ORIGGIO – E’ stato inaugurato ieri sera con un affollatissimo aperitivo “El Primero” il ristorante uruguayano aperto alle porte della zona industriale di Origgio portando l’intero padiglione uruguayano che fino all’ottobre scorso era esposto ad Expo nel Saronnese.

“E’ stata una scelta dettata dalla volontà di salvare un bel progetto architettonico – spiega Federico Terraneo l’amministratore delegato di Neologistica la società che ha portato il padiglione accanto alla propria sede – forse una delle cose più affascinanti di Expo”

Ed effettivamente la struttura ormai è entrata a far parte della skyline del Saronnese: “I lavori sono praticamente finiti – continua Terraneo – tra qualche giorno aprirà il ristorante che avrà 60 posti e sarà il primo uruguayano in Italia”. Da qui la scelta del nome “El Primero”: “Uno nome scelto anche perchè è il primo padiglione di Expo a riaprire”.

E conclude: “Abbiamo voluto preservare quet’angolo di Expo perchè è un modo per salvare un pezzo di storia e di identità italiana e l’abbiamo voluto così aperto per rimarcare l’apertura al mondo principio base di Expo”.

Sopra li ristorante sarà presto allestito un beautycenter.
Tra le autorità presenti oltre a quelle uruguayane arrivate dal consolato di Milano anche il sindaco di Origgio Mario Ceriani che ha espresso la propria soddisfazione per un’opera che “sicuramente bella ma ancor più preziosa perchè in grado di portare anche occupazione” e quello di Saronno Alessandro Fagioli che ha sottolineato “E’ stato davvero un’iniziativa imprenditoriale aver riusato il padiglione Expo sul territorio saronnese”.

22052016

14 Commenti

  1. Fagioli si combina bene solo con la buseca, cosa fa al ristorante uruguaiano?
    Uruguay = extra comunitari, la Lega vuole solo cucina padana.

  2. Intanto i paesi del circondario si espandono e cercano di creare nuove attività animando la città. A Saronno invece sembra di essere un borgo del medioevo, e l’assessore ai giovani oltre che proporre gli scout e le bancarelle non è capace a creare vere iniziative, perché non comprende i giovani comuni ma solo quelli “dell’oratorio”.

    • i giovani comuni? chi sono? cmq saronno è ormai irrecuperabile.”grazie” anche ai suoi cittadini imbrattatori e sporcaccioni.
      Se poi diamo retta a certe associazioni, diventerà sempre peggio.

  3. Arguto commento di Fagioli! Ma fare qualcosa anche a Saronno? È chiedere troppo? …. L’unica decisione è stata imporre le tovagliette tutte uguali al mercatino (sempre più triste) di fine mese ….

  4. beh…bello proprio non è, e aggiunge ulteriore devastazione a un territorio disastrato.

    • Il Padiglione è stato posizionato all’interno della proprietà del Polo Logistico, quindi senza intaccare il paesaggio circostante. E’ stato acquistato anche al fine di evitare la sua demolizione (inizialmente prevista dal Paese di origine) e si tratta di un edificio ad alta efficienza energetica. L’intento è quello di valorizzare un edificio che ha fatto parte di un evento storico mondiale, sicuramente non quello di deturpare un paesaggio.

      • quindi siccome è all’interno di una proprietà privata diventa bello e affascinante opera di architettura, di cui sarebbe andato orgoglioso persino Leonardo. Poichè siamo in Italia, sappiamo tutti che mai e poi sarebbe stato riportato in Uruguay come altri padiglioni,lasciandoceli sul gobbo

  5. logisticamente parlando , il padiglione avrebbe fatto più bella figura al posto di una delle 100 aeree dismesse di Saronno, magari proprio vicino alla stazione centrale del Malpensa Express, rivitalizzando la zona oltrestazione che è un disastro dismesso … Ma tant’è mi sembra che Saronno non attira più , o chi la guida, ieri come oggi non riesca a “sponsorizzare” il territorio, visto che si preferisce costruire sulle rotonde di aree industriali sulla varesina…., ormai siamo al quarantesimo anno di chiusura della zona ex isotta e triangolo via Varese, via Milano e stazione …. e tutto tace!

    • Infatti, va bene che la proprietà privata é sacra, però non si può lasciare andare in malora per 40 anni un sito così grande, a ridosso del centro storico, senza bonificare l’amianto, la falda acquifera, le erbacce (es. ambrosia) e lasciando capannoni pericolanti come dimora per clandestini o spazio per il Telos.
      La proprietà o rade al suolo tutto e tiene a verde privato, o ci costruisce qualcosa con approvazione del comune o il comune deve espropriare.
      E vale anche per altre aree dismesse, vedi ex Cantoni.

  6. Tanti auguri para mis amigos Flavia y Federico desde Uruguay, pais origen del pabellón. Es una excelente noticia que la bella estructura no se haya perdido. “El Primero” está espectacular y será un éxito!!!

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