26102016-chiusura-aree-dismesse-polizia-localeSARONNO – Martedì mattina il sindaco Alessandro Fagioli ha firmato due ordinanze che impongono alle proprietà dell’ex Isotta Franchini e dell’ex Parma di sigillare tutti gli accessi e il perimetro delle due aree dismesse.

E’ la seconda volta nel giro di poche settimane che il primo cittadino interviene su questo fronte. L’obbligo di chiusura in modo stabile gli ingressi e il perimento delle ex zone industriali inutilizzate si estende dunque dopo l’ex Cemsa, l’area che si affaccia su via Varese e via Ferrari, anche all’ex Parma, di via Marconi e all’ex Isotta Fraschini di via Milano.

Il problema delle aree dismesse è noto in città. Da tempo gli ex capannoni industriali sono usati come ricovero notturno da senza fissa dimora e come zona franca per lo spaccio e la ricettazione come dimostrano i mezzi e le parti meccaniche ritrovate recentemente dalla polizia locale nel corso di alcuni sopralluoghi.

Nelle ultime settimane ad accendere i riflettori sul problema anche uno scippo di cui è stato spettatore lo stesso Alessandro Fagioli a fine settembre. “Dai sopralluoghi che la polizia locale ha effettuato nell’ex Cemsa prima e poi nelle altre aree dismesse – spiega Fagioli – ed è apparso evidente, dai rifiuti e dai sentieri nella vegetazione incolta, come queste zone vengano utilizzate come rifugio per attività illecite”. Da qui la decisione dell’Amministrazione di passare all’azione: “Siamo subito intervenuti sull’ex Cemsa, che al momento è sotto il controllo del curatore fallimentare a cui abbiamo fatto pervenire l’ordinanza per una più efficace chiusura di tutti gli accessi e il perimetro. E ora abbiamo esteso lo stesso provvedimento all’ex Isotta Fraschini e all’ex Parma sperando che le barriere fisiche siano sufficienti a rallentare “l’uso illecito” di questi spazi”.

27102016

9 Commenti

  1. E l’amianto ? Quando lo togliamo ? Sono 30 anni che abito qui (via Varese) ma nulla succede

  2. ben fatto, in ogni caso é meglio controllare perché questi qui un varco lo troveranno sempre.

  3. Vorrei far presente al primo cittadino Alessandro Fagioli ed ai concittadini che ci sarebbe da CHIUDERE ANCHE l’accesso all’Ex Cotonificio CANTONI sito in via Don Silvio Marzorati.

    L’ex Cotonificio per chi non lo conoscesse (ma ne dubito) è un’area dismessa di 94.306 mq. sita nella prima periferia della città Nord Est della città a poche centinaia di metri dal centro pedonale.

    Più e più volte ho visto personalmente orde di ragazzini ed extracomunitari accedere alla Ex-CANTONI utilizzando il passaggio sito alle coordinate 45.629718, 9.043245

    (basta copiare le due coordinate, incollarle su google maps e visualizzare il punto preciso dove la gente accede all’area indisturbata).

    Cosa facciano una volta dentro sinceramente…
    Dubito si mettano a giocare a MONOPOLI.

    Ma non c’era quella ditta che con la DINAMITE in 5 minuti ha tirato giù tre palazzine senza tanti problemi ? è cosi difficile capire che va bene anche un parcheggio temporaneo anzichè quello sciempio ?

  4. Tra via Varese e via Milano appena fa buio è zona di nessuno… brividi veri altro che Alloueen!

  5. Non dimentichiamo l’area ex ENEL (tra Via S.Giuseppe e Via Concordia) anch’essa ben frequentata. Vorrei sapere quale sia l’attuale proprietà. In zona servirebbe un parcheggio per gli utenti del Meditel, attività privata a cui misteriosamente nessuna amministrazione ha mai chiesto la disponibilità di un proprio parcheggio e a cui paradossalmente ora si concede anche l’ampliamento. Il perimetro del parco degli Alpini e la Via Concordia non possono sopportare questo pericoloso carico di auto tenendo conto anche delle altre attività presenti (Istituto Prealpi, chiesa Sacra Famiglia, palestre e altro)e delle esigenze dei residenti.

  6. tutte chiacchiere al vento. Il problema delle innumerevoli aree dismesse di Saronno, è dovuto al fatto che la città non ha ora una grossa attrattiva, ne industriale, ne commerciale, ne abitativa, ne sociale/politica . Le aree sono per la maggiorparte private, quindi chi governa la città, indipendentemente dal colore politico, può dare solo indirizzi ma in realtà non può fare molto se i proprietari a loro volta non hanno idee su cosa costruirci

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