COMASCO – “Vai a prelevare diecimila euro e lasciali in una busta dentro la cassetta della posta”. Per ben due volte il malvivente ha lasciato scritti anonimi sul davanzale della finestra di una vicina di casa, nei quali la minacciava di spiacevoli e gravi conseguenze qualora non avesse consegnato tale somma di denaro, intimorendola e facendole credere di essere costantemente osservata.”Se chiami i carabinieri ti faremo pentire di essere nata”. Ma la vittima non si è fatta sopraffare dalla paura e già dalla ricezione della prima missiva si è rivolta ai militari che hanno tempestivamente avviato una mirata indagine finalizzata ad individuare l’autore dello scritto anonimo.

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Già in un primo momento, i sospetti si sono incentrati sulle particolari difficoltà economiche di uno dei vicini di casa della signora. Quest’ultimo infatti nel recente passato si è rivolto al comune di Lurago d’Erba, sui paese di residenza nel comasco, per ottenere un “sussidio” nel pagamento di alcune rate dell’affitto di casa. Tale richieste sono state acquisite dai militari che, da subito, hanno riscontrato una evidente somiglianza con la grafia della lettera minatoria, nel frattempo sottoposta a sequestro e analizzata per riscontrare eventuali impronte digitali. Una seconda richiesta estorsiva ricevuta martedì scorso intimava alla donna di lasciare il contante in una busta nella cassetta della posta giovedì mattina. I carabinieri si sono appostati nottetempo nella zona, installando anche delle telecamere di videosorveglianza sulla cassetta della posta. Appena sveglia, la vittima ha riposto una busta col denaro, come da indicazioni ricevute, uscendo poco dopo dall’abitazione. Alle 13.30 l’uomo, con fare circospetto, si è recato alla cassetta delle lettere e dopo qualche minuto ha furtivamente prelevato quanto lasciatogli dalla signora. I militari, posizionati nelle vicinanze, intervenivano immediatamente bloccandolo con la busta ancora tra le mani. Arrestato in flagranza di estorsione, è stato portato in caserma e, al termine delle procedure d’identificazione, è finito nel carcere di Como a disposizione dell’autorità giudiziaria.

23092016