itis riva rimpatriata SARONNO – Venerdì 26 febbraio si sono trovati a cena in un ristorante di Origgio, dopo 32 anni, i diplomati della 5^ E/1 dell’Itis G. Riva di Saronno.

Ecco il resoconto della serata firmato da Roberto Zanarotti, uno dei partecipanti.

“SARONNO – Venerdì 26 febbraio si sono trovati a cena in un ristorante di Origgio, dopo 32 anni, i diplomati della 5^ E/1 dell’ITIS G. Riva di Saronno.

Ecco il resoconto della serata firmato da Roberto Zanarotti, uno dei partecipanti.

“Trentadue anni cambiano profondamente i lineamenti e anche il fisico si trasforma non poco, ma pochi minuti sono stati sufficienti per riconoscere gli occhi, le espressioni e le voci. Forse perché a cinquant’anni si diventa più sensibili ai moti dell’anima, il desiderio di salutarsi con grandi abbracci è stato più forte dell’iniziale imbarazzo.

Ritrovarsi è stato frutto di ricerche tradizionali fatte con tante chiamate telefoniche. L’uso di Social Network non aveva dato esiti, evidentemente essendo noi nati a metà degli anni Sessanta non siamo avvezzi a mettere in mostra i nostri dati sensibili in rete. Ma comunque ci siamo trovai tutti, o quasi. Appena seduti al tavolo i visi si sono riempiti di gioia per la possibilità di essere nuovamente tutti in gruppo. Ci siamo scoperti genitori di figli ormai grandi, solo pochi hanno ancora bambini piccoli. È venuto fuori uno spaccato storico della nostra comunità, con non poche belle sorprese. Prima di tutto tanti figli, mediamente due e tantissimi tre figli, Giovanni ha due gemelli. Alcuni di questi già lavorano, la maggior parte sono avviati a lunghi percorsi universitari.

Venendo a noi compagni: Mario dopo il lavoro scrive romanzi e due libri sono già stati pubblicati. Maria scrive poesie e dipinge. Giovanni e Fiorenzo sono piccoli imprenditori nel settore caldaie, Roberto è agente di commercio per la stessa azienda elettromeccanica per la quale un altro Roberto, del gruppo, ha girato per anni per l’Italia a fare il relatore in seminari destinati ai progettisti elettrici. Paolo vende case e dice che il 2016 è iniziato bene. Pierdomenico lavora per un’azienda che fa Crash Test, si commuove certificando la distruzione a regola d’arte di auto da decine di migliaia di euro. Claudio suona ancora la chitarra e invece Ambrogio non più, anche se vorrebbe, perché vende bruciatori e fa tantissimi chilometri in auto tutte le settimane. Massimo non tifa più la squadra del cuore anzi proprio non si interessa più di calcio, un cambiamento impensabile, inimmaginabile. Siro è diventato un runner, percorre 12 chilometri al giorno. Dario si è presentato con l’orecchino, l’unico di noi, ed era il più secchione. Pasquale ha lavorato all’estero, adesso è rientrato e fa assistenza per i distributori automatici, Rosaria è rossa e balla un tango da applausi. Ci sono solo tre laureati, forse perché alla fine degli anni Ottanta, quando ci siamo diplomati, ancora c’erano buone opportunità di lavoro, per un soffio perché da lì a poco l’economia avrebbe rallentato fino alle attuali difficoltà, passando attraverso mani pulite e l’uscita di scena della vecchia politica (almeno si dice sia così).

Tra di noi ci sono tre ragazze che sono state tra le prime presenti in un istituto tecnico. Oggi la presenza femminile nelle specialità tecniche è numerosamente equivalente a quella maschile ma a metà degli anni 80, Rosaria, Maria e Angela erano veramente eccezioni che hanno contribuito a ad inserire le donne tra i quadri e i dirigenti delle grosse e piccole realtà industriali del nostro paese.

La cosa più forte di tutta la serata è stata la commozione che non credo si esaurirà velocemente anche perché da due giorni il nostro neonato gruppo su WhatsApp si è riempito di centinaia di messaggi, come se la cena di venerdì non si fosse ancora conclusa nonostante i lunghi abbracci finali.”
29022016