SARONNO – Si terrà domani in piazza Portici il nuovo presidio organizzato dagli anarchici saronnesi. Tramite un volantinaggio mercoledì mattina al mercato cittadino ed diversi post sui social network molti attivisti hanno promosso un presidio contro la riapertura dei Cie. Si tratta dalle prima manifestazione dopo la tre giorni contro le frontiere che ha provocato molto clamore in città prima di Natale.

“L’anno nuovo è iniziato con la notizia eclatante annunciata dal ministro degli interni Minniti dell’intenzione governativa di aprire in ogni regione italiana un Cie. I Centri di Identificazione ed Espulsione sono strutture di detenzione amministrativa, nelle quali vengono rinchiuse persone sprovviste di documento identificativo valido, finalizzate all’espulsione coatta nei rispettivi paesi d’origine. Già questo ci appare inaccettabile, il tutto è però aggravato dal fatto che le condizioni all’interno sono terribili”.

E continuano: “Minniti ha dichiarato la necessità di rendere più efficiente il meccanismo delle espulsioni, al fine di aumentare la sicurezza nelle strade e migliorare le relazioni fra italiani e stranieri, espellendo soggetti probabilmente detentori di stili di vita criminosi (lavoro nero, spaccio, prostituzione, furti e furtarelli, accattonaggio, occupazioni abusive, elemosine, insomma tutto ciò che è tipico di chi è costretto alla clandestinità. Ma l’argomento cardine del ministro per la riapertura dei Cie è l’allarme terrorismo: cavalcando la paura dei recenti attentati in Europa, sostiene la funzionalità delle espulsioni nel creare un argine sicuro contro lo jiadismo, a fronte di un flusso migratorio massiccio per il quale il sistema fino ad oggi applicato non è sufficiente. Questo atto, oltre alla propaganda politica, ha come fine l’aumento del controllo: nell’impossibilità statale di gestire le persone migranti (obiettivo irraggiungibile ma soprattutto per noi non auspicabile), l’aumento della capacità di espulsione funge da deterrenza per chi vive una condizione di clandestinità. Chi è identificato come illegale è più facilmente ricattabile in quanto non si deve far notare e non deve creare problemi, e di conseguenza diviene sfruttabile dal mercato nero inteso in senso lato: dalla raccolta della frutta alla prostituzione”

Da queste considerazione la presa di posizione e l’idea del presidio saronnese: “Noi, nemici di ogni frontiera e di ogni prigione, non abbiamo intenzione di stare a guardare mentre c’è chi si arricchisce e specula sulla pelle delle persone, soltanto perché individui sacrificabili, capro espiatorio sociale o mezzi propagandistici.

Opporsi alla riapertura dei Centri d’Identificazione ed Espulsione non significa soltanto battersi per la libertà delle persone migranti, ma anche lottare per non rendere ancora più prigione tutto ciò che ci circonda; significa contrastare apertamente le logiche securitarie e militariste, cercando di aprire brecce per liberarsi di tutto il vecchio mondo; in poche parole, sfidare apertamente l’esistente per riprendersi la libertà che ci spetta”.

11022017