12092016-incontro-referendum-la-bussola-11 SARONNO – “Un evento politico così partecipato lo definirei straordinario nella nostra città”. Inizia così il bilancio tracciato da Filippo Germinetti della serata organizzata dal circolo la Bussola per parlare delle motivazioni del si e del no de referendum.

“Credo siano state premiate le scelte di metodo e di contenuto, con l’offerta di uguale spazio ad ambedue le parti, con la voglia di sapere prima del giudizio. Credo sia stata premiata la scelta di relatori qualificati, venendo incontro agli interessi dei cittadini che sono disorientati. Ritengo infine che sia stato premiato un lavoro di squadra, a partire da Agostino De Marco, Fabio Paticella, Massimo Beneggi e Emilio Basilico che vi si sono dedicati sin da quando se ne parlò nel corso dei nostri incontri politici, periodici e serali”.

Ecco il testo integrale dell’introduzione di Germinetti

Ringrazio tutti Voi che siete presenti, le Autorità ed i relatori che si sono resi disponibili in un momento particolarmente impegnativo e direi convulso della nostra storia.
Se è vero che la partecipazione è la sostanza della democrazia, penso che questa serata sia un’occasione partecipativa importante verso un voto referendario che pone a ciascuno di noi un quesito complesso e difficile da affrontare.
L’iniziativa è nata prima delle vacanze, nell’ambito di incontri che periodicamente avvengono per riflettere sulla politica cittadina e nazionale tra persone di varie estrazioni ma comunque orientate su posizioni moderate, Forza Italia e Popolari, tanto per intenderci a grandi linee. Nel discutere del voto che ci attendeva dopo le vacanze sono emerse posizioni molto diversificate. Alcuni erano nettamente per un Sì, altrimenti non si cambia mai, altri per il No dettato perlopiù dalla concentrazione di poteri che si prefigura. Io ero e rimango combattuto. Ci siamo detti però che il primo problema era quello di conoscere meglio i quesiti referendari e capire bene quali fossero le posizioni nel merito. Non volevamo comizi ma chiarimenti sui contenuti, ecco perché ci siamo rivolti a relatori che di questa proposta che viene fatta agli italiani conoscono ogni particolare. Ringrazio l’amico Valter Galbusera per i suoi preziosi consigli, ringrazio gli amici che hanno collaborato anche attraverso il circolo della Bussola per organizzare questo incontro/confronto. Lasceremo ai relatori, dopo le loro esposizioni di circa 15 minuti ciascuno, la parola a Voi per le domande. Vi preghiamo di prepararle contenendole in non più di un minuto per ciascuno, segnalandovi al dottor Emilio Basilico, poi vi sarà recato il microfono da Luana Viviani e prima di porre la domanda vi chiediamo di presentarvi.
Un benvenuto sincero ai relatori nella città di Saronno. Facciamo loro omaggio di un libro che per noi saronnesi è prezioso perché – insieme agli affreschi di Bernardino Luini – illustra la cupola del nostro Santuario, coi suoi 87 grandi angeli e 56 strumenti musicali, ed è questa un’opera di Gaudenzio Ferrari che è meravigliosa e non ha eguali.
La citta di Saronno ha oggi quasi 40.000 abitanti. Nel 1946 ne aveva 32.000 ed al referendum del 2.6.1946 – monarchi a o repubblica – parteciparono 20.170 votanti, 12.366 si espressero per la repubblica e 6418 per la monarchia. E’ facile prevedere che non ci sarà una partecipazione così massiccia alla prossima votazione referendaria, è un po’ più difficile prevedere quali saranno i risultati della votazione.
Da allora il mondo è certo che il mondo sia cambiato. Il 1* gennaio 1948 entrò in vigore la nostra Costituzione che nella parte prima, sino all’art. 54, è senz’altro la più bella ed equilibrata che si potesse proporre. Da allora ad oggi è stata modificata in alcuni punti della seconda parte per 36 volte. Ma mai si era proposta una revisione così importante, al punto che tutti ci chiediamo quale impatto avrà il voto referendario, con uno sguardo a quel che la Corte Costituzionale deciderà il 4 ottobre prossimo quando valuterà l’ammissibilità dei ricorsi contro la legge elettorale vigente, l’Italicum.
In questo momento particolare si intrecciano politica e diritto, ragione e sentimento, poche certezze e molte preoccupazioni. E mentre l’esperienza quotidiana di ciascuno di noi ( nella famiglia, nel lavoro, nelle amicizie…) suggerisce che sia sempre più facile dire di Si che dire di No, perché dicendo di Sì risparmiamo la motivazione, di fronte ad alternative di fondamentale importanza siamo costretti a dare una motivazione tanto al Sì quanto al No.
Preoccupati dobbiamo esserlo, non paurosi. Se per esempio evocassimo la legge Acerbo del 1923, la legge elettorale che al partito che superava il 25% dei voti attribuiva i 2/3 dei seggi alla Camera, aprendo le porte al governo Mussolini che ottenne al voto del 1924 col 60%, compiremmo un atto di paura, senza cogliere le obiettive differenze tra la vita politica di oggi e quella di un secolo fa. Un’altra paura che va sconfitta è quella dell’assimilazione. Le motivazioni che nei referendum spingono infatti da una parte o dall’altra sono le più disparate, facendo ritrovare sulle stesse posizioni per il Sì e per il No soggetti che hanno ben poco in comune. Questa considerazione non ci deve spingere a disertare il voto, ma a ragionare con la nostra testa.
Caliamoci quindi nel contesto delle proposte e cerchiamo di comprendere al meglio, perché questo è il miglior antidoto alle decisioni emotive o comunque superficiali. L’informazione e la conoscenza sono sempre i migliori presupposti per una decisione consapevole. Ai relatori chiediamo di aiutarci in questo percorso e siamo certi che saranno tanto più persuasivi quanto più sapranno fornirci elementi obiettivi a sostegno delle loro posizioni.

1 commento

  1. Un Germinetti “utile” al posto di un Banfi “poco utile” ..sai in giunta che effetto che fa!
    Ciao Banfi ..ciao!

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