ex cantoni saronno dall'altoSARONNO – “Martedì 31 maggio alla conferenza dei servizi sul progetto di bonifica presentato dalla proprietà sull’area ex-Cantoni abbiamo assistito all’ennesimo tentativo della suddetta di proporre un progetto di bonifica inadeguato”.

Inizia così la dura presa di posizione firmata  dal comitato saronnese per l’acqua bene comune e Legambiente Saronno in merito all’ultima seduta della conferenza di servizi in merito alla bonifica dell’ex Cantoni sulla quale era intervenuto anche il capogruppo Pd Francesco Licata.

“Inadeguato per molti motivi fin dall’impostazione, come sottolineato da una relazione autonoma di tecnici e cittadini di Saronno inviata come contributo tecnico alla Conferenza dei Servizi. Osservazioni che hanno portato Arpa a chiedere un rinvio per meglio valutarle. Peraltro molte delle osservazioni erano già presenti nel parere della Provincia Di Varese, quali: l’illegittimità dello scarico sul suolo delle acque derivanti dalla barriera idraulica, la mancanza di punti di controllo dell’efficacia della barriera, la non definizione degli obiettivi dell’intervento, la necessità di adeguare il progetto alla reale situazione idrogeologica, la necessità di considerare l’insieme dei dati disponibili ivi compresi quelli derivanti dalle indagini effettuate dalla Provincia stessa.

Di conseguenza la Provincia ha chiesto che il progetto venga integrato e/o rivisto. Posizioni queste necessarie se si vogliono evitare progetti di bonifica al ribasso e si vuole garantire la sicurezza dei
fruitori del pozzo Parini. Ovviamente la proprietà non ha preso bene ciò,prendendosela con gli enti deputati al rilascio delle autorizzazioni dichiarandosi “perseguitata” dalla “burocrazia” che fa perdere tempo. E’ invece ormai chiaro a tutti e dimostrato dai fatti come i ritardi derivino dal fatto che per molto tempo abbia prima negato la responsabilità dell’area Cantoni nell’inquinamento da percloroetilene (solvente clorurato cancerogeno) della falda acquifera e in particolare del pozzo di via Parini e poi minimimizzato e solo alla fine presentato un progetto chiaramente carente e
sottodimensionato.

Inoltre è risultato chiaro in conferenza, che la messa in sicurezza d’emergenza della falda è ancora in alto mare, la proprietà non ha ancora versato alcuna fidejussione ne tanto meno dato inizio ai lavori di bonifica dei suoli e nemmeno risposto all’ordinanza sindacale sull’amianto.

A fronte di tutto ciò lascia molto perplessi il ruolo (o meglio il non ruolo) del Comune che non è intervenuto quasi mai nel merito, come se la necessità di un buon intervento di bonifica e di interventi che garantiscano la qualità dell’acqua potabile non lo riguardassero.

Il rinvio della Conferenza al 21 giugno offre la possibilità di recuperare un ruolo del comune garantendo trasparenza, partecipazione ed efficacia.

Per questo chiediamo la convocazione della Commissione Ambiente in data antecedente al 21 giugno, affinché il comune comunichi la propria posizione in merito al progetto di bonifica in un’assise aperta e adeguatamente pubblicizzata alla cittadinanza. Non mancheremo di tenere costantemente informata la cittadinanza, pur con le difficoltà di accesso alle
informazioni e di trasparenza che costantemente dobbiamo riscontrare.

04062016

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