20150419 domà nunch sarònn 32_ridimensionare (1) SARONNO – “Abbiamo aspettato qualche giorno per esprimere la nostra opinione sulla brexit, così da poter vedere le reazioni in casa e determinare che ancora una volta ben poco è cambiato”

Inizia così la nota inviata da Doma nunch in merito alla Brexit.

“I deliri snob della sinistra radical chic, affascinata dal mondo globale, multiculturale, che vede l’identità dei popoli come fumo negli occhi, non ci stupiscono. Pseudo intellettuali dalla citazione pronta e superficiale, laureati dell’ultim’ora con tanta boria e pochi contributi alle spalle, “giovani” ubriachi di giovanilismo e allergici alla giovinezza, carampane della finanza di paese, fino ai democratici da salotto, invocano la tragedia nel vedere l’applicazione principe del suffragio universale, lo spettro dell’ignoranza che contrasta la loro indiscutibile preparazione, e si lanciano nella pindarica differenza tra democrazia (quando le cose vanno come vogliono ) e populismo ( quando qualcosa va loro storto).

Non ci stupisce nemmeno l’euforia da social di chi fino a qualche giorno fa era pronto a vedere voti pilotati da eminenze grigie presenti in governi ombra, che confermavano la naturale diffidenza verso l’abberrante illusione democratica, adesso risolta grazie al voto britannico.

Chi oggi si dispera era chi qualche mese fa gioiva all’elezione del primo sindaco islamico a Londra, indicando nel Regno Unito il modello di riferimento per tutti i “giovani moderni e rampanti”.

Chi esulta sono gli stessi che si prodigavano ad indicare nella perfida Albione il nemico naturale dell’Europa dei popoli, culla della decadenza occidentale, e dei modelli di sviluppo innaturali e asserviti ai banchieri.

Già per tutto questo teatrino, la brexit è stato un successo.

Ora per tranquillizzare le isterie varie, sarà difficile il tanto temuto/auspicato effetto domino: la Gran Bretagna non era nella zona euro, aveva già la sua moneta, e soprattutto è l’unica realtà politica che può vantare la guida di fatto, di un circuito economico come il Commonwealth che conta 53 membri tra cui il Canada e l’India, quindi è difficilmente riproponibile una soluzione come la brexit per altre realtà.

È invece un’ottima occasione per farsi un esame di coscienza su quale sia il senso di questa unione europea… oltre all’irrinunciabile progetto Erasmus ovviamente”

27062016

7 Commenti

  1. Sterlina salutata del 15% se si ferma qui e voi dite che è un successo ?
    Adesso so chi non votare

  2. Allitterazioni di scarso effetto, giudizio politico inconsistente… Mah… prendete qualche lezione da Indelicato… E poi è vecchia (26 giugno) non era già stata pubblicata?!?

  3. Un po prematura come conclusione: si potra’ tracciare un bilancio serio fra un paio di anni.

    Il Canada poi non rimane fermo ai ricordi scolastici del Commowealthe come i Duma’ Nunch e ha infatti concluso con la UE il Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA) cioe’ un accordo economico e commerciale globale.

    Si tratta dell’accordo commerciale bilaterale più vasto che sia mai stato negoziato fino ad oggi.

    Manca solo l’approvazionda parte dal Parlamento europeo e (putroppo) dai governi degli Stati membri dell’UE.

  4. ” abbiamo aspettato..” avreste fatto meglio ad aspettare ancora.
    Sto scrivendo dall’Inghilterra dopo un breve soggiorno in Scozia.

  5. Leggendo si capisce che il titolo dell’articolo è leggermente FUORVIANTE. La nota non esprime pareri politici ne’ economici sulla Brexit. Dice solo che ha innescato un teatrino divertente (come ancora adesso continua a fare) con scene di isteria, deliri pseudo-economici e scene di giubilo per la liberazione dalla dittatura UE. Il tutto insaporito dalle interviste rilasciate della generazione erasmus.
    In effetti ha fatto ridere anche me (e probabilmente anche Soros).

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