insubria palazzo SARONNO – Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, Alberto Coen Porisini, il sindaco di Saronno, Alessandro Fagioli, e l’assessore all’Istruzione, Cultura e Pari Opportunità, Lucia Castelli, si sono incontrati, giovedì 9 giugno, per parlare dell’imminente trasferimento di tutte le attività del corso di laurea triennale in Scienze Motorie dell’Università degli Studi dell’Insubria da Saronno a Varese.

«Si tratta del completamento di un percorso avviato da tempo – spiega il professor Alberto Coen Porisini – e legato allo sviluppo dell’Università degli Studi dell’Insubria nella sede del Campus di Bizzozero a Varese. Con l’apertura del Palazzetto dello Sport e degli impianti sportivi all’aperto, avvenuta nel settembre del 2015, le matricole del Corso di Laurea in Scienze Motorie hanno cominciato le loro attività didattiche a Varese, nel Campus. Da ottobre 2016 anche gli iscritti agli anni successivi al primo si sposteranno dalla sede di Piazza Santuario a Saronno al Campus a Varese. Si tratta di una decisione presa da tempo e adesso giunta alla fase di attuazione conclusiva: il Campus è di importanza strategica per lo sviluppo dell’Ateneo, è lì che si trasferiranno tutte le funzioni attualmente distribuite altrove, come ad esempio il rettorato, adesso ubicato in via Ravasi. Ringraziamo Saronno per l’ospitalità che ci ha offerto in questi anni, e senz’altro non mancheranno occasioni future per collaborare su progetti comuni».

«Nel pomeriggio di giovedì 9 giugno ho incontrato a Varese, con l’Assessore Castelli, il Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria per discutere dell’intenzione dell’Ateneo di abbandonare la sede di Saronno – precisa il Sindaco Alessandro Fagioli – durante l’incontro il Rettore ha evidenziato che non si tratta di una decisione assunta nei giorni scorsi ma l’attuazione di un programma maturato nel tempo da quando, diversi anni fa, l’Università ha avviato il percorso di costituire a Varese, a Bizzozero, il Campus Universitario.

In questi anni l’Ateneo ha realizzato importanti investimenti comprendenti strutture per la didattica, per l’accoglienza degli studenti e la pratica delle attività sportive, di conseguenza ha ora ritenuto necessario avviare il percorso di far convergere all’interno del Campus le attività didattiche inizialmente distribuite sul territorio con il duplice scopo di utilizzare le nuove strutture realizzate e di efficientare le attività dell’Ateneo.

Si tratta dunque di una scelta che il Comune di Saronno deve suo malgrado accettare non potendo in alcun modo intervenire all’interno delle decisioni a suo tempo assunte dall’ Università dell’Insubria.

E’ un dispiacere assistere a questo percorso in quanto avere una sede Universitaria di tale prestigio a Saronno è un valore aggiunto ma bisogna comprendere le esigenze organizzative e gestionali dell’Ateneo.

L’Amministrazione comunale è già all’opera per identificare idonee soluzioni atte a rioccupare gli spazi”

13062016

12 Commenti

  1. occorre e bisogna pensare in-grande-
    per quanto concerne chi e cosa ubicare
    in quegli edifici

  2. La Sinistra, i cattolici e i cattocomunisti benpensanti e buonisti gongolano a questa notizia: finalmente si liberano gli spazi per ospitare a Saronno NUOVE RISORSE! “Anche questa è una scelta che dobbiamo accettare”???

  3. Con l’ arrivo della Lega tutti scappano da Saronno…forse meglio mandar via la lega….che ne dite Fagioli DIMETTITI SUBITO!

    • Ciumbia che commento di spessore. Se vogliamo metterla su questo tono dato che la decisione è degli anni scorsi l’università è voluta scappare dai sinistri di Porro e dai suoi compagnucci illuminati

  4. Hanno letto gli articoli scritti recentemente dai nostri nuovi amministratori e hanno pensato di salvare i ragazzi, almeno per quanto riguarda il lessico…

  5. Se ricordo bene, l’opposizione durante l’amministrazione del dott. avv. Gilli propose questi locali per il Liceo Classico S.M.Legnani poiché la ristrutturazione dei vecchi locali non sarebbe stata sufficiente per rispondere alle esigenze dell’ottimo istituo; infatti ora ci troviamo con due sedi (la seconda nel vecchio edificio di via Antici) con maggiori spese (bidelli e uffici amministrativi)e disagi per gli insegnanti che insegnano nei due istituti.
    Io, modestamente, avevo proposto di realizzarlo dietro la Stazione Nord (invece dei soliti orribili condomini)con ampi spazi per attività sportive. L’ubicazione sarebbe stata ottimale per i molti studenti e insegnanti che vengono anche da lontano. L’apertura pomeridiana e impianti sportivi aperti alla cittadinanza avrebbe dato lustro alla Città e sopra tutto qualificato l’area e non avremmo avuto la presenza di persone irregolari.

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