di EZIO MOTTERLE
Undici valichi stradali di confine, una ferrovia internazionale lungo il Lago Maggiore. E adesso il nuovo binario Varese-Lugano reso possibile dalla bretella fra Arcisate e Stabio che proprio domani, lunedì, vedrà cadere uno storico diaframma nella galleria di Induno Olona alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Senza contare la futura “seconda Chiasso” nell’area del Gaggiolo, nuovo valico autostradale reso possibile dal completamento della tangenziale est varesina inserita nel progetto Pedemontana. Mai come oggi insomma la prospettiva di una Svizzera più vicina a Varese e al suo territorio si impone, anche come nuovo orizzonte culturale di interscambio. La marcia dei 26mila lavoratori frontalieri che ogni giorno dal Varesotto varcano il confine per guadagnarsi lo stipendio resta l’avanguardia concreta di questo tema in rapida evoluzione. Ma oltre alla storica mobilità quotidiana a sfondo economico e occupazionale c’è da costruire una nuova condizione di sinergia sulla direttrice Varese-Lugano, cuore di quella più ampia fra Lombardia e Ticino.
Il diaframma che cadrà domani nella galleria verso il confine a nord di Varese acquista insomma un elevato valore simbolico, non a caso sottolineato non solo a livello locale, ma con l’imprimatur del governo nazionale. La presenza del ministro Delrio rappresenta il suggello a un interesse concreto di Roma per la valorizzazione del sistema delle comunicazioni a cavallo del “nostro” confine, quassù nel “profondo Nord” , uno sviluppo che aprirà anche nuove e fondamentali opportunità per il collegamento della Confederazione all’aeroporto di Malpensa e alla stessa area metropolitana milanese. Una Svizzera sempre più vicina insomma, anzitutto grazie a nuove strade e ferrovie, ma anche sul fronte aperto di una nuova possibilità di qualificata integrazione. A tutti i livelli.

29012017

10 Commenti

  1. dopo essere in ritardo, c’è ancora qualcuno che crede a queste sciocchezze, vengono qua a farsi belli politici nazionali e locali, manco avessero finito nei tempi giusti una opera piccola in confronto a quello che gli svizzeri hanno fatto dall’altro lato del confine…si impiega quasi meno a fare Chiasso/Zurigo che Laveno/Milano

    E poi ci sono i tromboni di complemento

  2. Un bell’articolo che conferma che Saronno e Varese non hanno interessi in comune: Varese guarda giustamente verso la Svizzera, Saronno è invece ‘girata’ dalla parte opposta verso Milano.

    • Verso Milano? BOH, io e il mio collega ogni giorno andiamo verso Como…. PUNTI DI VISTA NO?

      • Ci sarà anche un frontaliero a Saronno, non ne dubito, ma la stragrande maggioranza dei saronnesi gravità su Milano per lavoro, università, divertimento.
        Se poi parliamo di cultura ed eventi, sia Varese che Saronno gravitano su Milano.

      • Infatti al mattino i treni verso Milano sono vuoti e l’autostrada verso Milano è sempre libera, mentre verso Como non ci si muove… In che mondo vivi?

    • Giustamente. Se si dovesse votare a breve con questa legge elettorale Consultellum il collegio elettorale di Saronno NON sarà quello di Varese, ma Saronno (e anche Tradate) voteranno con i comuni drl Nord Milano.

  3. Orizzonte culturale di interscambio?
    Si, unidirezionale però: da Sud a Nord.
    Perchè al contrario non si batte chiodo.

  4. Da un Saronnese.. Ben vengano nuovi collegamenti con la Svizzera verso il nord dell’Europa! Alfonso

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