27102014 Comi allenza centrodestra varese (3) SARONNO – “Oggi (ieri ndr) in Svizzera stiamo assistendo ad un capolavoro di irresponsabilità. Le forze politiche locali che hanno promosso e portato alla vittoria il referendum che declasserà i 65.000 frontalieri italiani non sono consapevoli delle conseguenze che ora ci saranno proprio per i cittadini svizzeri. E’ infatti inaccettabile il trattamento riservato oggi ai nostri connazionali: è ampiamente finito il tempo in cui gli italiani, come dopo la Seconda Guerra Mondiale in Belgio, erano considerati poco più che bestie da lavoro”.

https://www.facebook.com/lara.comi.90/videos/1411019655591982

Inizia così la forte presa di posizione di Lara Comi eurodeputato al Parlamento Europeo di Forza Italia e vicepresidente del Partito Popolare Europeo in merito al referendum “Prima i Nostri”, promosso in Canton Ticino dalla destra nazionalista Udc, che ha infatti ottenuto il 58% di sì. Il testo chiede una modifica della Costituzione svizzera sul mercato del lavoro, perché “venga privilegiato, a pari qualifiche professionali, chi vive sul territorio”. Il controprogetto è stato invece respinto dal 57,4% dei ticinesi. Il voto ha però un significato solo “politico”: la materia è infatti di competenza statale.

“Ho per questo già scritto oggi al Commissario Marianne Thyssen, responsabile per l’occupazione, affari sociali, competenze e mobilità dei lavoratori dell’Unione Europea per incontrarla chiedendo di poter avviare urgentemente la sospensione di tutti gli accordi ad oggi in essere tra Svizzera ed Europa. Ricordiamo a chi ha voluto perseguire solo la propaganda e non la realtà che l’Europa è il principale partner commerciale dell’economia svizzera: un impiego su tre dipende dagli scambi con l’Unione Europea, con la libertà per le imprese svizzere – grazie alla libera circolazione – di reclutare in Europa la manodopera specializzata che non riescono a trovare in casa, peraltro in tutti i settori per loro strategici: sanità, industria, turismo, servizi e tecnologie”.

Conclude con un appello all’esecutivo italiano: “Al Governo chiediamo infine l’immediata definizione di aree tax free nelle zone di confine con la Svizzera: occorre favorire il rientro e la nascita di nuove aziende che potranno così assumere italiani”.

(foto archivio)

26092016

5 Commenti

  1. Cara On. Comi
    La sua indignazione dovrebbe indurla a meglio valutare analoghe “straparlate” dei suoi (ex) sodali politici leghisti (nostrani), non a caso “alleati” della Lega del Ticino ( a la Chaux-de-Fond invasa dai frontalieri francesi simili cose non succedono…)

  2. irresponsabilità e demagogia.. caratteristiche che non difettano ai suoi (ex?) alleati leghisti… (prima il nord, prima I saronnesi, allora anche prima I Ticinesi…), perchè l’origine dovrebbe prevalere sul merito e la disponibilità??? meditate gente, meditate…

  3. ah cavolo!quando sono gli altri che ti vogliono tenere fuori dal proprio paese si parla di “irresponsabilità!!?

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