SARONNO – La pioggia battente e il black out dell’illuminazione pubblica proprio davanti al cippo che ricorda i martiri delle foibe non hanno fermato le celebrazioni per la giornata del ricordo.

Alle 18 le associazioni d’arma, le autorità militari guidate dal capitano dei carabinieri Pietro Laghezza e da quello della finanza Adriano Celentano e quelli civili con il sindaco Alessandro Fagioli, il presidente del consiglio comunale Raffaele Fagioli e gli esponenti della Giunta Gianpietro Guaglianone, Gianangelo Tosi, Maria Elena Pellicciotta, Lucia Castelli si sono ritrovati al Santuario per la messa.

A celebrare don Emilio Giavini, vicario della comunità pastorale Crocifisso risorto, che nell’omelia ha ricordato come “sul dramma delle foibe ci sia stato un velo di silensio per molto tempo”. “Quando si è compreso quell’eccidio spaventoso si è iniziato a fare memoria. Ricordare serve a portare avanti il cammino dell’uomo”.

Terminata la funzione religiosa un corteo aperto dal gonfalone ha raggiunto il cippo proprio mentre “saltava” l’illuminazione pubblica del tratto di via Varese, dal Santuario al parco del Seminario. Ad illuminare la deposizione della colora davanti al cippo e il discorso del sindaco Alessandro Fagioli solo il faretto della telecamera della webtv PierodaSaronno.

“Chi ha subito il dramma delle foibe e dell’esodo ha subito, patito e sentito anche l’abbandono da parte delle istituzioni – ha detto nel suo discorso a braccio il sindaco – Una realtà che vediamo anche in questi giorni. Nel ricordo c’è chi viene più supportato di più rispetto ad altri. Ringrazio tutti i presenti, dalle autorità ai cittadini senza dimenticare le forze dell’ordine e le associazioni d’arma”.

7 Commenti

      • Lei è amico del Sindaco? Perché non si capisce nemmeno cosa ha scritto lei.
        Comunque il Sindaco è irriconoscibile per chi non sa chi è, ovvero la stra grande maggioranza dei saronnesi. Ma probabilmente è meglio così.

  1. Ma quando mai ci sono state vicine le istituzioni. Anni passati nella villa reale di Monza, in stanzoni divisi da lenzuola per creare un po’ di intimità…. Ed eravamo cittadini italiani, con grande dignità ed amor di patria e la bandiera italiana ben in vista…

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