ex cantoni aree dismessaSARONNO – “A fine luglio dovrebbe tenersi l’ultima conferenza dei servizi per concludere l’iter tecnico amministrativo che porterà finalmente all’avvio della bonifica della falda acquifera (inquinata come
sappiamo da percloro etilene), mentre la bonifica della “matrice terreni” è già stata deliberata e laproprietà dovrà completarla entro fine anno

Inizia così la nota inviata dal comitato acqua bene comune in merito alla creazione di un laghetto, con tanto di area verde umida, nell’ex Cantoni.

“La “barriera idraulica” finalizzata alla messa in sicurezza della falda (in particolare a valle, con il pozzo di Via Parini) potrebbe emungere ca 10-15 litri al secondo (ca. 840 mc. al giorno) per il trattamento di depurazione, che potrebbe durare anche qualche anno, per cui si profila la possibilità
del recapito di quest’acqua nel Lura.

Oggi abbiamo dunque depositato una proposta di utilizzo di quest’acqua, almeno in parte, per la realizzazione di un bacino artificiale con la creazione di un’area “umida” utile a tutto l’ecosistema, che presenta i seguenti vantaggi:
riutilizzare parte dell’acqua emunta depurata e non sprecarla;
– creare una “vasca volano” per il deflusso delle acque meteoriche (come peraltro previsto dalle
recenti normative) e per regolare l’afflusso delle acque di bonifica nel Torrente Lura in caso di piene;
– creare finalmente un parco a verde con acqua anche nella nostra città: potendone disporre in
abbondanza, sarebbe davvero incomprensibile non farlo!
– la proprietà deve già cedere a standard verde metà dell’area e realizzare il parco: potrebbe essere l’occasione per una progettazione innovativa e “sistemica” anche con i cittadini, come già sperimentato in altre città (citiamo l’esempio più storico, di Bosco in Città a Milano e il suo più recente “Giardino d’Acqua”), con la partecipazione di volontari per la cura e il mantenimento (nell’esempio citato, CFU-Italia Nostra);
– si potrebbe accedere a co-finanziamenti “mirati” alla realizzazione (e mantenimento) di quest’area, attivando dei progetti regionali, anche con la partecipazione di altri enti (vedasi Gelso-Ispra, istituti universitari, il Consorzio del Lura etc.).

Resta prioritaria la definizione, in tempi certi e brevi, della barriera idraulica e l’avvio della bonifica della falda acquifera, il suo monitoraggio e dimostrazione di effettiva efficacia. Senza ulteriori ritardi, oltre a quelli già accumulati sinora anche per le “resistenze” della proprietà, e tenendo al corrente degli sviluppi la cittadinanza.

Tuttavia, riteniamo che gli enti partecipanti alla Conferenza dei Servizi, ciascuno per la propria competenza, possano non precludere questa occasione unica di recupero ambientale e confidiamo che la nostra proposta possa essere accolta per dare avvio a una progettazione partecipata e ecosistemica anche nella nostra città; a questo fine, come abbiamo già più volte richiesto, crediamo utile e necessario che si avvii un dibattito pubblico cittadino, perchè informazione e partecipazione sono necessarie… come l’acqua!”

14 Commenti

  1. di sciocchezza in sciocchezza, dalle vasche di laminazione di Lomazzo al laghetto di Saronno.

    Ovviamente con i soldi di tutti. Ma dove c’è scritto che è obbligatorio il volano per il deflusso delle acque meteoriche??

    Basta usare i soldi di tutti per idee poco ambientaliste e molto eco-chic!!!!

    • Guardi che l’idea invece è molto valida, per tanti motivi.
      Primo, considerando l’aspetto sociale, un parco verde con un piccolo laghetto o un’area umida può essere un’attrattiva per tutta la popolazione, da frequentare non solo per una passeggiata ma anche a scopo educativo con le scuole.
      Secondo, alcune piante di aree umide hanno un effetto filtro sulle sostanze presenti nell’acqua, quindi si può creare un sistema di depurazione naturale.
      Terzo, vista la scarsità di aree verdi a Saronno, non vedo perché bisogna sempre bollare tutto come “eco-chic” o paroloni analoghi, senza neanche sapere quanta vita c’è in un laghetto o un’area umida.
      Quarto, perché sarebbe un ottimo metodo per combattere le zanzare in modo naturale. Oggi le zanzare si riproducono moltissimo (tanto che gli interventi di disinfestazione, a dispetto di quanto si possa credere, servono a ben poco), perché sfruttano piccoli accumuli di acqua nelle grondaie, nei sottotetti, nei rifiuti, nei secchi, nei sottovasi… tutti ambienti dove le larve NON hanno predatori. In un laghetto, basterebbero le larve di altri insetti (come libellule o ditischi) per far sparire le larve di zanzara. Ma ci sarebbero anche anfibi e piccoli pesci. Le zanzare vengono attirate dal laghetto ma di fatto non riescono più a riprodursi.

      Quindi prima di bollare le idee e le proposte come “ambientaliste”, eco-chic e altre assurdità, invito quanto meno a informarsi su cos’è un habitat, un piccolo parco e un laghetto e su quali effetti positivi possa avere su tutta la popolazione e l’area.

      • scommetto che è membro di ambientesaronno, nome in codice amaretto di Legambiente, che sponsorizza entrambe queste devastazioni ambientali (andate a Lomazzo a vedere lo sfacelo dove c’erano i campi di granoturco)

        Ripeto di non avere bisogno di lezioni ambientaliste (e tanto meno di habitat, visto che conosco gli habitat della zona e fuori zona meglio di molti di voi) da chi ha fatto ridere i polli incolpando Pedemontana della siccità del Lura, e la bassa portata è talmente bassa e le piene talmente rare che qualche sospetto del perché si vogliano fare queste opere viene.O no??
        Già l’idea di pompare l’acqua dalla falda per purificarla per buttarla in un laghetto mi pare originale (e uso la parola originale)

        • Scommette male, non sono membro di Legambiente né di qualsiasi altra associazione. Non serve essere membri di Legambiente per capire l’importanza di avere un po’ più di ambiente intorno a noi.
          Sinceramente poi ora non capisco cosa c’entrino le vasche di laminazione, che sono un discorso completamente diverso e in ogni caso, almeno hanno un aspetto positivo, che è quello di creare un habitat molto più ricco di biodiversità (visto che asserisce di conoscere tali concetti, saprà molto bene la differenza tra la biodiversità presente in un campo di mais e un’area umida).
          Detto questo non capisco neppure cosa c’entri la questione Lura, dove comunque è OVVIO che lo strato impermeabile sia stato danneggiato. Il Lura è un torrente e può essere soggetto a secche e a portata variabile, ma il fenomeno dell’altro è stato troppo repentino (tanto che infatti sono morti migliaia di pesci) ed è inutile far finta di nulla come hanno fatto tutti.
          Non capisco tutta questa avversità sinceramente. Lo sa che per simili miglioramenti ambientali si accede a finanziamenti specifici? Quindi non le costa neanche un euro, ma soprattutto qual è la motivazione di tanto astio o contrarietà? Cosa preferibbe un bel condominio? Le aree da bonificare in genere diventano parchi, così che la popolazione possa essere in parte “risarcita” per il danno subito. Cosa non va in un parco per tutti i cittadini? Che cosa??

          • forse difficile capire che il parco va bene ma il laghetto no: nessuno mi dice poi come a bonifica finita si alimenta d’acqua e come si scarica l’acqua nel Lura, è un dettaglio

            Gli habitat sono naturali, le vasche di laminazione sono habitat artificiali, che vedo ammette che servono solo per la biodiversità (cioè uno zoo) e non regimare le piene…anche perché dove sono non raccolgono certo il canale di gronda

            Poi che non mi costi niente avrei qualche dubbio, come se i finanziamenti venissero da Marte.

            Per quanto riguarda Pedemontana e il supposto blocco dell’acqua perché non sia stata fatta denuncia da Legambiente e alleati mi risulta misterioso.Io in quel posto ci sono stato prima e dopo i lavori e il regime dell’acqua non è modificato almeno visivamente: poi a memoria d’uomo d’estate il Lura è sempre andato in secca.

            Chiedere per sicurezza agli anziani di Saronno

      • a proposito di zanzare, come mai nel parco del Lura nonostante la presenza di predatori naturali, esse ci sono, tante e grosse ?? e l’acqua non è stagnate….mistero

      • Da piccolo andavo in gita scolastica all’area umida del Parco delle Groane… C’è ancora per chi vuole.

    • Lidia, aumentare le aree verdi è una cosa, fare un laghetto all’interno delle stesse aree un’altra: tra l’altro siccome è una cessione d’area in cambio di una concessione a costruire, bisogna vedere se la proprietà dei condomini è tanto d’accordo a vedere un laghetto dinanzi alle proprie finestre
      Tra l’altro quando sarà finita la depurazione dell’acqua con cosa alimenti lo stesso laghetto??? e come mandi l’acqua nel Lura che tanto vicino non è?? pompandola ovviamente. O sbaglio??

  2. Il comune ha moltissime aree verdi, tutte piccole e sparse, poco fruibili. La possibilità di disegnare la città con un piano di urbanizzazione sensato è passata da tempo. Piuttosto di mettersi a sparare proposte bibliche perché non si comincia con piccole concrete, come, per esempio, mettere in ordine il verde in piazza Aviatori d’Italia?????

Comments are closed.