SARONNO – Da oggi ilSaronno inaugura la sua prima rubrica “Visto da Varese” firmata da Ezio Motterle, già responsabile dell’edizione di Varese de “Il Giorno”. Nei 40 anni della sua lunga carriera giornalistica Motterle ha seguito e raccontato con professionalità e intuito la realtà quotidiana della provincia varesina, sempre con uno sguardo attento anche su Saronno e nel Saronnese. “Per questo – ricorda la direttrice Sara Giudici – accogliamo con entusiasmo un apporto informativo che consentirà alla nostra testata di alzare lo sguardo verso tutto il territorio di riferimento con cui Saronno ha scelto di rimanere”.

Ezio Motterle proporrà, con la consueta schiettezza ed efficacia, spunti, opinioni e commenti “visti da Varese”: sarà un momento di informazione ma anche il modo per stimolare un confronto oltre i confini locali. “Si tratta di una nuova opportunità per la nostra testata – conclude Giudici – per confrontarsi con una diversa visione della realtà nell’ottica di un rilancio auspicato per Saronno e il Saronnese: guardare lontano e sognare in grande dovranno diventare dei must”.

(foto archivio)

15012017

9 Commenti

  1. Avrà scelto lei Giudici e Fagioli di rimanere con Varese. I cittadini non li avete mai interpellati. Saronno è milanese nel cuore, nella storia e nel portafoglio. Non sarà una rubrica fatta da Varese (40 km! in mezzo alle colline) a occultare la realtà e venirci a dire chi siamo e chi eravamo.
    Intanto chi sta nell’area metropolitana riceve contributi dalla UE. Saronno a bocca asciutta!

    • “Intanto chi sta nell’area metropolitana riceve contributi dalla UE. Saronno a bocca asciutta!”
      Eh già, l’importante avere quattro soldi di elemosina.

      • Almeno ti danno qualche soldo, la provincia di Varese invece ti porta via pure le mutande: ha messo in ginocchio i nostri licei solo perché la maggior parte degli studenti arriva dalle provincie di Milano, Como e Monza.

      • Leggi bene e non scrivere a vanvera: cuore, storia e (anche) portafoglio. E’ pure una cosa stupida trovarsi volenti o nolenti in una grande area metropolitana italiana e, per la cavolata di voler stare con Varese, rinunciare a contare qualcosa e a beneficiare di fondi stanziati appositamente. Questo per ossequiare i capi leghisti di varese.

  2. Le province devono scomparire, sono un costo e, nel caso di Saronno sono un problema perché non permettono di organizzare i servizi sul territorio saronnese (vedi i carabinieri del radiomobile che a Dal Pozzo o Introini che devono arrivare da Desio quando sono ad un km in via Manzoni, o quelli di Rovello che devono arrivare da Cantú). Ma si possono fare altri esempi come questo…

  3. Perchè quattro soldi in più da spendere magari par altri consulenti o capaci dirigenti fanno schifo (senza prendere quelli dei contribuenti)?

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