acqua bene comune iniziativa a Saronno - CopiaSARONNO – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato per l’Acqua Bene Comune della Provincia di Varese in merito alla recente sentenza del Tar della Lombarda, che accogliendo il ricorso promosso da Aspem S.p.a., blocca, di fatto, Alfa S.r.l., il neo gestore del servizio idrico, per alcuni comuni della nostra provincia.

A distanza di tre anni, Aspem S.p.a., gestore privato dell’acqua di Varese e un’altra trentina di Comuni della nostra provincia, la spunta, ancora una volta, nei confronti della Provincia di Varese, in merito alla gestione dell’acqua sul nostro territorio. Infatti è di inizio ottobre la pubblicazione della sentenza del Tar della Lombardia che nella pratica annulla Alfa S.r.l., da poco più di un anno costituito gestore del sistema idrico integrato.

Questa volta sono stati impugnati tutti gli atti costitutivi della società “in house”, l’affidamento del servizio e il contratto stipulato tra Provincia e quest’ultima. Le motivazioni si fondano (o almeno così si desume leggendo il testo della sentenza) su una gran confusione temporale nella deliberazione di questi atti e su carenze in merito a documenti che certifichino la sostenibilità economica della partecipazione da parte dei soci (ovvero i comuni) alla società.

Il Comitato per l’Acqua Bene Comune della Provincia di Varese, oltre che a constatare che per la seconda volta un gestore privato (Aspem Spa. è detenuta per il 90% da A2A Spa., una delle multiutilies quotate in borsa presenti nel nostro Paese) può alzare la voce nella gestione dell’acqua, non può che altrettanto evidenziare come questo sia possibile anche dal fatto che negli ultimi 5 anni, a parte un primo periodo iniziale, non si è voluto dibattere seriamente, sulla costituzione di un’Azienda Speciale per gestire l’acqua pubblica nella nostra provincia, come proponevamo e come si sarebbe dovuto fare per il pieno rispetto dell’esito referendario del 2011, tanto enunciato anche dai soggetti chiamati in causa dal testo della sentenza.

Sicuramente anche leggi e decreti nazionali emanati negli anni hanno portato a questa situazione, per la loro illogicità (come pensare di organizzare la gestione dell’acqua per confini della provincia e non attorno a bacini idrici, per esempio) o per la loro evidente complicità nel voler favorire la gestione privata rispetto a quella pubblica, come quello in arrivo a fine anno, il decreto Madia sui servizi pubblici locali tra i quali l’acqua.
Proprio sull’acqua il Forum nazionale sta lottando perchè dal testo del decreto venga stranciato il divieto di gestione attraverso un’Azienda Speciale (o Azienda Speciale consortile).

In attesa quindi che si sbrogli la matassa a livello legale tra S.p.a. e S.r.l., restiamo fermamente convinti che una gestione veramente pubblica dell’acqua debba passare necessariamente attraverso un Ente di diritto pubblico e rilanciamo quindi a tutti gli Amministratori locali la nostra disponibilità perchè si possa concretizzare sul nostro territorio una gestione attraverso un’Azienda Speciale del servizio idrico. Perchè si scrive Acqua, ma si legge Democrazia.

22102016