SARONNO – Il Tribunale del Riesame ha concordato con i carabinieri sugli arresti domiciliari all’ex primario del pronto soccorso dell’ospedale di Saronno, Nicola Scoppetta, che per il momento comunque resta libero. I militari avrebbero voluto arrestarlo, per metterlo ai domiciliari, già lo scorso 29 novembre ma in quella occasione il giudice si oppose e quindi ci si limitò da una denuncia a piede libero. La procura fece ricorso al Tribunale del Riesame a Milano ed ora è giunto il pronunciamento. Il medico, di origini pavesi ma che abita a Varese, farà a sua volta ricorso per tornare in libertà e nell’attesa che si definisca l’intera vicenda resterà a piede libero sino al decisivo pronunciamento della Corte di Cassazione.

La vicenda è quella delle morti sospette in corsia al pronto soccorso del nosocomio saronnese, che il 29 novembre aveva portato all’arresto di uno dei collaboratori di Scoppetta, il medico Leonardo Cazzaniga, ed anche all’arresto dell’infermiera Laura Taroni. Quest’ultima estranea alle vicende ospedaliere ma accusata di avere avvelenato il marito, con l’aiuto di Cazzaniga (nella foto, con i carabinieri all’ospedale di Saronno); ed indagata anche per la morte di mamma e suocero. Scoppetta è finito nei guai in qualità di primario del reparto: i carabinieri lo accusano di favoreggiamento personale nei confronti di Cazzaniga.

03022017