carabinieri piazza libertàSARONNO – “Giovedì 27 ottobre il consiglio comunale di Saronno ha ratificato la definitiva decisione di abbandonare il percorso che l’avrebbe portata a far parte della “Città metropolitiana” di Milano, l’ente che dal 1 gennaio 2015 sostituisce la provincia di Milano. Una decisione “motivata” solo dalle poche righe di delibera di consiglio comunale che riporta la presenza di questa volontà nel programma elettorale della Lega il sostegno a questa scelta da parte alcune associazioni di categoria. Una scelta ampiamente annunciata dalla giunta leghista, che controverte quanto deciso dall’amministrazione Porro, di cui abbiamo fatto parte, e a cui siamo fortemente contrari: Saronno sta perdendo una opportunità”.

Inizia così un intervento della lista civica di opposizione [email protected] sulla decisione della maggioranza leghista di rinunciare ad una eventuale affiliazione con Milano.

La decisione ha un carattere fortemente politico: la Lega, al di là di qualsiasi ragionamento di opportunità e di merito, vuole rimanere ancorata a quello che resta della propria egemonia nella natia provincia di Varese nella quale – parole del sindaco Fagioli – “finalmente contiamo come Busto e Varese”. Quali siano le basi di questa affermazione, a oggi, nessuno lo sa, soprattutto dopo che provincia e relativo capoluogo sono ora gestiti dal centrosinistra. Saronno sotto Varese, in ogni caso, è una scelta imposta nel 1927, in pieno Ventennio, durante il quale la città lasciò la provincia di Milano e venne designata come polo aggregativo del territorio, annettendo i comuni di Uboldo, Origgio e Gerenzano sotto la propria giurisdizione.

La realtà, però, è che Saronno è rimasta sempre ai confini dell’impero, incastrata tra quattro province e con gravissimi problemi legati alla gestione di tutte le politiche sovracomunali. Non solo: la città, oggi più che mai, guarda a Milano per le attività lavorative, le università, la cultura, gli spostamenti e ha rafforzato negli anni lo storico ruolo di polo essenziale per i collegamenti sul territorio. Oggi anche internazionali, grazie al passaggio del Malpensa Express. La Saronno del XXI secolo avrebbe tutte le qualità per diventare una vera e propria “porta di accesso” per Milano, che è diventata nel giro di pochi anni una delle città più interessanti e ambite dal turismo internazionale al punto da superare Roma per ricettività turistico alberghiera.

Ma Saronno non potrà cogliere appieno il traino di Milano e dovrà lasciare per strada pezzi importanti dell’indotto – in termini economici – che un rapporto più stretto con essa avrebbe potuto portare. Purtroppo, infatti, resterà fuori da qualsiasi tavolo della “Città metropolitana” e non verrà coinvolta nei progetti che la riguarderanno. Niente infrastrutture, niente opportunità di sviluppo lavorativo, niente inserimento in percorsi culturali, turistici, ambientali. Saronno guarderà a Varese mentre la più piccola e vicina Caronno Pertusella passerà sotto Milano. Lo scenario in cui Saronno, Caronno e Solaro (quasi 80 mila abitanti in totale) avrebbero potuto unirsi sotto la stessa provincia e diventare forti capofila per il resto del territorio circostante (meno di 30 mila abitanti) non si verificherà. Per noi è un’occasione persa, e con ogni probabilità irrimediabile per i prossimi cinquant’anni. Quali siano i piani della giunta per rendere grande Saronno sotto Varese (cosa che evidentemente non è stata possibile per 90 anni) non ci è dato di sapere, ma a questo punto non possiamo far altro che stare a vedere. Noi voteremo contro, il resto sarà storia. Una storia i cui autori ci sono già oggi ben noti.

28102016

14 Commenti

  1. Se con varese siamo al confine dell impero sotto Milano saremmo messi peggio.
    L allora sindaco Gilli propose di unirsi a Como ottima scelta direi.

  2. Se la Lega è ancorata al passato, viva la Lega!
    L’unica che tutela la famiglia naturale, tutela i saronnesi dall’invasione di clandestini, tutela l’autonomia politico-amministrativa della città dalla pangea di Città Metropolitana.

  3. Questa Amministrazione leghista ha tolto la maschera. Con la sua scelta scellerata dimostra di non credere nel futuro evolutivo di una città come Saronno, al centro delle quattro province. Questa Giunta dimostra di essere carente di creatività tale da poter ricoprire un ruolo da protagonista del territorio saronnese. (i Comuni vicini sono molto più attivi e lungimiranti). Si accontenta di un ipotetico piattino di fagioli per alimentare il proprio orticello insignificante e penalizza lo sviluppo economico futuro della nostra città e delle sue generazioni presenti e future a causa della demenza politica retrograda inculcata dalla stringente ideologia statica e classista. I nodi verranno al pettine e le disastrose responsabilità politiche insorgenti da decisioni insensate e sprovvedute non cadranno mai in prescrizione.

  4. Il futuro di Saronno è diventare un ente di coordinamento per i piccoli comuni limitrofi che la circondano, i cui cittadini usufruiscono di servizi fondamentali (e non) come Ospedale, Ferrovie, Scuole, Teatro.

  5. “…lo storico ruolo di polo essenziale per i collegamenti sul territorio. Oggi anche internazionali, grazie al passaggio del Malpensa Express. ”
    L’ hanno capito persino i clandestini spacciatori … solo i nostri politici no.

  6. La lega ha scelto solo per non perdere le poltrone…dei cittadini non importa nulla. Aver perso questa occasione fa capire la mentalità chiusa e poco lungimirante, salvo per le loro poltrone!

  7. sarò banale, ma a me sa tanto di ripicca politico-elettorale.
    La giunta Porro scelse Milano e allora restiamo con Varese… se invece avesse scelto Varese allora penserebbero a Milano… mah.
    Se così fosse sarebbe veramente il lato più triste della politica, quella a cui dei reali problemi dei cittadini gliene fotte poco.

    • La differenza è che il PD scelse di staccarsi da una Varese leghista. Mentre oggi la Lega decide di stare con una Varese PD.
      In attesa di diventare capoluogo di un’area omogenea alla quale offre già oggi numerosi servizi.

  8. abito a Saronno da una vita e per qualsiasi bisogno, servizio, per lavoro o anche solo per svago mi ritrovo a Milano tre/quattro volte al mese.
    L’ultima volta che sono andato a Varese invece credo risalga agli anni ’90… il secolo scorso!

  9. E già geni della geopolitica mondiale ! Diventare un quartiere di Milano è tafazzismo piddino allo stato puro!
    Un quartiere da 40000 abitanti perdendo autonomia decisionale perché i consigli di zona NoN sono quelli comunali ….
    Non avremmo poi il comando dei carabinieri e della finanza …. Ma forse un commissariato di quartiere… Per non parlare dei vigili del fuoco e dell’ospedale che andremmo a perdere!

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