo con lei!

    • ANPI non ampi. ANPI, ANPI,ANPI scrivilo cento volte così magari lo capisci!! Sono due mesi che sbagli a scrivere!

  2. Troppa “strumentalizzazione” da parte della sinistra: questo è il termine esatto!

  3. Egr. sig. Indelicato, cosa si allora? Si cancellano i 6 milioni di ebrei, gli innumerevoli zingari o e omosessuali trucidati dei campi di sterminio? Non trascuriamo gli italiani dissidenti di allora tra cui anche cittadini di Saronno! Forse la soluzione più ovvia la dovrebbe “inventare” l’Amministrazione Comunale prendendo la decisione di coordinare le manifestazioni nel giorno della memoria assumendone il patrocinio, così si eliminerebbero le trappole politiche!

  4. Quindi per evitare di doversi sottomettere alla cosidetta “casta sacerdotale” dei riti celebrativi che “chiede di collaborare al proprio pacchetto di inziative” l’amministrazione si defila di fronte alla portata dell’evento celebrato a livello internazionale e riconosciuto da una legge Italiana che ne segnala la celebrazione da parte della Repubblica. Eventuali slogan durante la manifestazione diventano più importanti del senso della stessa ricorrenza. A pretesto si prendono eventuali discordanze di giudizio verso gli ebrei (che non sono stati gli unici ad essere sterminati dalla follia Nazifascista) del passato con quanto avviene attualmente nel territorio palestinese, come se non si possa in modo netto distinguere le due cose invece cosi’ distanti e diverse per contesto storico e temporale.
    Invece di defilarsi col pretesto di eventuali complotti politici l’amministrazione prenda in mano le redini della ricorrenza coordinandola al meglio per contribuire in modo attivo affinchè non venga percepita solo come una serie di manifestazionin di parte ma come la giornata della fine di un incubo che, purtroppo, con sempre maggiore intensità pare voglia riaffiorare dalle proofondità della storia.

  5. Signor Indelicato, lei doveva fare lo scrittore di fantascienza…. I suoi articoli sono da extraterrestre. A essere buoni

  6. Se tanta e tale è la paura per una presunta strumentalizzazione della Giornata della Memoria, avrebbe potuto provvedere la stessa Giunta ad organizzare per tempo la celebrazione della ricorrenza.
    Ma evidentemente non se ne sentiva la necessità.

  7. Il solito pistolotto di Indelicato, parole parole parole senza arrivare ad una conclusione.

  8. Ma vi siete messi in due per dire cosa?
    Che il “giorno della memoria” e’ falso perche’ i Russi non volevano liberare i deportati ma sostituire la dittatura( solo quella di Hitler di quella italiana meglio sorvolare) infatti hanno fatto tornare in Italia solo quelli che si dichiaravano comunisti …..
    Che gli ebrei hanno subito imparato la lezione e ora sono loro gli “sterminatori”
    Che la strage di Bologna ……
    Che un assessore vuole incontrare solo un gruppo e non altri e che tutto quanto e’ colpa e’ di “funzionari compiacenti”…..
    La nota non dice che l’assessore non aveva previsto iniziative per “il giorno della memoria” perche’ alla maggioranza non interessa almeno sarebbe stato onesto.
    Spiace molto ammettere che questa nota e’ quanto di peggio mi sarei potuto aspettare ora capisco il signor Indelicato quando diceva di essere in sintonia con la Lega.

  9. certo che voler cambiare la storia per far dimenticare gli errori commessi dalla destra è veramente disgustoso.

  10. …speriamo di liberarcene presto: ho qualche dubbio che avrebbe preso la sufficienza in italiano, per qualità dei contenuti e sintassi

  11. Riassumo le critiche alla nota scritta insieme a Ernesto Credendino e rispondo:

    Sono favorevolissimo a celebrare la ricorrenza del 27 gennaio. Una decina di anni fa partecipai ad una rievocazione della Shoah tenutasi presso l’auditorium San Luigi di Garbagnate Milanese, organizzata dall’amministrazione comunale, che era di sinistra. Presente il sindaco, una gentile signora. Presente un’altra signora, reduce dal campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Mi pare fosse Liliana Segre, ma non ne sono sicurissimo (partecipo a tanti convegni, e poi non ho buona memoria). Il mio compito era quello di fare l’introduzione storica al fenomeno delle persecuzioni razziali in Italia e alle deportazioni, cosa che feci. Ricordo che ebbi, dalla folta platea, applausi e qualche fischio. Ricordo anche che la signora reduce dal campo, quando fu il suo turno di parlare, dichiarò che “si era riconosciuta perfettamente” in quanto avevo detto.

    Non sono sicuro che le associazioni protagoniste dell’incontro con l’assessore Castelli sarebbero contente se la giunta comunale si rendesse protagonista delle manifestazioni de 27 gennaio. In ogni caso è un’osservazione o una richiesta che va indirizzata alla giunta o al sindaco, non a me.

    Trappola o non trappola? Giudichi il lettore. L’assessore Lucia Castelli, pur non essendo iscritta a FdI, era inserita nella lista elettorale del mio partito. E’ stata nominata assessore. Nonostante tutto questo, quando desidero parlare di persona con lei (finora è accaduto una volta sola) le telefono per fissare un appuntamento. La Castelli consulta l’agenda e me lo fissa. Arrivo, busso alla porta del suo ufficio e, a un suo cenno, entro. Non mi permetterei di entrare non invitato. Non mi permetto di considerare un mio diritto (pur essendo consigliere) entrare in ogni ufficio del Comune quando mi aggrada.

    Sono uno “scrittore di fantascienza” e commetto errori “di contenuto e di sintassi”? Può darsi. In questo caso sarei grato se tali errori mi fossero segnalati, onde potermene emendare.

  12. Nella trappola politica è finita la nostra città di Saronno che è finita nella mucillagine verde e che ora inizia a pagarne le conseguenze economiche e in reputazione.
    Mentre centinaia di città si impegnano per ricordare delle morti assurde.. i politici di destra a Saronno parlano di trappole politiche?? Ecco perchè la politica fa più danni e ci vorrebbe solo una gran bella dose di ragione e logica.

  13. mamma mia! abbiamo trovato un Gilli bis se possibile ancor più prolisso. Almeno l’Avv. Gilli scrive cose interessanti e di piacevole lettura, ma questo qui…..

  14. Gentile Indelicato, io riconosco nelle sue prese di posizioni onestà intellettuale e profondità di pensiero. Faccio fatica però ad accettare il taglio che lei ha dato a questo intervento, costruito quasi tutto su rimandi a questioni che poco c’entrano con quei sei milioni di morti.
    Non c’entra la strage di Bologna, non c’entra Israele ( io, per inciso, ritengo intoccabile lo Stato di Israele).
    Quanto all’Armata Rossa, il pensiero mi va alla descrizione che La Tregua di Primo Levi (uno che era lì sul posto!) da dei “quattro giovani soldati a cavallo” della pattuglia russa che giunse per prima a quei cancelli e vide.
    “Non salutavano, non sorridevano; apparivano oppressi, oltre che da pietà, da un confuso ritegno che sigillava loro le bocche…”
    Non era tanto l’Armata Rossa ai cancelli di Auschwitz, come non era solo o tanto la 3^ Armata americana a quelli di Mauthausen. Erano esseri umani, giovani russi e giovani americani che sentivano “la vergogna ..che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altri.e gli rimorde che esista”.
    Nel caso nostro, rimorde che ci si possa perdere in lotte settarie e meschine quando sei milioni di morti vorrebbero forse solo un vostro e nostro pensiero comune.

  15. Gentili Anonimo, Un altro saronnese, Anonimo e Cartesio,

    Se c’è una cosa che ho detto fin dal principio, e ripetuto più volte, è che per me non è in discussione la celebrazione in sé, ma il come e il perché la si vuole fare. Ma mi pare che questo particolare sfugga sempre: gli interventi che ho letto (qualcuno escluso) fanno pensare più alla presenza di una squadretta di persone che eseguono indicazioni comuni piuttosto che a una volontà di dialogare in modo raziocinante.
    Me ne farò una ragione, saluti cordiali a tutti.

    p.s. per il Sig. Cartesio:

    nell’armata rossa ci saranno stati anche più di quattro “giusti”. Ma da qui a parlare di “liberatori” il passo è lungo. Certo hanno liberato i poveri superstiti di Auschwitz, per i quali sono stati dei salvatori. Molto meno, ad esempio, lo sono stati per la popolazione civile della Germania tra il ’45 e il ’46 (negli ultimi mesi di guerra e poi a guerra finita). Ma questa è una pagina storica che non è oggetto di celebrazioni. Anzi, che quasi nessuno conosce. Le invio, qualora La interessi, il seguente link:
    https://www.youtube.com/watch?v=P0VFATZfm6I

    ancora saluti

  16. tra l’altro il nostro acculturato scrittore fa finta di non ricordare quanti milioni di russi sono morti per combattere i nazifascisti, che se fosse crollato il fronte orientale forse sarebbe crollata anche l’Europa occidentale.Per quanto riguarda le foibe, mi pare di ricordare che i reparti speciali con le camicie nere in Jugoslavia, Albania e Grecia non siano stati da meno delle SS, e tra questi disgraziati c’erano anche qualche saronnese: questi comportamenti sono stati concausa della reazione successiva?. O questo preme scordarlo?

    Tra Gilli e questo non c’è partita…

  17. Sarà volato in alto 🙂
    Evviva i colombi, i piccioni…
    E il dibattito politico. Evviva la discussione e la libertà di poter esprimere le proprie idee (giuste o sbagliate, quello è soggettivo)

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