28062015 patronale saronno 60esimo centemeri incendio pallonecentemer (36)SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo, grazie alla collaborazione della redazione de “L’aria che tira in Cassina” una lettera aperta dell’ex prevosto monsignor Angelo Centemeri

Carissime,
è l’otto marzo. Torna questa giornata che ha avuto origine da una tragedia che ha travolto tante donne. È giusto che sia dedicata a onorare tutte le donne. Ma perché continuano le violenze contro di loro, e in particolare proprio in ambito famigliare? Perché continua il conflitto tra donne e uomini e non cresce la stima per la bellezza, la bontà, l’intuito, le capacità di cui sono dotate? Perché si pensa di eliminare le differenze invece di aiutare a valorizzarle nel rispetto delle diversità, perché si completino e ne risulti una ricchezza interiore sempre più grande, da comunicare a tutti?
Occorre cambiare, educarsi all’accoglienza, a riconoscere che siamo un dono reciproco, per aiutarci a costruire insieme, stimandoci. Non basta il piccolo gesto di questo giorno, ci vogliono tanti piccoli gesti quotidiani per vivere il misterioso rapporto tra bellezza e bontà, tra sacrificio e dedizione, e questo da entrambi le parti, non da una parte sola. Si deve onorare ogni persona così si manifesta il grandioso progetto del Signore che ci ha “creati a sua immagine, maschio e femmina”, per volerci bene, avere dei bimbi e formare una famiglia, per una gioia senza fine.

Quando vedo le nostre donne anziane leggo sulle loro mani, sui loro volti tanta dedizione, tanta pazienza delle lunghe attese, tanto lavoro, tante fatiche, gioie e ansie.
Ho visto un giorno scendere una lacrima sul volto di una mamma, ormai immobile nel suo letto. Un fatto fisiologico? O il cumulo di tante fatiche e di tanto amore che ora si manifesta così? Nel mistero della grandezza della donna che tutto trasforma in una forza di amore.
Ho visto mani che accarezzavano un volto rugoso che si spianava in un sorriso, mentre gli occhi tornavano luminosi. Ho visto quanto balsamo di consolazione veniva da piccoli gesti, da nascoste attenzioni che dicevano, senza parole: “Ti voglio bene, sei importante per me. grazie!”
Ho visto, ed ho imparato.

Di questo abbiamo bisogno. Non abituiamoci alle brutture, non rendiamo freddo lo sguardo, guardiamo in faccia la realtà ma con un occhio che sa capire, che sa riconoscere un bisogno e intuire una qualità. Dagli occhi, alla mente e al cuore, così la donna e l’uomo si comprendono e diventano una cosa sola. Possiamo togliere le prepotenze e le strumentalizzazioni iniziando dai nostri gesti di tutti i giorni, sinceri, cordiali, positivi e costruttivi. È proprio una debolezza questa o è la vera forza che, prima o poi, insegna, cioè lascia un segno e cambia i cuori? Anche l’acqua che scorre con dolcezza e costanza è capace di scavare le pietre, di levigarle e renderle splendenti.

È il mistero della sofferenza e del dolore che diventa forza di amore. Così ci ha insegnato il Signore Gesù. perché non imparare da Lui? Vi ricordate? Quanta stima ha avuto per le donne, quale delicatezza e nello stesso tempo quanta esigenza di bene. Gesù ha visto ed ha compreso i gesti di amore tanto da affidare a loro la prima testimonianza della sua risurrezione alla vita nuova, ora questo dono continua.

Spero che sappiate leggere in questo scritto tutta la mia stima per voi, la gratitudine per quello che siete e l’augurio di ogni bene per voi e per i vostri cari. Con affetto.

08032016

1 commento

  1. Ringrazio non tanto il monsignore, ma l’uomo, che attraverso questo toccante scritto regalato a noi donne, ha innanzitutto espresso e testimoniato un percorso di maturazione verso la tenerezza e la visione limpida della realtà femminile. Ancora grazie, con la speranza e l’auspicio che ogni uomo possa incamminarsi lungo questo esemplare percorso di consapevolezza.

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