lucio bergamaschi SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Lucio Bergamaschi, membro della Direzione Nazionale dei Popolari per l’Italia, in merito al risultato del referendum di domenica 4 dicembre.

“Quasi il 70% degli italiani (il 75% a Saronno) si è recato domenica alle urne per il referendum confermativo seppellendo con un mare di NO la riforma Renzi-Boschi. Un risultato straordinario di partecipazione democratica che deve far riflettere su tanti affrettati giudizi dell’establishment circa la presunta insensibilità istituzionale del popolo. I nostri connazionali hanno dimostrato che alla Costituzione ci tengono e che non sono affatto disposti a deturparla con modifiche improvvisate e incoerenti. Questo è il primo dato di cui occorre prendere atto come peraltro ha fatto con una certa dignità il Presidente del Consiglio dimissionario. Inutile fare dell’ironia sulle matite copiative o le scie chimiche: al popolo elettore va portato rispetto, sempre.

Archiviato il risultato si aprono due grandi questioni politiche: la prima è una seria e condivisa riforma delle istituzioni. Tra coloro che hanno sostenuto il NO a questo proposito circolano le idee più diverse: alcuni (pochissimi) non vogliono cambiare nulla neppure abolire il CNEL, altri (la maggioranza) sono per un bicameralismo imperfetto ma con un Senato elettivo non ridotto ad un dopolavoro come voleva la ex Ministra Boschi. Alcuni (pochi) sono per un presidenzialismo temperato alla francese. Come fare a mettere d’accordo idee così diverse? L’unica è seguire il suggerimento di Stefano Parisi: votare una Costituente che lavori in parallelo al Parlamento al riparo dalle polemiche di giornata e far fare a loro. La seconda questione è quella della legge elettorale. Questa va risolta subito perché ad oggi il Senato verrebbe votato con una sorta di moncherino del vecchio Porcellum già dichiarato incostituzionale dalla Corte Suprema. Visto che ci siamo cambiamo anche l’orribile Italicum che con il ballottaggio consegnerebbe il Paese ad un unico padrone (Grillo o Renzi che sia). Piuttosto ripristiniamo il Mattarellum senza scorporo che male non era oppure più semplicemente una legge proporzionale con un premio di maggioranza moderato (sul 15%) alla coalizione vincente. Fatto questo in primavera dopo il G7 si può tornare alle urne. Nel frattempo mettiamo un Padoan a Palazzo Chigi per tranquillizzare l’Europa e non far schizzare in alto lo spread. Un rinvio alle Camere di Renzi sembrerebbe a molti una forzatura del tutto inopportuna.

Un appunto finale su Saronno. La città – dove per la cronaca la componente renziana nel Pd è largamente minoritaria – ha visto un sostanziale e sorprendente pareggio tra Si e NO. Una spiegazione potrebbe essere per così dire “demografica” vista l’elevata età media dei Saronnesi e il fatto che tra gli over 65 ha prevalso seppur di poco il SI. Un’altra ipotesi è però che una buona fetta degli elettori di centro destra moderato abbia votato a favore del SI e questo se da un lato corrisponde ad un sentimento piuttosto diffuso nel partito di Berlusconi potrebbe avere anche delle motivazioni per così dire “locali”. Forza Italia – che pure ha appoggiato Fagioli al ballottaggio – si sente ingiustamente marginalizzata e sembra voler passare da una sorta di benevola neutralità all’opposizione dura. Forse un tagliando a questa sindacatura dopo diciotto mesi non proprio esaltanti andrebbe messo in cantiere.

09122016

11 Commenti

  1. Perchè Bergamaschi parla per nome e per conto di un Partito che non rappresenta?
    Solito inciucio leghista per far passare Forza Italia per quelli brutti e cattivi o sua sponte frutto di un volo pindarico per chiedere un posticino una cadreguccia?!?

  2. Quindi Bergamaschi difende Forza Italia, critica il sindaco e la Lega pur avendo anch’egli propagandato il no.
    Sinceramente non capisco la posizione di questo signore.
    Chi mi aiuta?

  3. Si può sintetizzare con una richiesta di poltrona per lui eliminando quella parte di giunta che non si è spesa apertamente per il no.
    Facile individuare la poltrona ambita, basta leggere i nomi eletti nelle commissioni.

  4. Mah, a Saronno di sono spesi per il sì il PD, Forza Italia . Per il no Lega, FdI, M5S e la civica doma nunch. SAC neutro. Di conseguenza il numero dei votanti per Sì o No si è modulato di conseguenza… La grande domanda è : ma Bergamaschi cosa vuole? Che ritorni nel limbo dei dimenticati/scartati dalle urne e ci rimanga

    • Non mi risulta che a Saronno Forza Italia si sia spesa per il SI.
      Una menzogna ripetuta tre volte diventa verità?

  5. Mi limito esclusivamente a considerare quanto espresso sui risultati referendari a Saronno. La classe politica locale non può essere ancora rappresentata dai soliti noti ma ha necessità di rifondarsi e ricomporre quell’interesse amministrativo finalizzato al bene della città coinvolgendo le nuove generazioni che dimostrano di volere impegnarsi nella vita pubblica. L’area dei moderati che ha votato per il SI e che si riconosce nel centro destra ha votato per protestare contro l’atteggiamento della Lega saronnese che considera gli “alleati” in modo marginale e supponente. Richiedere un tagliando a questa Amministrazione monocolore è come chiedere di illudere un elettorato serio e consapevole.

    • Quindi per protestare contro la Lega locale voti SI ad un referendum che ti toglie la possibilità di votare etc etc etc?
      Per piacere, non mi pare una valida analisi, ma un tentativo di sparigliare le carte.
      Un po’ goffo, invero.

  6. Apprezzo i contributi al dibattito da me suscitato.Cosa vuole Bergamaschi? Riflettere sugli avvenimenti, analizzare le cause, individuare percorsi. In una parola fare politica, semplicemente. Se il Si a Saronno prende quasi 10 punti in piu’ che nel resto della provincia qualche motivo ci sara’, se ne puo’ parlare? Se questa e’ l’unica citta’ importante dove Lega e Forza Italia non governano insieme si potra’ porre almeno la questione? E non vogliamo fare un minimo di bilancio dell’azione amministrativa di questa Giunta dopo 18 mesi dall’insediamento? Una precisazione: questa giunta non e’ monocolore. Vi partecipano esponenti di 4 delle 6 liste che hanno appoggiato Fagioli (considerando anche il ballottaggio). Una seconda precisazione seppur superflua. Ho parlato a titolo strettamente personale e non aspiro ad alcuna posizione che sarebbe peraltro incompatibile con i miei attuali impegni professionali. Ciascuno dovrebbe poter esprimere un pensiero sulla politica Icittadina senza che si scatenino i soliti rosiconi, mestatori e invidiosi protetti dall’anonimato. Ma questa sarebbe un’altra Saronno…

    • Mi limito a commentare che la sua analisi sul PD saronnese è quantomeno datata. Forse nel 2013 i “renziani” erano minoranza, oggi i “pochi” rimasti attivi sono tutti più o meno allineati alle posizioni del segretario e lo si è visto anche nella campagna referendaria che comunque ha visto una partecipazione trasversale a prescindere dalle appartenenze (o ex-appartenenze)
      Anche il Comitato che ha affiancato (o sostituito) il PD in città aveva una composizione non sovrapponibile….

  7. Il tagliando dovrebbe farlo Fratelli il sindaco con FdI NON FI dopo i fallimenti caronnesi e dell alta provincia varesina PRIMA e Saronnesi POI. Che siano tutti causa di un battito d’ali?!?

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