SARONNO – Singolare vicenda giudiziaria, quella di cui si sta discutendo in questo giorni al tribunale di Busto Arsizio alla sbarra c’è un uomo di cinquant’anni, la vicenda è relativamente “comune” nelle aule di giustizia. Si parla infatti di una lite stradale alle porte di Saronno che, secondo l’accusa, come troppo spesso accade sfociò da parte dell’automobilista in un alterco con un vigile urbano, che sarebbe stato addirittura aggredito e malmenato.

Lo “strano” è che l’imputato dice di non chiamarsi come è scritto sulla sua carta d’identità, di non riconoscere lo Stato italiano e dunque di non rinoscerne neppure le sue leggi. E “vieta” a chiunque di rivolgergli la parola. Il processo, di fronte al giudice monocratico Sara Cipolla, comunque andrà avanti ed intanto il pubblico ministero, Nicoletta Matricardi, ha chiesto la perizia psichiatrica per l’imputato, perchè un esperto si esprima sulla sua capacità di intendere e di volere. E l’imputato? Ha chiesto un risarcimento in once d’argento a chiunque si sia permesso di rivolgergli la parola.

(foto archivio)

31012017

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