FRanco Casali  Edio Bison (3)SARONNO – “Qualche giorno fa abbiamo tutti appreso con incredulità e sgomento crescente dei fatti che hanno coinvolto un medico ed un’infermiera del nostro ospedale cittadino, e probabilmente altre persone colpevoli di non aver vigilato a sufficienza”.

Inizia così la nota inviata da Franco Casali, capogruppo della lista civica [email protected] in merito alla vicenda delle morti sospette nel pronto soccorso cittadino.

“Solo quest’estate era stata inaugurata la struttura complessa di Neurologia e Stroke Unit, e due settimane orsono l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera e il direttore generale Asst Valle Olona Giuseppe Brazzoli ci avevano rassicurato in un incontro pubblico sul futuro dell’unità ospedaliera confermando che era loro intenzione investire nella struttura.

Poi questo fulmine a ciel sereno, un episodio terribile su cui la magistratura e gli inquirenti stanno lavorando e su cui siamo certi faranno piena luce in tempi brevi. Mentre esprimiamo il nostro sdegno per questa orribile vicenda, e soprattutto dolore e vicinanza a tutti coloro che hanno avuto una persona cara vittima di questi episodi delittuosi, vogliamo anche ricordare le centinaia di medici, infermieri, e altri operatori che quotidianamente svolgono il loro lavoro con professionalità e serietà al servizio dei cittadini, lontano dai riflettori e clamori della cronaca. Molti di noi sono nati e sono stati curati in questa struttura. Come cittadini e fruitori di servizi sanitari, evitiamo di gettare ulteriore discredito sul nostro ospedale.

Ci auguriamo che, finite le indagini, possa ritornare un po’ di serenità tra chi vi opera e i cittadini, e possano essere mantenute le promesse di rendere più efficiente la struttura del nostro ospedale. Per prevenire episodi gravi o anche minori di cattiva sanità o corruzione, crediamo infine sia necessario rendere più efficace la procedura segnalazioni di illecito (la cosiddetta “Whistleblowing Policy” che permette ai dipendenti di segnalare irregolarità in maniera anonima e di cui siamo da sempre convinti sostenitori), poiché evidentemente in questo caso le procedure sulla trasparenza e codici di condotta non hanno funzionato”

(foto di Edio Bison)

04122016

9 Commenti

  1. Peccato che tutti i dipendenti sapevano….direi una struttura ospedaliera “organizzata”.Basta con i moralismi.

    • Come fai a dire una cosa del genere? Sai quanti sono i dipendenti dell’Ospedale? Te l’hanno detto i CC che “tutti sapevano”? E’ proprio in momenti come questi che Saronno (e tutto il Saronnese, perché è anche il loro ospedale!) devono chiedere il massimo di chiarezza e il massimo di severità, ma devono anche difendere il futuro del loro ospedale. Non facciamo i Tafazzi.

  2. Apprendere questi eventi delittuosi laddove si deve curare la salute sconvolge l’essere nella sua integra razionalità. Un detto popolare afferma che il pesce puzza dalla testa e ciò coinvolge direttamente chi era preposto al controllo, chi doveva trovare la soluzione al problema impegnandosi a ricostruire doverosamente l’immagine e la credibilità di una struttura ospedaliera, punto di riferimento del territorio salvaguardando la professionalità di tutte quelle persone che lavorano con coscienza e responsabilità. E’ ora di togliere la maschera dell’ipocrisia che emerge in questi eventi, smettendola di volgere lo sguardo altrove sebbene i fatti veicolavano già nell’ambito interessato. L’azione omertosa e l’indifferenza spoglia l’essere umano rendendolo succube ed indifeso davanti all’opera di menti offuscate e traviate.

  3. La selezione del personale sarà inevitabile oppure verrà a mancare totalmente la fiducia e si chiuderå tutta la baracca

    Il primo bel gesto sarebbe quello di allontanare la dottoressa che si è venduta per il posto.

  4. Nell’ospedale di Saronno lavorano mille persone, ci sono due arrestati la cui posizione è grave e ci sono una quindicina di persone indagate tra cui i vertici che stanno a Busto Arsizio. Aspetterei quello che decideranno gli inquirenti e i magistrati prima di sentenziare su tutto e tutti.

  5. Confido che per chi sapeva e non ha parlato ci sia una giusta punizione “Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

  6. E’ noto che molti medici dell’Ospedale sono saronnesi nati e cresciuti a Saronno…. E’ ormai noto che non hanno mai denunciato il Loro Collega e anzi! Ci riempiano la bocca col l’eccellenza della sanità lombarda ed e’ sicuramente la meno peggio d’Italia ma qui si parla di omertà della categoria una cosa che se fosse successa al Sud avrebbe generato titoloni con riferimenti a sistemi omertosi in stile mafioso.

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